/////LA DIVISIONE DELL’UMANITÀ ALLA FINE DELL’EVOLUZIONE TERRESTRE

LA DIVISIONE DELL’UMANITÀ ALLA FINE DELL’EVOLUZIONE TERRESTRE

La divisione dell’umanità alla fine dell’evoluzione terrestre

O.O. 104 – L’Apocalisse – 30.06.1908


 

Avremo cioè gli uomini che avranno accolto in sé il principio del Cristo,

che in tal modo avranno trasformato il loro corpo astrale

e che avranno ottenuto dal Cristo l’aiuto per trasformare anche il corpo eterico.

• E ne avremo altri che non saranno pervenuti al principio del Cristo

e che non saranno in grado di trasformare alcunché nel corpo eterico,

perché non avranno potuto trovare l’aiuto, il Cristo.

 

Guardiamo ora a un tale avvenire umano. La Terra si spiritualizza, vale a dire l’uomo deve perdere totalmente qualcosa che egli considera appartenergli nella sua esistenza fisica. Possiamo farci un’immagine di che cosa avverrà all’uomo se soltanto consideriamo l’abituale corso della sua vita dopo la morte. Dopo la morte l’uomo perde il corpo fisico. Al corpo fisico è da ascrivere che l’uomo abbia passioni e tendenze che si riallacciano alla vita abituale; è stato poi descritto che cosa l’uomo sperimenti dopo la morte. Immaginiamo un uomo cui piacesse in modo speciale una qualsiasi ghiotta vivanda.

 

Durante la vita egli può procurarsi quel piacere, dopo la morte non più. Ma il desiderio non cessa, poiché esso ha la sua sede non nel corpo fisico, ma in quello astrale. E poiché ora manca lo strumento fisico, manca pure la possibilità di soddisfare quel desiderio. Gli uomini in tal situazione allora, nel kamaloka, guardano giù nel mondo fisico che hanno lasciato; fra quelle cose che si trovano nel mondo fisico guardano a quelle che ancor potrebbero procurar loro piacere, ma delle quali essi non possono godere perché più non hanno uno strumento fisico adatto. Ne deriva la loro sete ardente.

 

Così avviene per tutte le passioni che siano rimaste nell’uomo dopo la morte e che sono indirizzate verso il mondo fisico, perché esse possono essere soddisfatte soltanto con uno strumento fisico. Così avviene ogni volta dopo la morte: l’uomo vede ogni volta staccarsi il suo corpo fisico, e per il fatto che gli è rimasto qualcosa di quel corpo fisico, si sente ancora spinto verso il mondo abituale del nostro piano fisico. Fintanto che egli, nel mondo dello spirito, non se ne sia disabituato, vi sarà per lui il tempo degli ardenti desideri.

Pensiamo ora all’ultima incarnazione terrestre prima della spiritualizzazione della Terra, pensiamo all’abbandono dell’ultimo corpo fisico. Gli uomini che oggi vivono sulla terra, grazie al principio del Cristo, saranno così progrediti che, in un certo senso, l’abbandonare l’ultimo corpo fisico non presenterà per loro alcuna speciale difficoltà; essi dovranno tuttavia abbandonare qualcosa poiché dalla Terra spiritualizzata è svanito per sempre quello che può dare gioia dagli oggetti di questa terra.

 

Pensiamo all’ultima morte che è possibile nell’evoluzione terrestre, pensiamo all’ultimo distacco dal corpo fisico.

L’ultima morte nella serie delle incarnazioni, nell’Apocalisse viene chiamata la prima morte.

E chi avrà accolto il principio del Cristo vedrà quel corpo fisico come un involucro che si stacca.

Per essi avrà allora importanza il corpo eterico.

 

Con l’aiuto del Cristo,

esso sarà organizzato in maniera che in un primo stadio si adatterà al corpo astrale

e non avrà più piaceri e passioni per quanto vi è in basso, nel mondo fisico.

 

Gli uomini continuano ora a vivere nella Terra spiritualizzata

soltanto con quello che è stato immesso nel corpo eterico con l’aiuto del Cristo.

• Essi hanno creato un’armonia tra il loro corpo astrale e il loro corpo eterico;

il principio del Cristo ha appunto creato questo accordo.

 

• Di contro vi sono gli altri, quelli che non avranno accolto in sé il principio del Cristo.

Questi altri non hanno un tale accordo.

Anch’essi devono abbandonare il corpo fisico poiché sulla Terra spiritualizzata non vi è corpo fisico.

 

Tutto quanto è fisico, intanto, deve venir dissolto,

ma resta indietro il desiderio del fisico, quale spirito non purificato, quale spirito indurito nella materia.

Rimane indietro un corpo eterico che il Cristo non ha aiutato ad adattarsi al corpo astrale

e che è orientato verso il corpo fisico.

Questi uomini sentiranno calde vampe di passione per i sensi fisici;

sentiranno nel corpo eterico un’implacata e bruciante vampa di passione

in conseguenza di quanto ebbero nel corpo fisico e di cui ora sono privi.

 

In quei tempi futuri, dopo che quanto è fisico si sarà dissolto,

• avremo quindi uomini che vivranno nel loro corpo eterico

come in una parte del loro essere che risuona armonicamente col corpo astrale;

• e avremo altri uomini il cui corpo eterico vivrà in disarmonia

poiché essi hanno desideri verso quanto è andato perduto nel corpo fisico.

 

Nell’evoluzione successiva si avrà poi uno stadio in cui la spiritualizzazione della Terra

prosegue in modo che non può esistere nemmeno più il corpo eterico.

Coloro il cui corpo eterico sarà del tutto in armonia col corpo astrale abbandoneranno senza dolore il corpo eterico

poiché essi rimangono nel loro corpo astrale, che sarà riempito dall’essere del Cristo,

e sentiranno come una necessità evolutiva che il corpo eterico sia abbandonato.

Essi sentiranno infatti in sé la facoltà di ricostruirlo da loro, perché avranno accolto in sé il Cristo.

 

Quelli invece che avranno ancora nel loro corpo eterico il desiderio per quello che è passato,

neppure essi potranno trattenere il corpo eterico quando tutto diviene astrale.

Il corpo eterico verrà loro tolto, verrà loro strappato,

ed essi sperimenteranno ora come la « seconda morte ».

 

• Per quelli che avranno reso il loro corpo eterico armonico col corpo astrale,

grazie all’accoglimento del principio del Cristo, tale seconda morte passerà inosservata.

Su di essi la seconda morte non avrà potere alcuno.

• Gli altri invece sperimenteranno la seconda morte passando nella successiva figura astrale.

 

L’umanità sarà allora in uno stato nel quale chi avrà raggiunto la mèta dell’evoluzione

avrà il corpo astrale del tutto compenetrato dal Cristo.

Essi saranno maturi per vivere in seguito su Giove.

Essi adombrano sulla nostra terra il piano per l’evoluzione di Giove.

È questo il piano che viene chiamato la « nuova Gerusalemme ».

Essi vivranno in un « nuovo cielo » e in una « nuova Terra », su Giove.

 

Il nuovo Giove sarà accompagnato, come da un satellite,

da coloro che saranno esclusi dalla vita nello spirito,

da coloro che avranno sperimentato la seconda morte,

e di conseguenza non avranno alcuna possibilità di raggiungere la coscienza di Giove.

 

• Abbiamo cioè uomini arrivati alla coscienza di Giove, che hanno conseguito il Manas,

• ed esseri che hanno respinto da loro le forze che avrebbero loro dato quella coscienza;

si tratta di coloro che raggiungeranno soltanto su Giove la coscienza dell’io della Terra,

che cioè, per così dire, rimangono come oggi è l’uomo sulla Terra con le sue quattro parti costitutive.

 

Un tale uomo può evolversi soltanto sulla Terra;

soltanto la Terra presenta l’ambiente, il terreno, l’aria, le nuvole, le piante e i minerali

che sono necessari per l’uomo, quando egli voglia raggiungere

quanto si può conseguire nei limiti delle quattro parti costitutive.

 

Giove sarà formato in tutt’altra maniera, sarà una Terra nuova.

Terreno, aria, acqua saranno diversi, ogni essere sarà diverso.

E non vi sarà la possibilità di condurre una vita normale

per degli esseri che avranno raggiunto soltanto la coscienza terrena; essi saranno le entità rimaste indietro.

 

Ed ora si arriva a qualcosa che di nuovo può tranquillizzarci.

Ancora su Giove vi sarà un’ultima possibilità, grazie alla gran forza di cui disporranno i più progrediti,

di sollecitare di nuovo ad un ritorno coloro che saranno così sprofondati nell’abisso,

ed anche di riuscire a convincerne un certo numero al ritorno.

 

Soltanto nell’incarnazione di Venere vi sarà la decisione definitiva, la decisione immutabile.

Se ricordiamo tutto questo, il pensiero del quale abbiamo parlato poco fa acquista un’altra colorazione.

Non susciterà più angoscia e irrequietudine, ma soltanto un anelito:

io voglio fare tutto quanto è necessario per adempiere la missione della Terra.

 

 

By | 2018-09-29T14:01:15+02:00 Settembre 29th, 2018|UMANITA'|Commenti disabilitati su LA DIVISIONE DELL’UMANITÀ ALLA FINE DELL’EVOLUZIONE TERRESTRE