/////INTENZIONI DELLE ENTITÀ LUCIFERICHE-ARIMANICHE RIGUARDO AL MONDO FISICO

INTENZIONI DELLE ENTITÀ LUCIFERICHE-ARIMANICHE RIGUARDO AL MONDO FISICO

Intenzioni delle entità luciferiche-arimaniche riguardo al mondo fisico

O.O. 112 – Il Vangelo di Giovanni in relazione agli altri 3 – 07.07.1909


 

Quali erano le intenzioni delle entità luciferiche-arimaniche riguardo al mondo fisico?

Che cosa volevano fare di tutte le entità che sono ora nel mondo, e sulle quali potevano esercitare un’azione,

dopo essersi ormai unite con l’evoluzione umana all’epoca atlantica?

 

Le entità luciferiche-arimaniche volevano addirittura far sì

che tutti gli esseri esistenti sulla terra conservassero la forma

in cui erano intessuti nella densa materia fisica.

 

Quando per esempio una pianta cresce, e si erge dalle sue radici, foglia dopo foglia, in alto, fino al fiore, Lucifero e Arimane si propongono di far continuare questa spinta e questa crescita sempre di più, — vogliono cioè conservare l’essere, che in tal modo si sta sviluppando, nella forma fisica che possiede, tentando in tal modo di sottrarlo al mondo spirituale.

 

Se infatti riuscisse loro di render simile quell’essere del mondo spirituale alla forma fisica, in certo qual modo esse sarebbero riuscite a sottrarre il cielo alla terra.

Anche per tutti gli animali le entità luciferiche e arimaniche tendono a renderli simili al corpo in cui si trovano, ed a far sì che dimentichino nella materia la loro origine divino-spirituale; così fanno anche per l’uomo.

 

Perché questo non succedesse il Padre divino-spirituale si disse che gli esseri della terra si erano sì acquistati nel loro apogeo, nell’uomo, la conoscenza esteriore nell’io, ma che non si poteva ora affidar loro la vita, perché la vita sarebbe stata formata in modo che in essa gli esseri sarebbero stati distaccati dalla loro radice divino-spirituale; l’uomo si sarebbe organizzato nel corpo fisico e avrebbe dimenticato in eterno la sua origine divino-spirituale.

 

Lo Spirito-Padre divino potè salvare il ricordo dell’origine divina,

soltanto dando a tutto ciò che si sviluppa nella materia il beneficio della morte.

 

Così fu possibile che la pianta, crescendo,

si slanciasse in alto fino al momento in cui interviene la fecondazione;

in quello stesso momento la pianta appassisce mentre una nuova pianta si va formando dal seme.

In tal modo però, quando la forma della pianta è nel seme,

essa è per un momento nel mondo divino-spirituale e viene da esso ristorata.

 

Così succede in particolar modo per l’uomo.

L’uomo sarebbe stato esiliato sulla terra e avrebbe dimenticato la sua origine divino-spirituale,

se la morte non si fosse diffusa sulla terra e se, fra la morte e la nuova nascita,

non gli fossero sempre affluite nuove fonti di forza, affinché egli non dimenticasse la sua origine divino-spirituale.

 

Se esaminiamo la morte, dove è essa sulla terra? Vediamolo in una pianta qualsiasi che ci rallegra. L’essere che rallegra i nostri occhi con una bellissima fioritura, dopo pochi mesi più non esiste. La morte lo ha colto. Osserviamo un animale a noi fedele, o un altro animale qualsiasi: dopo poco tempo più non esisterà. La morte lo avrà colto. Osserviamo un uomo che si trova nel mondo fisico; dopo qualche tempo la morte lo coglie. Egli non è più perché, se ancora vi fosse, dimenticherebbe la propria origine divino-spirituale. Osserviamo una montagna. Verrà un’epoca in cui l’attività vulcanica della terra avrà di, strutto la montagna; la morte la coglierà.

 

Osserviamo quello che vogliamo: nulla vi è che non sia intessuto con la morte.

Sulla terra tutto è immerso nella morte.

In questo modo la morte è benefica,

perché strappa l’uomo da un’esistenza che lo condurrebbe completamente fuori dal mondo divino-spirituale.

Ma l’uomo è dovuto venire nel mondo fisico-sensibile,

perché soltanto in esso gli era possibile conquistare la sua autocoscienza, il suo io umano.

 

Se l’uomo dovesse attraversare sempre la morte, senza potere portar seco qualcosa dal regno della morte,

egli potrebbe sì ritornare nel mondo divino-spirituale, ma incoscientemente, senza la coscienza dell’io.

Egli deve entrare nel mondo divino-spirituale con il suo io;

deve perciò poter fecondare il regno terrestre, in cui è completamente contessuta la morte,

in modo che la morte diventi il seme per un io nell’eternità, nello spirito.

Ma la possibilità che la morte, la quale sarebbe altrimenti annientamento,

venga trasformata in seme per un io eterno, è stata data dall’impulso del Cristo.

 

Il vero aspetto della morte è stato presentato all’uomo per la prima volta sul Golgota;

e per il fatto che alla morte si è unito il Cristo,

l’immagine dello Spirito-Padre, il Figlio dello Spirito-Padre,

per questo fatto la morte sul Golgota è l’inizio di una nuova vita e di un nuovo sole.

 

Ed ora, dopo che l’uomo si è conquistato un io per l’eternità,

può sparire tutto ciò che vi era prima, nell’epoca del noviziato dell’uomo,

e l’uomo può procedere verso l’avvenire con il suo io salvato,

con quell’io che andrà sempre più diventando un’immagine dell’io del Cristo.

 

 

By | 2018-07-13T09:42:01+02:00 Luglio 6th, 2018|ENTITA' OSTACOLATRICI|Commenti disabilitati su INTENZIONI DELLE ENTITÀ LUCIFERICHE-ARIMANICHE RIGUARDO AL MONDO FISICO