IL «TABLEAU» MNEMONICO DOPO LA MORTE

Il «tableau» mnemonico dopo la morte

O.O. 108 – Risposte a enigmi della vita – 02.12.1908


 

La prima sensazione che l’essere umano prova dopo avere attraversato la morte,

è quella di essere inserito in un mondo in cui egli si ingrandisce sempre più,

e di non trovarsi più all’esterno delle entità, di fronte a tutte le altre cose

– come avviene, invece, in questo mondo fisico – bensì, per così dire,

all’interno delle stesse, come se s’infilasse all’interno di tutte le cose.

 

Nel momento immediatamente successivo alla morte non sentite il qui e il lì, ma l’ovunque;

è come se voi stessi scivolaste dentro tutte le cose.

• Poi s’instaura davanti a voi, come un grande tableau,

il ricordo integrale di tutta la vostra vita trascorsa, compresi tutti i particolari.

• È un ricordare che non si può paragonare a quello vissuto nella trascorsa vita terrena,

per quanto vigoroso possa essere stato, non si può raffrontare al modo in cui si conosce il ricordo nella vita terrena,

perché questo tableau mnemonico si presenta di colpo in tutta la sua grandezza.

• A che cosa è dovuto questo fenomeno?

È dovuto al fatto che il corpo eterico è in realtà il portatore della memoria.

 

Durante l’esistenza terrena, il corpo eterico è inserito nel corpo fisico,

è costretto ad agire per mezzo della fisicità ed è vincolato dalle leggi del piano fisico;

dunque non è libero, e allora accade che dimentichi, perché si ritraggono tutti i ricordi

che non sono strettamente attinenti all’esperienza che l’uomo sta vivendo in quel momento.

 

Con la morte, però, come ho spiegato prima,

il corpo eterico, il portatore della memoria, diviene libero;

non è più costretto ad agire mediante l’elemento fisico, per cui i ricordi si presentano improvvisamente liberi.

 

In casi eccezionali, la separazione del corpo fisico dal corpo eterico può avvenire anche durante la vita, per esempio in pericolo di morte, di annegamento, di caduta rovinosa, cioè nei casi in cui lo spavento causa alla coscienza una profonda scossa, uno shock. Persone che hanno subito uno shock del genere, raccontano talvolta di avere visto per alcuni istanti, come in un tableau, tutta la loro vita, per cui, di colpo, erano riemerse perfettamente chiare le esperienze della primissima infanzia svanite nell’oblio. Racconti come questi si basano su verità, non su illusione, sono realtà effettive.

 

Nel momento in cui s’illumina improvviso il tableau dei ricordi,

si verifica nell’uomo un evento del tutto speciale (occorre solo che lo shock non causi la perdita della coscienza).

Nel momento della caduta rovinosa o di un altro spavento che sia stato motivo dello shock,

si presenta talvolta un processo che il chiaroveggente è in grado di osservare:

quella parte del corpo eterico che riempie la regione della testa, esce del tutto o in parte dal capo,

liberando così il ricordo, perché in quel momento (per quanto breve possa essere)

il corpo eterico viene liberato dalla materia fisica, che è quella che ostacola la libertà del ricordo.

 

L’uscita parziale del corpo eterico dal corpo fisico si verifica anche in altre circostanze.

Se, ad esempio, si preme o si urta una parte qualsiasi del corpo, si manifesta a volte uno strano pizzicore, che siamo soliti definire dicendo che quella parte si è addormentata. Si sentono già spesso i bambini descrivere questo fenomeno con le parole: la mano mi pizzica come se ci fossero dentro le bollicine dell’acqua di selz. A che cosa ci troviamo di fronte? La causa vera e propria del fenomeno è la breve uscita dalla mano della corrispondente parte del corpo eterico. Il chiaroveggente è in grado di vedere accanto al corpo fisico la parte del corpo eterico che ne è uscita, e di osservare come essa sia la sua identica copia. Nel caso di una caduta, ad esempio, il movimento discendente genera una pressione che provoca l’uscita dalla testa della corrispondente parte del corpo eterico.

 

Con la morte, il tableau mnemonico si manifesta immediatamente e con gran forza,

perché avviene l’abbandono di tutto il corpo fisico.

Si conosce anche la durata del tableau dopo la morte: tre, quattro giorni. Indicarne i motivi non è facile.

Questo lasso di tempo, che varia da persona a persona,

corrisponde più o meno alla capacità di resistenza al sonno che il singolo individuo ha avuto in vita.

 

Poi ha luogo un altro evento: il distacco di una specie di secondo cadavere.

L’uomo, infatti, lascia ora dietro di sé anche il corpo eterico,

trattenendone, però, un certo estratto, un’essenza, che poi porterà con sé e conserverà per tutta l’eternità.

E adesso, dopo la deposizione del corpo eterico, inizia per l’uomo il tempo, lo stato del kamaloka.

 

 

By | 2019-07-29T21:50:08+02:00 Settembre 19th, 2018|QUADRO VITA PASSATA|Commenti disabilitati su IL «TABLEAU» MNEMONICO DOPO LA MORTE