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LA REALTÀ DELL’« IO »

La realtà dell’« io »

O.O. 26 – Massime antroposofiche – n° 12-16 / 75


 

2Si trova la realtà dell’« io »

quando l’osservazione interiore, per cui si afferra conoscitivamente il corpo astrale,

si acuisce sempre più, compenetrando nella meditazione il pensare vissuto col volere.

Da prima, in questo pensare, ci si è lasciati andare senza volontà.

Con ciò si è giunti al punto che un elemento spirituale entra in questo pensare,

come nella percezione dei sensi il colore entra nell’occhio, il suono nell’orecchio.

Se ci si è messi in grado di riprodurre con un atto di volontà

quello che si è fatto vivere in tal modo mercé un abbandono passivo nella nostra coscienza,

allora entra in questo atto di volontà la percezione del proprio « io ».

 

13Sulla via della meditazione, si possono trovare altre tre forme

per l’aspetto in cui l’« io » si presenta nella coscienza ordinaria:

 

1) Nella coscienza che afferra il corpo eterico,

l’« io » appare come immagine, la quale però è insieme un’entità attiva,

e come tale conferisce all’uomo forma, crescita e forze plasmatrici;

 

2) Nella coscienza che afferra il corpo astrale,

l’« io » si manifesta come membro di un mondo spirituale da cui riceve le sue forze;

 

3) Nella coscienza che è stata appunto menzionata come l’ultima da conquistarsi,

l’« io » si mostra come un’entità spirituale autonoma,

relativamente indipendente dal circostante mondo spirituale.

 

14La prima forma dell’« io »,a cui si è accennato nella esposizione della massima precedente,

si presenta come « immagine » dell’io.

Divenendo coscienti di questo carattere d’immagine,

si getta anche luce sull’essenza del pensiero, nella quale l’« io » appare alla coscienza ordinaria.

Con ogni sorta di considerazioni si cerca il « vero io » nella coscienza ordinaria.

Ma un serio esame di quello che la coscienza sperimenta mostra che in essa non si può trovare il « vero io »; bensì che in essa riesce a palesarsene un semplice riflesso in forma di pensiero, il quale è meno di un’immagine.

Si è giustamente afferrati dalla realtà di questo fatto,

quando si proceda verso l’« io » come immagine che vive nel corpo eterico.

E solo così si è giustamente stimolati alla ricerca dell’io come della vera entità dell’uomo.

15La comprensione della forma in cui l’io vive nel corpo astrale

conduce a sentire nel giusto modo il rapporto dell’uomo col mondo spirituale.

Questa forma dell’io è immersa per l’esperienza comune nelle oscure profondità dell’incosciente.

In queste profondità l’uomo si collega per mezzo dell’ispirazione con la spiritualità universale.

Davanti alla coscienza ordinaria sta solo un debolissimo riflesso sentimentale

di questa ispirazione che, dalle vastità del mondo spirituale, domina nelle profondità dell’anima.

 

16La terza forma dell’’« io »

ci introduce nell’entità autonoma dell’uomo entro un mondo spirituale.

Suscita il senso che l’uomo, con la sua natura terrestre-sensibile,

sta davanti a se stesso soltanto come la manifestazione di quel che egli è in realtà.

Con ciò gli è dato il punto di partenza per una vera conoscenza di sé,

perché quel sé, che configura l’uomo nella sua verità, si rivelerà alla conoscenza

solo quando si progredisca dal pensiero dell’io all’immagine di esso,

dall’immagine alle forze che la creano e, da lì, ai portatori spirituali di tali forze.

 

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75Nell’organizzazione dell’io l’uomo sperimenta se stesso quale spirito nel corpo fisico.

Perché ciò possa avvenire, è necessaria l’attività di esseri che vivono essi stessi come spiriti nel mondo fisico.

 

 

 

By | 2019-12-15T16:43:50+01:00 Giugno 22nd, 2018|L'IO DELL'UOMO|Commenti disabilitati su LA REALTÀ DELL’« IO »