//////I BODHISATTVA: UOMINI DIVENTATI CREATORI PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA CONTINUA EVOLUZIONE

I BODHISATTVA: UOMINI DIVENTATI CREATORI PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA CONTINUA EVOLUZIONE

I bodhisattva: uomini diventati creatori per la regolamentazione della continua evoluzione

O.O. 93a – Elementi fondamentali dell’esoterismo – 01.10.1905


Sommario: Differenza fra esseri recettivi ed esseri creatori in riferimento alla serie di esseri in sette livelli, fra i quali si colloca anche l’uomo, fornita da Blavatsky: 1 – gli esseri elementari recettivi; 2 — l’uomo come essere intermedio recettivo e creatore; 3 – l’uomo puro dell’epoca che precede quella lemurica: Adam Kadmon e l’evoluzione degli animali a sangue caldo e a sangue freddo; 4 – i bodhisattva: uomini diventati creatori per la regolamentazione della continua evoluzione; 5 – nirmanakaya: esseri creatori che oltrepassano la Terra e che possono immettere nuovi impulsi nell’evoluzione terrestre; 6 – Pitri (padri): esseri che possono offrire in sacrificio se stessi; 7 – gli dèi veri e propri. —Kama. Cuore e cistifellea.

 

Oggi vogliamo presentare la scala degli esseri di cui fa parte l’uomo.

L’uomo, appunto, così com’è oggi, è un essere che si è trasformato, che non è sempre stato com’è adesso. Non ha soltanto altri gradi davanti e dietro di sé, ma anche accanto a sé, proprio come un bambino ha accanto a sé, nell’anziano, un grado evolutivo diverso dal suo. Oggi vogliamo presentare sette livelli di esseri. Per far questo, dobbiamo prima fare chiarezza sulla differenza fra esseri recettivi ed esseri creativi.

 

Col nostro occhio, per esempio, percepiamo un colore, il rosso o il verde. Quanto a questo siamo esseri recettivi. Ma il colore deve prima essere stato prodotto, affinché noi possiamo percepirlo; abbiamo dunque di fronte a noi un essere che produce il colore, per esempio il rosso. In questo modo si riconosce la sequenza dei livelli degli esseri.

 

Per riunire insieme tutto quel che si fa incontro ai nostri sensi, deve esserci l’anima ad accoglierlo;

ma affinché tutto questo ci possa essere portato incontro, deve esserci anche il suo contrario.

Ci sono esseri che possono portare a manifestazione.

Questi hanno un carattere più divino, un carattere di deva.

Gli esseri che sono più idonei a recepire hanno un carattere più elementare.

Gli esseri divini sono di natura manifestante. Gli esseri elementari sono di natura recettiva.

 

• Qui, in questo ambito, abbiamo la saggezza creatrice, che crea all’esterno, e la saggezza che viene recepita dall’anima umana. Nella luce c’è la saggezza ed essa si svela in tutte le percezioni sensoriali.

 

Dietro a quel che si manifesta bisogna supporre che ci siano coloro che portano a manifestazione,

esseri di natura volitiva; la saggezza è ciò che si manifesta.

L’uomo è un essere intermedio.

• Da un lato, per esempio riguardo alle impressioni sensoriali, è un essere recettivo,

• ma riguardo al pensare è un essere creatore.

 

Non c’è nulla che gli dia il pensiero, se egli non lo crea in aggiunta alla percezione.

Così, da una parte egli è un essere recettivo, dall’altra un essere creatore.

È una differenza importante.

 

Immaginiamo che l’uomo sia in grado, così come oggi crea i pensieri, di creare tutto ciò che percepisce: i suoni, i colori, e così via. Attualmente egli è creatore solo in un ambito, nel pensare, e per avere delle percezioni sensoriali ha bisogno di avere attorno a sé degli esseri creatori. Per quanto riguarda la produzione della sua stessa essenza, egli fu un creatore all’inizio di questa evoluzione. A quei tempi creava da sé il proprio organismo.

 

Adesso gli servono altri esseri che lo facciano. Adesso l’uomo deve incarnarsi in una figura corporea che viene determinata da fuori. In quest’ambito, è più vicino agli esseri elementari di quanto non lo sia riguardo al percepire e al pensare.

 

Immaginiamo ora che l’uomo possa produrre anche i suoni, i colori

e altre percezioni sensoriali, e il suo stesso essere.

Allora abbiamo l’uomo che c’era prima dell’epoca lemurica e che viene chiamato uomo “puro”.

L’uomo diventa impuro per il fatto che non produce da tutto il suo essere, ma incorpora nel suo essere dell’altro.

 

Questo uomo puro è stato chiamato Adam Kadmon.

Quando la Bibbia all’inizio parla dell’uomo, parla di questo uomo puro.

Questo uomo puro non aveva ancora in sé nulla di kamico.

La brama arrivò solo dopo che egli ebbe incorporato dell’altro in sé.

Così ebbe origine il secondo livello dell’umanità, l’uomo kamarupico.

 

L’animale superiore è solo un sottogruppo dello stesso.

Senza sangue caldo non c’è kamarupa indipendente fra gli esseri.

Gli animali che non sono a sangue caldo vengono diretti da altri esseri.

Tutti gli animali a sangue caldo derivano dall’uomo.

 

Inizialmente abbiamo quindi l’uomo puro, che di fatto fino all’epoca lemurica conduceva un’esistenza sovrasensibile e produceva tutto quel che c’è e che vive in lui.

Gli attuali animali a sangue freddo e le piante si sono sviluppate in modo diverso dagli animali a sangue caldo. Quelli che esistono oggi sono i resti di esseri potenti, giganteschi, bizzarri. Alcuni di questi la scienza li può comprovare. Sono animali in decadenza, degenerati, che discendono da quelli che l’uomo puro ha usato per incarnarvisi, in modo da avere un corpo per l’elemento kamico.

 

Inizialmente l’uomo non aveva ancora potuto incorporarsi sulla Terra. Di questi grandi, possenti esseri (animali), l’uomo usava i più perfetti per incarnarvisi. Si collegava a questi esseri e così era in grado di introdurvi il proprio kama. Alcuni di questi esseri continuarono a svilupparsi e divennero gli atlantidei e l’umanità attuale. Tuttavia non tutti riuscirono ad adattarsi. Per esempio, i canguri sono formazioni mal riuscite di questo tipo sulla via [verso l’uomo], come residuo che si scarta.

 

Dunque vennero fatti dall’uomo dei tentativi per introdurre il kama nelle figure animali.

In realtà il kama si trova solo dentro la figura umana attuale, e precisamente nel cuore,

nel calore del sangue, nella circolazione sanguigna.

 

Furono fatti ripetuti tentativi, e così ci fu un’ascesa di livello in livello. Tentativi falliti li vediamo per esempio nei bradipi, nei canguri, negli animali predatori, nelle scimmie e proscimmie. Tutti questi rimasero indietro per via.

 

Gli animali a sangue caldo sono tentativi falliti di formazione kamica umana.

Tutto ciò che vi è di kama in loro poteva averlo anche l’uomo in sé;

ma lo scaricò dentro di loro, perché questo tipo di kama egli non poteva utilizzarlo.

• C’è un importante principio occulto: ogni caratteristica ha due poli opposti.

 

Così troviamo che l’elettricità positiva e negativa si completano reciprocamente, oppure il caldo e il freddo, il giorno e la notte, la luce e l’oscurità, e così via. Così anche ogni caratteristica kamica ha due lati opposti. Per esempio l’uomo ha posto al di fuori di sé, nel leone, la ferocia che dall’altro lato, se viene nobilitata, è la forza che lo può condurre al suo sé superiore.

 

La passione non deve essere distrutta, ma deve essere purificata.

Il polo negativo deve essere elevato ad un livello superiore.

 

Questa purificazione delle passioni, questa elevazione del loro polo negativo, presso i pitagorici veniva chiamata “catarsi”. Inizialmente l’uomo aveva in sé la ferocia del leone e l’astuzia della volpe. La ferocia, per così dire, la fissò nel leone e l’astuzia nella volpe.

Così, quindi, il regno degli animali a sangue caldo è una galleria di immagini di caratteristiche kamiche.

 

• Oggi si diffonde spesso l’opinione che il tat tvam asi, il “Questo sei tu”, sia da concepire come qualcosa di indeterminatamente generico, invece bisogna pensarvi come a qualcosa di preciso. Per esempio riguardo al leone l’uomo deve dirsi: “Questo sei tu!”. Così nel regno animale a sangue caldo abbiamo l’uomo kamarupico diffuso intorno a noi. Prima c’era solo l’uomo puro: Adam Kadmon. „

 

Il filosofo naturalista Oken, che nella prima metà del secolo XIX era professore a Jena, riconosceva tutte queste idee e le esprimeva in modo grottesco affinché le persone ci sbattessero la testa. Ha fatto un esempio che si riferisce ad uno stadio ancora precedente dell’uomo, prima che questi avesse secreto da sé gli animali a sangue freddo. Oken mise in relazione la seppia con la lingua umana. Studiando l’analogia della lingua con la seppia, si ha un’accezione occulta. Ora, abbiamo anche esseri che cominciano ad essere creati solo adesso come, per così dire, prodotti collaterali. L’uomo ha posto fuori di sé l’astuzia della volpe e ne ha trattenuto il polo opposto.

 

Nell’astuzia della volpe, però, inizia anche a formarsi il nocciolo di qualcos’altro, come quando nell’ombra nera di un oggetto si forma una zona di penombra provocata da una luce che vi penetra dall’esterno. Noi abbiamo tolto dalla nostra interiorità l’astuzia e l’abbiamo inserita nella volpe. Ora dalla periferia le viene portato lo spirito. Gli esseri che dalla periferia agiscono in questo modo nel kama sono gli esseri elementari. Ciò che la volpe ha ricevuto da noi è in essa animale; ciò che le viene annesso dallo spirito da fuori è essere elementare. Essa ha avuto origine da un lato dallo spirito dell’umanità, dall’altro da un essere elementare.

 

Dunque distinguiamo:

• in primo luogo esseri elementari,

• in secondo luogo l’uomo kamarupico,

• in terzo luogo l’uomo puro,

• in quarto luogo l’uomo che per certi versi ha superato l’uomo puro,

che ha accolto in sé ciò che è all’esterno intorno a lui, e che è creativamente attivo.

 

Egli ha toccato e accolto in sé tutto ciò che si trova attorno a lui nell’esistenza terrena.

Questo gli porta i progetti, le norme, le leggi che creano la vita.

Una volta l’uomo era perfetto, e lo diventerà di nuovo.

Ma c’è una grande differenza, fra quel che era e quel che sarà.

Ciò che si trova all’esterno attorno a lui in futuro diventerà sua proprietà spirituale.

 

Ciò che egli ha acquisito sulla Terra, in futuro sarà la facoltà umana di essere creativamente attivo.

Allora questa sarà la sua più intima essenza.

Uno che abbia accolto tutte le esperienze terrene

in modo da sapere di ogni cosa come essa possa essere realizzata,

e quindi sia diventato un creatore, viene chiamato bodhisattva, cioè

un uomo che ha accolto in sé a sufficienza il bodhi, il buddhi della Terra.

 

Allora è maturo per agire a partire dagli impulsi più interiori.

I sapienti della Terra non sono ancora bodhisattva.

Anche per un sapiente ci sono sempre ancora cose

con le quali egli non riesce ancora a raccapezzarsi.

Solo quando ha accolto tutto il sapere della Terra per riuscire a creare, egli è un bodhisattva.

Buddha, Zaratustra, per esempio, erano bodhisattva.

 

Quando l’uomo si evolve ulteriormente, in modo da non essere solo un creatore sulla Terra, ma da avere forze che vanno oltre la Terra, è libero di scegliere se utilizzare queste forze più elevate oppure se continuare ad agire sulla Terra. Allora da altri mondi può portare qualcosa sulla Terra. Ci fu un tempo così, prima che l’uomo cominciasse ad incarnarsi, nell’ultimo terzo dell’epoca lemurica.

 

L’uomo aveva formato il corpo fisico, il corpo eterico e quello astrale. Queste parti del suo essere le ha portate con sé dalle precedenti evoluzioni della Terra. I due impulsi successivi, il kama e il manas, non li avrebbe potuti trovare sulla Terra; essi non fanno parte della catena evolutiva della Terra. Il primo impulso nuovo (kama) si poteva trovare come forza solo su Marte. Esso si aggiunse poco prima che l’uomo si incarnasse. Il secondo impulso (manas) venne da Mercurio durante il quinto periodo dell’epoca atlantica, presso i paleo-semiti. Questi nuovi stimoli dovettero essere portati sulla Terra da altri pianeti per mezzo di esseri ancora superiori, i nirmanakaya. Da Marte essi portarono in aggiunta il kama, da Mercurio il manas.

 

I nirmanakaya sono di un grado più elevati dei bodhisattva.

Questi possono regolare la continua evoluzione;

ma non possono immettere qualcosa di estraneo, lo possono fare solo i nirmanakaya.

Ad un gradino ancora più elevato dei nirmanakaya

si trovano quegli esseri che vengono chiamati pitri. Pitri = padri.

 

Perché i nirmanakaya possono certamente immettere qualcosa di estraneo nell’evoluzione, ma non possono sacrificare se stessi, sacrificarsi come sostanza, in modo da poter produrre un nuovo ciclo sul prossimo pianeta.

Possono farlo i pitri, che si sono formati sulla Luna e che ora sono arrivati oltre; essi sono diventati l’impulso all’evoluzione terrestre.

Quando l’uomo avrà attraversato tutto, sarà in grado di diventare un pitri. Il grado successivo, ancora più elevato, sono gli dèi veri e propri.

 

Così abbiamo dunque sette gradi di esseri:

• primi gli dèi,      • secondi i pitri,      • terzi i nirmanakaya,      • quarti i bodhisattva,

• quinti gli uomini puri,      • sesti gli uomini,      • settimi gli esseri elementari.

Questa è la sequenza di cui parla Helena Petrovna Blavatsky.

 

A questo punto possiamo ancora chiederci quale sia l’organo che ha reso l’uomo kamarupico. È il cuore con le vene e il sangue, che pulsa attraverso il corpo.

 

Il cuore ha una parte fisica, una parte eterica (Aristotele parla di questa, perché in passato si considerava importante solo l’uomo eterico*) e una parte astrale. Il cuore eterico è in rapporto con il fiore di loto a dodici petali. Non tutti gli organi hanno anche la parte astrale, così per esempio la cistifellea è solo fisica ed eterica, l’astrale manca.

 

 

By | 2018-07-04T11:17:10+02:00 Luglio 4th, 2018|BODHISATVA|Commenti disabilitati su I BODHISATTVA: UOMINI DIVENTATI CREATORI PER LA REGOLAMENTAZIONE DELLA CONTINUA EVOLUZIONE