La natura del Cristo. Io cosmico e io umano

O.O. 130 – Cristianesimo esoterico e la guida spirituale dell’umanità – 09.01.1912


 

Questa sera dobbiamo parlare ancora un po’ della natura del Cristo Gesù. Questa necessità è dovuta al fatto che attualmente si parla moltissimo di tale tema soprattutto nelle cerchie antroposofiche e che si sente effettivamente il bisogno di acquistare una piena chiarezza su molti punti in questo campo.

 

Oggi parleremo di un argomento che a molti potrà sembrare forse un po’ strano, ma che è di grande importanza per questo problema. Il punto di partenza sarà lo sviluppo dell’essere umano. Sappiamo che esso procede in modo che tutta l’umanità passa entro la nostra evoluzione terrestre attraverso certi cicli.

 

Spesso abbiamo parlato di quella grande catastrofe, da noi designata atlantica, mediante la quale la vita sul vecchio continente atlantico si trasformò nella vita dei continenti più recenti, ossia nella nostra vita; da quell’epoca possiamo distinguere cinque periodi di civiltà fino ai tempi nostri.

 

Parliamo del primo periodo, il paleo-indiano, del secondo, la grande civiltà paleo-persiana, del terzo, l’egizio-caldaico-babilonese, del quarto, quello greco-latino, che alla luce di una considerazione del mondo più ampia si è spento veramente soltanto verso l’ottavo-dodicesimo secolo dopo Cristo, e infine parliamo del nostro periodo, il quinto postatlantico, quello attuale, iniziato nel 1413.

 

Tutte le anime umane, quindi anche quelle che si trovano qui in questa sala, hanno passato diverse incarnazioni in questi periodi di civiltà, che si susseguirono fino ai giorni nostri; qualche anima incarnandosi più o meno frequentemente, altre passando per un numero relativamente ridotto di incarnazioni. Queste anime, secondo le caratteristiche dei vari periodi di civiltà, si sono appropriate di questa o di quella facoltà, che hanno portato con sé da incarnazioni precedenti, e compaiono poi come anime a questo o a quel gradino di sviluppo, secondo le loro esperienze dei periodi precedenti.

 

Ora possiamo parlare anche del fatto che delle varie parti della natura umana

si è sviluppato nelle varie epoche questo o quello, ma principalmente – e si noti bene, solo principalmente –

sempre una determinata parte.

• Così possiamo dire che in questo nostro periodo gli uomini, se lasciano agire tutto quello che esso può dare,

hanno il compito di portare a maturazione ciò che nella scienza dello spirito chiamiamo l’anima cosciente.

 

• Nel periodo di civiltà greco-latina si è sviluppata in prevalenza l’anima razionale o affettiva,

• in quello egizio-caldaico-babilonese l’anima senziente,

• in quello paleo-persiano il corpo senziente o astrale

• e in quello paleo-indiano ciò che chiamiamo il corpo eterico o vitale.

Queste varie parti della natura umana si sono sviluppate nelle singole anime passando per questi periodi di una o spesso parecchie incarnazioni.

 

• Nel periodo che succederà al nostro come sesto periodo postatlantico,

verrà sviluppato in particolare quello che chiamiamo sé spirituale,

che nella letteratura antroposofica designiamo come manas;

• e nell’ultimo dei sette periodi postatlantici si svilupperà quello che noi indichiamo come spirito vitale,

nella letteratura antroposofica abitualmente designato come buddhi,

• mentre quello che è uomo spirito o atma dovrà svilupparsi in un certo modo

dopo un’altra catastrofe in un lontano futuro.

 

Stiamo quindi sviluppando in certo qual modo mediante le condizioni normali della nostra cultura,

mediante quello che ci circonda, nel presente e nel prossimo futuro, ciò che si chiama anima cosciente.

 

Ora sappiamo però, che tutto questo sviluppo dell’uomo e delle singole parti della sua anima, come li distinguiamo noi,

è legato in sostanza anche a qualcosa d’altro, ossia essenzialmente al lento inserimento dell’io umano.

Infatti, l’inserimento dell’io umano nella natura dell’uomo è il compito dell’evoluzione terrestre.

 

Quindi abbiamo due correnti di sviluppo che si compenetrano:

• da un lato siamo legati all’evoluzione della Terra dopo quella di Saturno, Sole e Luna,

• dall’altro come uomini terrestri dobbiamo formare in particolare la quarta parte, l’io,

da aggiungere alle altre parti principali della natura umana già predisposte nel passato:

la dobbiamo aggiungere al corpo fisico, al corpo eterico e al corpo astrale.

 

Dobbiamo saper distinguere

• questa grande corrente evolutiva principale legata alle grandi incarnazioni del nostro pianeta Terra,

• dalla corrente evolutiva più ristretta che ho indicato prima

come quella che si svolge entro un tempo così breve come lo è l’epoca postatlantica.

 

Chi ha compreso quanto è stato finora esposto non dovrebbe chiedersi: come mai gli uomini avevano già sviluppato sull’antico Sole il corpo eterico o vitale, mentre doveva aver luogo un suo sviluppo particolare durante il periodo paleo-indiano?

Chi ha compreso come stanno le cose, non dovrebbe sollevare questa domanda, poiché si tratta di questo: certo, il corpo eterico o vitale dell’uomo è stato predisposto sull’antico Sole, quindi l’uomo possiede già un corpo eterico o vitale venendo in Terra, ma questo corpo eterico, o vitale può essere raffinato.

 

Le parti successive che l’uomo sviluppa in sé possono plasmarlo. Quindi l’uomo ha naturalmente il suo corpo eterico o vitale a un gradino relativamente elevato quando lo vediamo incorporato in un corpo paleo-indiano, ma in quel periodo dell’epoca postatlantica egli lavora con l’io che si è conquistato – con tutto quanto l’uomo è riuscito nel frattempo a elaborarsi – plasmando il suo corpo eterico o vitale, configurandolo più finemente. Si tratta sostanzialmente di un lavoro più fine sulle varie parti della natura umana che si svolge nel nostro periodo postatlantico.

 

Prendendo ora in considerazione tutta l’evoluzione, tenendo conto di quanto è stato detto, il quarto periodo di cultura postatlantico, quello greco-latino, apparirà come una epoca particolarmente importante. Essa ha il compito di configurare in un certo modo più fine quello che nella natura umana indichiamo come anima razionale o affettiva.

Fino a quel momento l’io, che appartiene anche alla grande corrente dell’evoluzione, ha sperimentato un perfezionamento particolarmente elevato.

 

Possiamo perciò dire:

l’io dell’uomo ha raggiunto fino al quarto periodo postatlantico, il greco-latino, un certo gradino

con il compito di lavorare allora sull’anima razionale o affettiva e, nel nostro tempo, sull’anima cosciente.

 

Tra l’io umano e le tre parti della sua natura animica,

quindi tra io e anima senziente, anima razionale o affettiva e anima cosciente,

vi è sotto un certo aspetto una stretta affinità.

 

L’io umano vive in prevalenza, per ora, in queste tre parti la sua vita interiore

e proprio nel nostro quinto periodo postatlantico vive e vivrà più profondamente nell’anima cosciente,

poiché in essa l’io puro può manifestarsi senza essere ostacolato dalle altre tre parti.

• Viviamo nel nostro tempo in un’epoca tale

che in essa l’io ha il grande compito del tutto particolare di formarsi, di confidare in se stesso.

 

Se diamo uno sguardo al futuro, a quanto ha da venire, se diciamo:

l’uomo svilupperà nel successivo sesto periodo postatlantico il sé spirituale o manas, possiamo riconoscere:

• il sé spirituale o manas va già oltre la sfera dell’io –

e l’uomo non sarebbe in fondo in grado di sviluppare con le proprie forze in quell’epoca futura il suo sé spirituale.

Ma quando egli lo svilupperà, gli deve essere in certo qual modo di aiuto

ciò che le forze di esseri superiori fanno fluire sulla Terra.

 

L’uomo, con lo sviluppo del suo io, è arrivato a un punto in cui confidando nelle sue proprie forze

riesce a svilupparsi soltanto fino all’anima cosciente.

• Ma questo sviluppo non sarebbe concluso, se l’uomo non anticipasse sotto un certo riguardo

ciò che soltanto su Giove, nella prossima incarnazione del nostro pianeta,

arriverà alla sua giusta, alla sua piena e autonoma evoluzione umana.

 

•  Fino alla fine dell’evoluzione terrestre l’uomo dovrebbe sviluppare il suo io,

e gliene viene data l’occasione entro la sua anima senziente, razionale e cosciente.

• Ma il sé spirituale vero e proprio dovrà diventare proprietà umana soltanto sul futuro Giove.

Solo allora potrà essere veramente una proprietà umana.

 

Su Giove l’uomo si atteggerà nei confronti del sé spirituale in modo simile a come egli fa ora sulla Terra rispetto al proprio io. Quand’anche l’uomo sviluppi già durante l’epoca terrestre il sé spirituale, non può porsi rispetto a questo sé spirituale così come nei confronti dell’io. Del nostro io diciamo: questo siamo noi stessi, questo siamo in verità.

 

• Quando nel periodo successivo, il sesto postatlantico, verrà ad espressione il sé spirituale,

non potremo considerare questo sé spirituale come il nostro sé, ma diremo:

il nostro io si è sviluppato fino a un certo gradino, così che il nostro sé spirituale

può rilucere da mondi superiori come una specie di essere angelico,

che non siamo noi stessi, e che riluce in noi e s’impossessa di noi. Così ci apparirà il nostro sé spirituale.

Solo su Giove esso ci apparirà come la nostra stessa sostanza, come sentiamo ora il nostro io.

Così progredisce l’evoluzione umana.

 

Quindi nel prossimo periodo postatlantico – il sesto – ci sentiremo come attratti verso l’alto

da qualcosa che irradierà la sua luce entro di noi.

• Non diremo: tu, sé spirituale in me,

ma diremo: io, partecipe di una entità che da mondi superiori riluce in me,

che mi guida e mi conduce, che per grazia di esseri superiori mi è divenuta guida!

 

Quello che solo su Giove diverrà di nostra proprietà,

lo sentiremo come una specie di guida, rilucente da mondi superiori.

Così sarà anche in futuro con lo spirito vitale o buddhi, con l’uomo spirito e così via.

Verrà quindi un’epoca nella quale l’uomo parlerà di sé in modo diverso da quanto egli fa ora.

 

Possiamo chiederci come l’uomo parli attualmente di sé, quando egli parla nel senso della scienza dello spirito.

Egli dice: io ho tre involucri, il mio corpo fisico, il mio corpo eterico o vitale e il mio corpo astrale.

In loro ho il mio io, il vero dono terrestre, che si svilupperà entro questi tre involucri.

Essi sono in un certo qual modo la mia natura inferiore.

Io mi sono evoluto oltre questi involucri.

Io guardo verso la mia natura inferiore e intravedo in ciò che è divenuto il mio io, il mio proprio essere provvisorio,

che deve evolversi sempre di più, sviluppandosi costantemente.

 

In futuro l’uomo dovrà parlare in modo ancora diverso.

Egli allora dirà: non ho soltanto la mia natura inferiore e il mio io, ma ho una natura superiore, alla quale guardo come qualcosa che è in me così come sono ora in me gli involucri che mi vengono dal passato. Quindi l’uomo si sentirà in futuro posto al centro tra la sua natura inferiore e la sua natura superiore. La natura inferiore gli è nota fin d’ora, ma quella superiore gli apparirà in futuro tanto più sopra di lui, quanto quella inferiore sta ora sotto di lui.

 

Quindi possiamo dire:

• durante l’evoluzione della Terra l’uomo si sviluppa dal suo quarto elemento costitutivo al quinto, sesto e settimo;

• ma il quinto, sesto e settimo elemento costitutivo

non diventano durante l’evoluzione della Terra una sua diretta proprietà,

ma qualcosa che solo lentamente egli riuscirà a raggiungere.

 

Ecco come dobbiamo rappresentarci la cosa.

Dovremo passare un periodo in cui diremo: la nostra missione in Terra era di sviluppare il nostro io,

ma vediamo, come profeticamente anticipato, qualcosa che dovrà svilupparsi in noi su Giove.

 

Ciò che è la nostra esperienza nel corso dell’evoluzione terrestre – ossia il compenetrarci di una natura dell’io umana, il lavoro di perfezionamento sulle parti costitutive inferiori svolto nel corso delle passate epoche terrestri fino ai nostri tempi, e il futuro lavoro di configurazione delle parti costitutive superiori, quindi ciò che sperimentiamo come uomini sulla Terra – lo hanno vissuto prima di noi esseri che ci hanno preceduto in incarnazioni planetarie precedenti, e che indichiamo come Angeli o Angeloi. Ma anche gli esseri più elevati della gerarchia, gli Arcangeli e Archai, hanno attraversato un tale sviluppo nelle incarnazioni precedenti del nostro pianeta Terra, su Luna, Sole e Saturno: anche per loro vi era a suo tempo una specie di quarto elemento costitutivo che hanno sviluppato.

 

Poi, nella seconda metà delle corrispondenti incarnazioni planetarie, essi hanno anticipato quanto dovevano portare a pieno sviluppo in loro soltanto sulla Terra, come per noi il sé spirituale su Giove. In quell’epoca essi non lo incorporarono completamente come una loro proprietà, ma in modo tale da guardare in alto verso questo elemento più elevato.

Se guardiamo indietro all’antica evoluzione lunare, dobbiamo parlare di esseri i quali, come noi uomini durante l’evoluzione della Terra, avrebbero dovuto arrivare fino al loro settimo elemento costitutivo (appunto come noi uomini arriviamo sulla Terra fino al settimo elemento costitutivo così da non incorporarlo completamente, ma guardando verso di esso).

 

Se parliamo di esseri luciferici, parliamo di esseri rimasti durante l’evoluzione dell’antica Luna all’incirca al punto nel quale si troverebbe un essere umano che durante l’evoluzione della Terra non portasse a pieno sviluppo il suo quinto, sesto e settimo elemento costitutivo, ma lo rifiutasse. Egli si arresterebbe forse già al quarto o quinto elemento e così via. Quindi questi esseri non hanno completato il loro sviluppo, ma si sono arrestati ai gradini più svariati di esseri luciferici.

 

Possiamo perciò dire:

gli esseri umani sono passati dall’evoluzione dell’antica Luna all’evoluzione della Terra,

portando con sé uno sviluppo normale.

• Quegli esseri umani sono arrivati al loro completamento, hanno portato con sé uno sviluppo normale:

il loro corpo fisico, il corpo eterico o vitale e il corpo astrale

ed hanno sulla Terra il compito di sviluppare soprattutto l’io, così da potere poi in esso accogliere dell’altro.

 

Altri esseri più elevati dell’uomo dovevano sviluppare sull’antica Luna già quanto in loro corrisponde all’io umano.

Ma essi avrebbero potuto sviluppare completamente in sé l’io sull’antica Luna

soltanto se avessero anticipato l’evoluzione di ciò che per loro sarebbe ora

il quinto, sesto, settimo elemento costitutivo,

che avrebbero potuto portare a pieno sviluppo come quinto elemento sulla Terra.

Essi avrebbero dovuto arrivare fino al settimo elemento costitutivo.

 

Ma tali esseri luciferici non sono invece giunti fino al loro settimo elemento costitutivo:

svilupparono appena il quinto o il sesto.

Dunque non si sono fermati al quarto, ma non lo hanno nemmeno completato

in quanto non hanno anticipato il quinto, sesto e settimo elemento costitutivo, arrestandosi prima.

 

Abbiamo allora due classi di questi esseri lunari.

• Innanzitutto quelli che hanno potuto ancora sviluppare

il loro quinto elemento costitutivo (così come diventeremmo noi uomini,

se nel sesto periodo postatlantico sviluppassimo il sé spirituale per fermarci a questo,

senza sviluppare la sesta e la settima parte costitutiva).

 

• Accanto a questa classe di esseri luciferici che hanno sviluppato il loro quinto elemento costitutivo,

abbiamo un’altra classe di esseri lunari di tipo luciferico, i quali

hanno sviluppato la loro sesta parte costitutiva, ma non la loro settima.

Questi esseri esistevano durante l’inizio della nostra evoluzione terrestre,

quando l’essere umano iniziava a sviluppare il suo io.

 

Possiamo porci la domanda: che cosa esisteva in rapporto con questi esseri all’inizio dell’evoluzione della Terra?

• Vi erano esseri che bramavano nell’attesa di formare durante l’evoluzione della Terra la loro sesta parte costitutiva, esseri quindi di tipo luciferico, che sulla Luna erano riusciti a sviluppare soltanto la loro quinta parte costitutiva e volevano formare sulla Terra il loro sesto elemento costitutivo.

• Poi vi erano esseri della seconda classe, che sulla Luna avevano già formato la loro sesta parte costitutiva e sulla Terra intendevano sviluppare la settima: questo si ripromettevano di ottenere con l’evoluzione della Terra. Poi scese su di essa l’essere umano, con tre parti costitutive, per formarvi la quarta.

 

Dunque possiamo distinguere:

l’essere umano in attesa di formare il suo io,

• inoltre gli esseri luciferici, in attesa di sviluppare la loro sesta parte costitutiva

• e infine altri esseri luciferici, intenti a formare la loro settima parte costitutiva

(prescindiamo quindi da quelli che vogliono formare la loro quinta parte, pur essendovi anch’essi).

Così abbiamo considerato tre classi di esseri microcosmici della Terra,

tre classi di esseri giunti sulla scena dell’evoluzione terrestre.

Di queste tre classi una soltanto conseguì sulla Terra un corpo fisico.

 

Infatti, le condizioni offerte dalla Terra per un suo sviluppo corporeo fisico-carnale possono essere date, proprio in virtù di tutte le condizioni terrestri, per una quarta parte costitutiva umana. Soltanto la classe di esseri che sulla Terra voleva sviluppare la sua quarta parte costitutiva quale io, poteva conquistarsi un corpo fisico. Gli altri esseri che volevano formare una sesta e una settima parte costitutiva non avevano la possibilità di conseguire un corpo fisico. Infatti sulla Terra, per quegli esseri entrati in questa evoluzione terrestre senza esservi adatti, non vi è la possibilità di ottenere un corpo fisico umano in modo diretto. Non esiste la possibilità di conquistarsi direttamente un tale corpo fisico umano.

 

Possiamo chiederci; che cosa dovevano fare allora quegli esseri?

Essi dovevano dirsi:

• “Non possiamo trovare direttamente un corpo fisico umano. Questi corpi sono riservati agli uomini che vogliono sviluppare il loro io. Dobbiamo quindi ricorrere a una specie di surrogato del corpo fisico. Dobbiamo cercare uomini tra i più evoluti, che abbiano quindi sviluppato la loro quarta parte costitutiva. Dobbiamo immergerci in loro e in loro il nostro essere deve lavorare in modo da potere sviluppare la sua sesta o settima parte costitutiva”.

 

Questo ebbe per conseguenza che fra gli uomini dell’antichità vi fossero taluni posseduti da esseri luciferici superiori – che erano naturalmente più evoluti dell’uomo e che dovevano sviluppare la loro sesta o settima parte costitutiva, mentre il compito dell’essere umano era quello di formare la sua quarta parte.

Esseri superiori di tipo luciferico si manifestavano quindi sulla Terra entro corpi fisici umani che sapevano, comprendevano e facevano molto di più degli altri uomini.

 

Di questi esseri parlano gli antichi racconti e le leggende: ci viene riferito per esempio che in un luogo o nell’altro vi erano famosi fondatori di città, vi erano grandi guide di popoli o altro ancora. Non si trattava solo di uomini normali sulla Terra, ma di uomini posseduti da quegli esseri luciferici superiori, posseduti nel senso migliore della parola.

Comprenderemo l’evoluzione della Terra solo se potremo tenere presente quanto esposto.

 

Sempre vi sono di questi esseri, soprattutto quelli inferiori che cercano di continuare il loro sviluppo in altri corpi umani, non potendo loro stessi avere un corpo umano.

Questo appunto abbiamo potuto caratterizzare. Gli esseri luciferici avevano sempre avuto nostalgia di continuare la loro evoluzione, come descritto, entrando in uomini da loro posseduti – e questo avviene tuttora.

 

Nell’anima umana lavora Lucifero con le sue schiere: noi siamo la scena dell’evoluzione luciferica.

Mentre noi uomini ci serviamo semplicemente del corpo fisico umano per evolverci,

tali esseri luciferici prendono noi e sviluppano se stessi in noi.

E tutto ciò è proprio la tentazione degli uomini: il fatto che in essi lavorano gli spiriti luciferici.

 

Gli spiriti luciferici sono però nel frattempo progrediti proprio come gli uomini nel loro sviluppo. Quindi non pochi fra questi spiriti – i quali quando l’uomo entrò nell’epoca atlantica erano alla soglia dello sviluppo della loro sesta parte costitutiva – sono nel frattempo arrivati a sviluppare la loro settima parte costitutiva tenendo presente che per loro lo sviluppo sulla Terra non era normale.

Riesce in questo intento un tale essere luciferico possedendo di nuovo un uomo, forse per utilizzare soltanto per parecchi anni ciò che quell’uomo può sperimentare, per compiere a sua volta la propria evoluzione.

 

Questo non è un male nella natura umana.

Dovendo sviluppare nella nostra epoca l’anima cosciente,

si può essere posseduti da uno spirito luciferico che si appresta a sviluppare la sua settima parte costitutiva.

Che cosa si diventa quando si è posseduti da un alto spirito luciferico? Un genio!

• Qualità che per i compiti quotidiani è scomoda

– dato che sulla propria natura umana getta i suoi raggi un tale essere superiore –

ma che opera pionieristicamente in qualche campo.

 

Non si deve parlare dello spirito luciferico come se fosse senz’altro una cosa odiosa;

esso invece – sviluppandosi nell’essere umano come un parassita –

fa sì che l’uomo da lui posseduto sia sotto la sua influenza e lavori come un genio, come un uomo ispirato.

Quindi gli spiriti luciferici sono senz’altro necessari, e gli uomini geniali della Terra

sono quelli nei quali – il più delle volte per parecchi anni – lavorano molto intensamente gli esseri luciferici.

 

Se ciò non fosse, Edouard Schurè non avrebbe potuto rappresentare Lucifero in modo simpatico. Difatti Lucifero partecipa in modo essenziale ai grandi progressi culturali sulla Terra e il cristianesimo tradizionale dimostra una ristrettezza di vedute nel voler vedere nell’essere luciferico soltanto un diavolo cattivo – questo significa essere gretti -:

• «La natura è peccato, lo spirito è il diavolo: nutrono tra di loro il dubbio, la loro creatura ermafrodita malformata», si legge nel Faust. Certo, al cristianesimo rigorosamente tradizionale si addice considerare Lucifero come diavolo e odiarlo; chi conosce però lo sviluppo dell’umanità sa che proprio nei geni agisce il principio luciferico. Nella scienza dello spirito si deve guardare apertamente a queste cose.

 

• Non avremmo alcuno stimolo a salire verso il nostro quinto e sesto principio,

se non vi fossero questi spiriti che ci danno una spinta in avanti.

 

Infatti, dobbiamo il nostro avanzare agli spiriti luciferici in quanto sono essi a cercare il loro sviluppo in noi, mentre noi possiamo così svilupparci oltre il nostro io: nel linguaggio comune si parla di poeti, di geni e anche di artisti che superano i limiti del loro io umano.

Guardiamo agli spiriti luciferici, in un certo modo, come a spiriti guida degli uomini.

 

Dobbiamo liberarci da ogni ristrettezza di vedute di un cristianesimo ortodosso, che indica in Lucifero soltanto un diavolo ad esso odioso. Dobbiamo riconoscere quanto vi sia di liberatorio nel principio luciferico, istituito anche da divinità benevole.

Esso ci fa progredire durante l’evoluzione terrestre al di là di noi stessi, anticipando profeticamente quanto come nostra proprietà ci perverrà soltanto su Giove e sulle ulteriori evoluzioni.

 

Sulla Terra quindi avviene un influsso reciproco di esseri microcosmici, esistenti all’inizio dell’evoluzione terrestre

– un influsso reciproco che ci permette di dire: gli uomini, mentre sviluppano il loro proprio io,

sono condotti a salire ulteriormente da esseri che sono superiori a loro.

 

Essi sono superiori all’uomo, in quanto hanno sviluppato la loro quinta parte costitutiva e stanno sviluppando la loro sesta parte, oppure già la loro settima parte costitutiva, mentre l’essere umano lavora appena alla sua quarta parte. Guardiamo quindi a esseri luciferici superiori all’uomo, esseri microcosmici sovrumani.

Lasciamo ora da parte questi esseri spirituali che consideriamo luciferici, e passiamo alla natura del Cristo.

 

Il Cristo si distingue in modo radicale dagli altri esseri che prendono parte all’evoluzione della Terra.

Egli è un essere di ordine del tutto diverso.

•  Non solo è rimasto indietro durante l’evoluzione lunare come gli spiriti luciferici,

ma in previsione dell’evoluzione lunare è rimasto indietro già prima, fin dall’evoluzione solare,

per una certa saggezza di gran lunga superiore alla saggezza umana.

• Non dobbiamo considerare questo essere come un essere microcosmico, come gli altri esseri di cui si è parlato.

 

Difatti dobbiamo considerare come esseri microcosmici quelli che fin dalle origini dell’evoluzione terrestre erano legati alla stessa evoluzione della Terra.

 

Il Cristo non era legato direttamente all’evoluzione della Terra, ma a quella del Sole.

Il suo essere era macrocosmico fin dall’inizio dell’evoluzione terrestre,

un essere sottoposto quind