//////IL CORSO DELLA STORIA DELL’UMANITÀ NELL’EPOCA POSTATLANTICA

IL CORSO DELLA STORIA DELL’UMANITÀ NELL’EPOCA POSTATLANTICA

Il corso della storia dell’umanità nell’epoca postatlantica

O.O. 100 – Evoluzione dell’Umanità e conoscenza del Cristo – 21.11.1907


 

Vediamo come nell’epoca postatlantica tutta l’evoluzione spirituale dell’umanità significhi una discesa dello spirito umano nella materia.

Lo scopo di questa discesa è, però, il superamento della materia, di questa grande nemica dello spirito, perché dopo la discesa alla massima profondità, deve iniziare ora un’ascesa alla vita spirituale cosciente.

Possiamo rappresentare il corso della storia dell’umanità nell’epoca postatlantica con questa curva.

 

 

La forza che deve determinare l’ascesa è quella del cristianesimo. La stella del cristianesimo sorge alla metà del quarto periodo di civiltà, molto tempo prima del raggiungimento del punto più basso della linea discendente. Appare la sublime personalità del Cristo Gesù che reca all’umanità la forza per la successiva ascesa allo spirito. Tutti i periodi di civiltà precedenti possono essere considerati anche come una preparazione al cristianesimo.

 

È nel quinto periodo di civiltà che il cristianesimo deve sostenere la prova di resistenza più dura,

perché il pensiero materialistico ne oscura le verità spirituali.

Nel sesto periodo il cristianesimo unirà l’umanità nella grande fratellanza,

e la precorritrice, l’annunziatrice di questo tempo futuro è da considerarsi la teosofia

che prepara la spiritualizzazione dell’umanità.

Gli insegnamenti che il cristianesimo dà all’umanità sono così profondi, così sapienti

da far sì che nessuna religione futura sarà in grado di sostituirsi ad esso o a scalzarlo.

 

Il cristianesimo ha in sé la facoltà di adattarsi a tutte le forme culturali del futuro.

Considereremo ora un altro aspetto dell’evoluzione dell’umanità.

La formazione del corpo umano avvenne nell’epoca atlantica.

Quando il continente s’inabissò, l’uomo aveva press’a poco la figura attuale.

Iniziò poi la formazione delle parti costitutive spirituali.

Durante il periodo di civiltà indiano fu sviluppato il corpo eterico.

Il popolo indiano, quale primo ramo dell’epoca postatlantica, era molto ricettivo alla vita spirituale

– carattere, questo, connesso con il particolare sviluppo del corpo eterico.

 

Si potrebbe aprire ora la seguente parentesi. La nostra civiltà europea attuale è molto diversa sia da quella paleoindiana che da quella indiana del nostro tempo.

È comprensibile, perciò, che debbano essere diversi anche i mezzi e i modi che conducono gli Europei e gli Indiani alla vita spirituale.

 

Gli esercizi dello yoga, che per gli Indiani sono giovevoli,

per gli Europei sono, invece, inadeguati allo scopo.

 

Le vie dell’iniziazione che i Maestri indicano, sono perfettamente adeguate ai vari gradi evolutivi dell’umanità. Quello che per un determinato grado è un metodo eccellente, per un altro grado può essere, invece, addirittura nocivo. Nemmeno l’avvicendarsi delle religioni è avvenuto casualmente.

 

Sebbene un nucleo comune di verità sia contenuto in tutte le religioni,

è pur vero che le varie espressioni di questa verità sono condizionate dalle diversità dei periodi di civiltà.

L’albero è un tutto in sé concluso dalla radice al fiore, eppure le radici

hanno bisogno di un’alimentazione diversa da quella delle foglie e dei fiori.

 

Così è anche per l’umanità: anch’essa, nel corso dei vari periodi di civiltà,

ha bisogno di una metodica religiosa e iniziatica differente.

Nella civiltà persiana si sviluppa il corpo astrale

e in quella egizio-assiro-caldeo-babilonese l’anima senziente.

 

Nel periodo di civiltà greco-latino è l’anima razionale ad essere condotta allo sviluppo.

La nostra civiltà attuale sviluppa l’anima cosciente.

Nel sesto periodo di civiltà si evolverà il Sé Spirituale, che oggi è presente solo allo stato embrionale.

Perché possa essere portato a svilupparsi, è necessaria l’immensa forza propulsiva dello Spirito-Cristo.

Il vero cristianesimo fiorirà solo quando sarà evoluto il Sé Spirituale.

 

Allora l’umanità si preparerà ad accogliere il buddhi, lo Spirito Vitale.

All’inizio sarà solo una piccola schiera di uomini,

quella che svilupperà in sé questa forza che, però, perverrà ad una meravigliosa vita spirituale.

Oggi il cristianesimo è solo agli inizi della sua evoluzione.

Coloro che oggi si preparano alla formazione del Sé Spirituale nella loro interiorità,

nel prossimo periodo di civiltà saranno quelli che renderanno sempre più accessibile all’umanità

questo cristianesimo più profondo, spirituale.

 

⦁ Vediamo come nel terzo periodo di civiltà sia una piccola schiera – il popolo ebreo – a creare le condizioni che renderanno possibile l’avvento del cristianesimo.

Vediamo come nel quarto periodo di civiltà la forza del Cristo penetri nel mondo fisico e come, nel quinto, abbia luogo la discesa più profonda dell’umanità nel mondo fisico.

Vediamo come nel sesto periodo l’umanità, dopo avere acquisito il dominio su questo mondo fisico, conseguirà una forza e una capacità ancora maggiori, atte a farle accogliere la vita spirituale recata dallo Spirito-Cristo. Il Cristo appare come il Primogenito, come l’uomo molto più avanti del Suo tempo, che ha già raggiunto il grado che il resto dell’umanità attingerà solo nel sesto periodo di civiltà.

Il quinto periodo è il più materiale dell’evoluzione dell’umanità.

 

Le sensazioni spirituali costituiscono la base delle condizioni fisiche, e ogni malattia del fisico è l’espressione di un qualche traviamento spirituale. Così, la lebbra, l’orribile malattia del medioevo, è stata, sul piano fisico, l’espressione del terrore che assaliva i popoli europei alla vista degli Unni.

 

Gli Unni erano discendenti ritardatari, decadenti, dell’umanità atlantica. Mentre il loro corpo fisico era ancora sostanzialmente sano, il loro corpo astrale, invece, era già pervaso da elementi putrescenti. E poiché paura e terrore sono un terreno assai fertile per le sostanze putrescenti del piano astrale, tali sostanze presenti nei corpi astrali delle stirpi atlantiche poterono insediarsi nel corpo astrale dei popoli europei, da cui in seguito, in generazioni successive, provocarono la lebbra nel corpo fisico.

 

Tutto vive dapprima in modo spirituale per poi esprimersi nel corpo fisico.

 

Anche il nervosismo attuale non è che una conseguenza della concezione materialistica del mondo del nostro tempo. Le sagge guide dell’umanità sanno che, se l’alta marea del materialismo dovesse perdurare, si manifesterebbero grandi epidemie di malattie nervose. I bambini nascerebbero già con il tremore nelle membra.

 

Il movimento teosofico è stato introdotto nel mondo per salvare l’umanità dai pericoli del materialismo.

 

Chi divulga, perciò, concezioni e sentimenti materialistici, favorisce queste patologie devastanti; chi combatte il materialismo, lotta a favore della salute e delle capacità evolutive del nostro popolo. Il singolo individuo non è in grado di recare alcun apporto alla sua salute; egli è un membro dell’umanità intera e attinge le sostanze per il suo mantenimento dalla fonte comune a tutti gli uomini.

 

Chi ha una visione più profonda delle leggi dell’evoluzione dell’umanità,

deve assistere con il cuore infranto alle sofferenze del singolo individuo,

e comprendere che quel dolore non è che l’espressione del traviamento spirituale di tutta l’umanità.

La missione della teosofia non è tanto quella di aiutare il singolo individuo,

quanto piuttosto quella d’infondere in tutta l’umanità un energico impulso verso lo spirito,

operando così a favore della salute fisica dell’umanità.

 

Nel sesto e nel settimo periodo, in coloro che si accosteranno al Cristo

si svilupperanno, per opera della Sua potenza, il Sé Spirituale e lo Spirito Vitale.

Questi esseri umani acquisiranno al tempo stesso un sano pensare ed un sano sentire.

Il cristianesimo reca la grande salute e la grande guarigione.

La forza vitale del Cristo vince tutte le infermità e la morte.

 

 

By | 2018-07-19T15:10:48+02:00 Luglio 19th, 2018|POSTATLANTICA|Commenti disabilitati su IL CORSO DELLA STORIA DELL’UMANITÀ NELL’EPOCA POSTATLANTICA