/////IL PUNTO IN CUI CI TROVIAMO NELL’EVOLUZIONE DEL MONDO

IL PUNTO IN CUI CI TROVIAMO NELL’EVOLUZIONE DEL MONDO

Il punto in cui ci troviamo nell’evoluzione del mondo

O.O. 104 – L’Apocalisse – 29.06.1908


 

 

Testo alternativo generato dal computer: 7227 a.C. 5067 a.C. 2907 a.C. 747 a.C. 1413 3573 16807 periodi di civiltà 2401 epoche o ere 343 stati di forma ( globi) 49 piccoli cicli (ronde) o stati di vita 7 grandi cicli della Terra o stati di coscienza Antica civiltà Indiana 8408 Polare 1198 Arupa (intenzioni) 169 ripetizione Antico Saturno 22 Antico Saturno 1 Antica civiltà Persiana 8409 Iperborea 1199 Rupa (progetti) 170 ripetizione Antico Sole 23 Antico Sole 2 Aiviltà Caldea - Egiziana 8410 Lemurica 1200 Astrale (sentimenti) 171 ripetizione Antica Luna 24 Aiviltà Greco - Romana 8411 Atlantica 1201 Fisica 172 Minerale 25 Antica TERRA Luna 4 3 Civiltà attuale 8412 Post - Atlantica 1202 Astrale superiore 173 Vegetale 26 Giove 5 5733 Civiltà Russo - Slava 8413 Sigillo 1203 Rupa superiore 174 Animale 27 Venere 6 7893 Civiltà Americana 8414 Tromba 1204 Arupa superiore 175 Uomo 28 Vulcano 7 Collegamenti tra i grandi cicli della Terra (7), i piccoli cicli (49), gli stati di forma (343), le ere (2401) ed i periodi di civiltà (16807).

 

 

Ed ora, sulla base di ciò che abbiamo appena visto, sulla base di quello schema un po’ scomodo con i molti numeri, vogliamo stabilire il punto in cui ci troviamo nell’evoluzione del mondo. Ci è dunque chiaro che i 49 grandi stadi di trasformazione di Saturno sono trascorsi, vale a dire le sette forme di vita di Saturno, chiamate anche « ronde » nei libri teosofici, ognuna con i suoi sette stati di forma, o « globi »; sono pure trascorsi i corrispondenti 49 stati del Sole e i 49 della Luna. L’uomo li ha attraversati nel corso della sua passata evoluzione, e sono in tutto 147 stati. Si aggiungono poi gli stati che l’uomo ha già attraversato durante l’evoluzione della nostra Terra.

Qui sono già trascorsi i tre primi regni di vita, chiamati pure « ronde ».

 

Noi viviamo nel quarto regno di vita, nella quarta ronda. Poiché ora ogni ronda comprende di nuovo sette stati di forma, noi abbiamo trascorso 3×7 stati durante le tre prime ronde. Al 147 se ne aggiungono cioè altri 21. Il quarto regno di vita non è ancora trascorso, ma ne abbiamo già attraversato una parte. Abbiamo quindi passato i tre primi stati di forma, quello spirituale cioè ancora quasi informe o stato « arupa », lo stato « rupa », e quello « astrale ». Siamo ora in quello fisico. Così ai 147 più 21 se ne aggiungono altri tre. Abbiamo in tutto passato 171 stati di forma dei 343 dei sette pianeti.

 

Occorre prima di tutto tener presente che noi siamo ora nel centosettantaduesimo stato di forma, e questo è la Terra fisica. Essa ha già attraversato 171 stati. Durante questo 172° stato è avvenuto tutto quello che abbiamo descritto. Quando ebbe inizio questo stato, la Terra era ancora legata al Sole e alla Luna. Durante questo stato prima il Sole e poi la Luna si sono separati, e dopo che il Sole e la Luna se ne andarono comparve l’uomo, quale è oggi sulla terra fisica; ed ebbe inizio l’epoca atlantica, di cui abbiamo parlato; abbiamo poi detto: questo centosettantaduesimo stato di forma va di nuovo suddiviso in sette epoche. La prima è molto lontana, e in principio il Sole era ancora unito alla Terra.

 

In modo molto improprio si è abituati a denominare questa epoca come razza umana polare. Non se ne può quasi dare una rappresentazione. Segue poi, mentre il Sole si separa, la razza degli iperborei; quindi, mentre si separa la Luna, una terza razza, la cosiddetta razza umana lemurica. Vi sono dunque tre razze, sempre entro il centosettantaduesimo stato di forma, e la quarta è la razza atlantica. La quinta razza è quella in cui noi stiamo. Dopo la quarta vi fu il grande diluvio atlantico. Dopo la nostra seguirà quella indicata nell’Apocalisse di Giovanni mediante i sette suggelli, e dopo ancora quella indicata mediante le sette trombe.

 

Sappiamo però che ognuna di queste epoche è di nuovo suddivisa in sette periodi, perché infatti la nostra, la quinta entro il centosettantaduesimo stato di forma, è suddivisa nei periodi di civiltà paleoindiano; paleopersiano, caldeo-babilonese-assiro-egizio-giudaico, greco-romano, il nostro, un sesto e poi un settimo. Poi seguirà la grande guerra di tutti contro tutti. L’epoca che verrà dopo la grande guerra si suddivide di nuovo in sette periodi, indicati con i sette suggelli; l’epoca che viene indicata con le sette trombe è di nuovo suddivisa in sette periodi.

 

Se ora pensiamo di aggiungere 171 stati di forma a quelli trascorsi, arriviamo a 342; aggiungendo l’attuale siamo a 343, ma in quell’uno noi appunto siamo, quell’uno è a metà. Qualcuno potrà dire: è però una gran bella cosa avere proprio la fortuna di vivere alla metà dell’evoluzione cosmica.

 

In realtà, che noi si viva proprio nel mezzo dell’evoluzione potrà sembrare una cosa strana a chi però non rifletta un poco. Per chi invece guardi bene, la cosa non è così strana. Non è più eccezionale di quello che avviene se qualcuno, stando in un campo aperto in una regione pianeggiante, vede in modo uguale avanti ed indietro e si trova così nel centro del campo visivo. Se poi egli si sposta un tratto vedrà ugualmente avanti e indietro. Si presenterebbero tutt’altre condizioni nell’evoluzione cosmica se noi ci ponessimo in un punto diverso.

 

Noi siamo sempre nel mezzo.

L’uomo può vedere sempre in modo uguale avanti e indietro,

e questo anche con gli organi della chiaroveggenza.

 

Qualcos’altro invece potrebbe forse dar da pensare. Qualcuno potrebbe dire: come avviene piuttosto che tu non ci dica che anche per il resto noi ci troviamo esattamente nel mezzo? Non è infatti più così. Noi siamo ora nel 172° stato di forma, e la sua esatta metà sarebbe nella quarta epoca, mentre noi siamo nella quinta, vale a dire un po’ dopo la metà.

 

Questo non coincide dunque esattamente col trovarci in realtà nel mezzo. Alla base di questo vi è un fatto singolare, e potrete comprenderlo con un paragone. Se lo afferrerete con precisione, vedrete che si tratta di un fatto importante. Avviene realmente che in rapporto alle epoche principali, agli stati di forma siamo nel mezzo, mentre in relazione alle epoche secondarie siamo un poco più avanti della metà. Perché è così?

Immaginiamo dunque di correre su di una linea ferroviaria in una zona del tutto pianeggiante e di essere in grado di sedere non in un vagone, ma in una carrozza speciale, fatta appositamente per noi, di poter cioè avere lo sguardo libero verso tutte le direzioni. Immaginiamo di poterlo fare per un lungo periodo di tempo. Avremmo così in realtà la vista libera e trovandoci in un punto qualsiasi del nostro viaggio potremmo abbozzare rapidamente uno schizzo di tutto il paesaggio; quel quadro sarebbe allora completamente circolare. Soltanto in un caso non sarebbe tale. Immaginiamo cioè di sedere nel treno in movimento e di fissare il quadro che abbiamo dinanzi. Nel medesimo istante, mentre fissiamo il quadro, ci addormentiamo e corriamo così addormentati per qualche tempo; in tal modo, mentre dormiamo, non siamo consci, per un certo tratto, di come si modifichi il quadro. Poi ci risvegliamo, e nell’istante in cui ci destiamo ripensiamo al quadro che prima avevamo fissato e cerchiamo di riviverlo. Ma ora esso non concorda più, e la ragione è che noi abbiamo dormito per un certo tratto. Il precedente quadro non coincide più con la visione attuale che si spinge ugualmente in tutte le direzioni, perché infatti abbiamo un tratto in più, quello che abbiamo percorso dormendo.

 

Ed ora chiediamoci: è proprio vero che l’uomo ha dormito dalla metà della sua evoluzione fino ai nostri tempi?

Sarebbe forse comprensibile che il quadro coincidesse perfettamente fino ad allora; mentre ora, dopo oltrepassata la metà, ammettendo di aver dormito, potrebbe verificarsi che il quadro si fosse un poco spostato. L’uomo ha dunque dormito?

 

In senso occulto, dalla metà dell’epoca atlantica, l’umanità ha dormito

perché è questo il tempo in cui l’antica chiaroveggenza crepuscolare

è andata perduta per tutto il genere umano come tale.

• Per il mondo spirituale gli uomini si immergono come in uno stato di sonno.

Essi cominciano ad indirizzare il loro sguardo al mondo dei sensi

e passano quindi, rispetto al mondo spirituale, in uno stato di sonno.

 

Soltanto quando l’uomo avrà raggiunto di nuovo la chiaroveggenza,

egli avrà, per così dire, la vista libera in tutte le direzioni.

Non ci sarà più questo spostamento dell’evoluzione, e apparirà il medesimo tratto avanti e indietro.

 

Dalla metà dell’epoca atlantica l’uomo normale ha in realtà dormito

per il fatto di non aver preso parte alla visione del mondo spirituale.

Se prescindiamo dagli iniziati – o anche, se si vuole, dai sonnambuli –

dobbiamo pur dire: gli uomini non vedono, perché « vedere » significa guardare realmente nel mondo.

• Nei confronti del mondo spirituale l’umanità dorme e dormirà ancora per qualche tempo.

 

Da quel momento dell’Atlantide, vale il detto del Vangelo di Giovanni:

« E la luce apparve nelle tenebre, ma le tenebre non l’hanno compresa ».

In questa suddivisione si cela quindi un’importante verità,

la verità che l’umanità vive in un’epoca oscura, nell’epoca delle tenebre.

 

In quest’epoca venne immesso il principio del Cristo affinché l’umanità venisse guidata all’epoca della luce.

Io dovetti perciò porre con ragione l’attuale momento dell’evoluzione non alla metà,

ma dopo di essa perché nell’Atlantide inizia l’epoca oscura, quella che durerà fino nella sesta epoca,

fino a quando la schiera degli eletti apparirà con bianche vesti,

quando quella schiera apparirà formata di quei primi uomini

che saranno di nuovo in grado, in condizioni abituali normali, di sentire attorno a sé il mondo spirituale.

 

Allora sarà passata l’epoca oscura e apparirà l’epoca della quale si dovrà dire:

« La luce appare nelle tenebre, e le tenebre comprendono la luce ».

L’epoca oscura viene perciò anche detta

l’epoca in cui l’uomo indirizza il suo sguardo soltanto al mondo fisico materiale

senza scorgere, in condizioni normali, il mondo spirituale retrostante.

 

Vogliamo ora ricollegarci a quello che abbiamo altrimenti detto a proposito dell’evoluzione. Quando l’evoluzione sarà progredita fino a dopo la settima epoca, dopo l’epoca indicata mediante il suono delle trombe, la Terra si spiritualizzerà, arrivando prima allo stato astrale, poi a quello devacianico e poi a quello devacianico più sottile. Ritornerà poi agli stessi stati, ricondensandosi di nuovo sempre più, dal più sottile stato spirituale, e arriverà a quello stato abitualmente denominato quinta ronda nei manuali teosofici; anche questa avrà di nuovo sette stati di forma, e a metà dovrà di nuovo venir caratterizzata da un’evoluzione di sette susseguentisi epoche oppure razze.

 

Se anche ci sarà difficile, vogliamo ora però approfondire un poco le condizioni degli stati futuri della nostra evoluzione terrestre. Vogliamo perciò considerare un ben preciso punto della nostra evoluzione avvenire, proprio come abbiamo esaminato l’attuale momento.

Consideriamo ancora una volta l’attuale nostro momento evolutivo, e precisamente in modo da cominciare col nostro attuale stato di forma, il centosettantaduesimo. Prima di esso la terra ha attraversato tre sottostati. Il 172° è lo stato di forma fisico, la terra. La terra ha già passato tre stati, ed è ora nel quarto di quegli stati. Consideriamo anzitutto gli stati di forma.

 

Immaginiamo di essere nel quarto regno di vita oppure nella quarta ronda. Consideriamo tutto ciò come un dato e diciamo: della quarta ronda, del quarto regno di vita, noi abbiamo attraversato tre stati di forma e siamo quindi nel quarto di quegli stati di forma. Chiediamo poi ancora: quanti sottostati abbiamo attraversato? Il primo, il secondo, il terzo e il quarto. L’ultimo era l’epoca atlantica.

Quest’ultimo, il periodo evolutivo atlantico, è quindi terminato. Diciamo dunque di aver attraversato quattro epoche e di essere ora nella quinta. Di questa quinta epoca abbiamo poi attraversato quattro sottostati e cioè: l’antico indiano, l’antico persiano, l’egizio, il greco-latino. Siamo ora nel quinto. Possiamo dunque dire: prima del nostro attuale e immediato gradino di evoluzione abbiamo attraversato 3, 4, 4 stati. Nel linguaggio dello scrittore dell’Apocalisse i 3, 4, 4 stati che abbiamo già attraversato vengono indicati come il numero dell’evoluzione.

 

Se dunque si chiede: qual è il numero dell’evoluzione, della nostra evoluzione? La risposta è: il numero della nostra evoluzione è « 344 » (e si legge tre, quattro, quattro. Non è cioè nell’ambito del sistema del dieci, ma in quello del sette). Tre stati su sette sono attraversati: furono pure attraversati quattro stati dei successivi sette più piccoli; e altri quattro dei sette ancora più piccoli. Questo è propriamente il significato del « 344 ». Non vanno cioè letti come gli altri numeri, ma essi contengono, scritti uno dopo l’altro, i tre numeri degli stati che si sono attraversati.

 

 

 

By | 2018-10-02T16:10:52+02:00 Ottobre 2nd, 2018|EV. COSMO|Commenti disabilitati su IL PUNTO IN CUI CI TROVIAMO NELL’EVOLUZIONE DEL MONDO