LA VITA DELL’ANTICO SOLE.

La Vita dell’antico Sole.

O.O. 11 – Dalla cronaca dell’akasha – (La vita del Sole.)


 

Al grande periodo cosmico di Saturno, descritto nelle precedenti esposizioni, segue quello del Sole, e fra questi due ha luogo un periodo di riposo (pralaya). Durante questa pausa tutto ciò che dell’uomo si era sviluppato su Saturno prende un carattere tale che, di fronte all’uomo del Sole non ancora formato, è simile al seme da cui si sviluppa poi la pianta.

L’uomo di Saturno ha lasciato dietro di sé il suo seme immerso in una specie di letargo: da esso si svilupperà poi l’uomo solare.

Quest’ultimo evolve ora sul Sole la sua seconda fase di coscienza, analoga a quella che l’uomo attuale ha durante il sonno tranquillo privo di sogni.

Questo stato, che attualmente interrompe lo stato di veglia, è un avanzo, in certo modo un ricordo, del periodo dell’evoluzione solare; lo si può anche paragonare allo stato di coscienza ottusa nel quale trovano le piante attualmente.

Nella pianta si deve infatti riconoscere un essere che dorme.

 

Per comprendere l’evoluzione umana dobbiamo pensare che il Sole, durante questo secondo grande giro, era ancora un pianeta  che salì solo più tardi allo stato di stella fissa.

Secondo la scienza occulta è una stella fissa quella che manda forze vitali a uno o più pianeti lontani da essa, non era ancora tale la condizione del Sole durante il secondo giro; esso era ancora congiunto con gli esseri a cui donava forza. Questi esseri, compreso l’uomo al suo grado di evoluzione di allora, vivevano ancora sul Sole; non esisteva ancora la Terra planetaria separata dal Sole, e la Luna.

 

Tutte le sostanze, tutte le forze e tutti gli esseri che oggi vivono sulla Terra e dentro di essa, tutto ciò che ora fa parte della Luna, si trovavano ancora dentro il Sole, e facevano parte delle sue sostanze, delle sue forze e dei suoi esseri. Solo durante il seguente (terzo) grande giro tutto ciò si staccò dal Sole, formando un pianeta separato che nella scienza occulta si chiama «Luna». Non è, questa, la Luna attuale, ma è in certo qual modo la precedente incarnazione della nostra Terra. Da quella Luna si formò la Terra dopo aver scisso e segregato da sé ciò che attualmente si chiama Luna.

 

Così, durante il terzo giro, in luogo del Sole planetario di prima, esistevano due corpi: la stella fissa Sole e la Luna planetaria che se ne era staccata. Quest’ultima aveva preso con sé, togliendoli al Sole, l’uomo e gli altri esseri che durante l’evoluzione del Sole si erano sviluppati quali compagni dell’uomo. Ora il Sole mandava, da fuori, agli esseri lunari le forze che prima trasmetteva loro direttamente, quando ancora li conteneva in sé, quando era ancora la loro dimora.

 

Dopo il terzo giro, quello della Luna, subentrò una nuova pausa (pralaya), durante la quale i due corpi separati (Sole e Luna) si riunirono e attraversarono insieme lo stato di letargo che già paragonammo a quello del seme.

 

Al principio del quarto giro il Sole e la Luna planetaria si ridestarono dal sonno profondo, riuniti in un unico corpo. Durante la prima metà di questo giro, la nostra Terra, con l’uomo e gli altri esseri, si staccò dal Sole. Più tardi essa separò da sé la Luna attuale, di modo che d’ora in poi, quali discendenti dell’antico pianeta solare, esistono tre corpi celesti.

 

Quindi l’uomo e gli altri esseri, cui abbiamo accennato parlando di Saturno, attraversarono sul pianeta Sole, durante la seconda epoca cosmica, un altro grado della loro evoluzione.

 

Il germe del futuro corpo fisico dell’uomo, che su Saturno era andato a poco a poco sviluppandosi, si manifesta ora, al principio del giro solare, come una pianta che sorga dal seme.

Ma non resta quale era prima; si compenetra invece di un secondo corpo più tenue, ma al tempo stesso più forte: il corpo eterico.

Mentre il corpo umano di Saturno era come una specie di automa (assolutamente privo di vita), esso diventa ora, per mezzo del corpo eterico che a poco a poco lo compenetra interamente, un essere vitale.

• L’uomo diventa così una specie di pianta, benché il suo aspetto non sia certo quello delle piante attuali.

Le sue forme si avvicinano piuttosto già un poco a quelle dell’uomo attuale; solo il germe della testa, come ora la radice della pianta,

è rivolto in giù verso il centro del Sole, e il germe dei piedi è, come il fiore, rivolto in su.

Questa forma vegetale-umana non ha ancora facoltà di movimento proprio .

Ma l’uomo diventa tale solo durante il secondo dei sei «piccoli giri» (ronde) che il Sole attraversa.

 

• Durante il primo di questi «piccoli giri» la forma umana è ancora priva del corpo eterico; qui avviene piuttosto una breve ripetizione di tutto ciò ch’è già avvenuto su Saturno. Il corpo fisico dell’uomo conserva ancora il suo carattere automatico, modifica alquanto la propria forma primitiva. Questa, fosse rimasta quale era su Saturno, non avrebbe potuto a cogliere un corpo eterico; invece viene trasformata in modo da diventare veicolo del corpo eterico.

Durante i sei giri seguenti il corpo eterico si evolve sempre più e, grazie alle sue forze che agiscono sul corpo fisico, anche quest’ultimo acquista a poco a poco una forma sempre più perfetta, trasformazione che ora avviene nell’uomo è opera degli spiriti a cui, insieme all’uomo, abbiamo accennato parlando di Saturno.

 

Gli spiriti chiamati «vite raggianti» o «fiamme» (i troni della scienza occulta cristiana) qui non sono più in azione. Hanno compiuto il loro lavoro durante la prima metà del primo giro di Saturno. Durante il primo giro (ronda) del Sole vediamo invece all’opera gli spiriti della saggezza (dominazioni o kyriotetes nella scienza occulta cristiana); essi hanno già cominciato a prender parte all’evoluzione dell’uomo verso la metà del primo giro di Saturno.

Continuano ora il loro lavoro durante la prima metà del primo giro del Sole, e ripetono, in stadi progressivi, l’organizzazione del corpo fisico, compenetrata di saggezza. Un po’ più tardi a questo lavoro si unisce quello degli spiriti del movimento (dynamis nel cristianesimo, makat nella letteratura teosofica). Si ripete così il periodo della vita di Saturno in cui al corpo fisico vien data la facoltà del movimento. Questo corpo fisico torna dunque a manifestare la propria facoltà di movimento.

 

Così ripetono, l’uno dopo l’altro, il loro lavoro gli spiriti della forma (exusiai), gli spiriti delle tenebre (archai nel cristianesimo, asuras nella teosofia), i figli del fuoco (arcangeli) e infine gli spiriti del crepuscolo (angeli, pitris lunari). Con ciò abbiamo caratterizzato i primi sei «giri minori» del primo giro del Sole.

Nel settimo «piccolo giro» subentrano di nuovo gli spiriti della saggezza (dominazioni). Mentre nel precedente periodo essi avevano dato al corpo umano una sapiente struttura, dànno ora alle membra, dotate di movimento, la facoltà d’infondere la saggezza al movimento stesso. Mentre prima era saggia solo la struttura, ora anche il movimento diventa un’espressione di saggezza interiore. Il primo giro del Sole giunge così al suo termine. Esso consiste di sette consecutivi giri minori, di cui ognuno è la breve ripetizione di un giro (ronda) di Saturno. Questi sette «piccoli giri», che formano una ronda, si chiamano globi nella letteratura teosofica (così una ronda si svolge attraverso sette globi).

 

Dopo una pausa (pralaya) segue al primo il secondo giro del Sole. Descriveremo più tardi e più partitamente i singoli «piccoli giri» o globi; e passiamo ora a descrivere il successivo secondo giro del Sole.

Già alla fine del primo giro il corpo umano è diventato maturo per accogliere il corpo eterico, perché gli spiriti della saggezza gli hanno reso possibile il movimento permeato di saggezza. Nel frattempo però gli stessi spiriti della saggezza si sono evoluti più oltre. Grazie al lavoro compiuto, sono diventati capaci di emanare la propria sostanza, come le «fiamme» al principio di Saturno avevano emanato la loro, per formare la base materiale del corpo fisico.

 

Ora  la sostanza degli spiriti della saggezza è l’etere,cioè la saggezza pervasa di forza e di movimento; in altri termini la vita.

Il corpo eterico o corpo vitale dell’uomo è dunque un’emanazione degli spiriti della saggezza.

Quest’emanazione continua finché, verso la metà del secondo giro del Sole, possono rientrare in azione con una nuova attività gli spiriti del movimento. Il lavoro si limitava prima al solo corpo fisico umano; ora invece si estende al corpo eterico, infondendogli un’attività satura di forza.

Ciò perdura fino alla metà del terzo giro del Sole; quindi comincia il lavoro degli spiriti della forma; per loro mezzo il corpo eterico, dotato fino allora di una mobilità simile a quella delle nuvole, acquista una forma ben definita.

Alla metà del quarto giro solare gli spiriti della forma acquistarono una coscienza simile a quella che l’uomo avrà su Venere, sul secondo pianeta ch’egli abiterà dopo la vita sulla Terra. È una coscienza iperpsichica, ch’essi acquistano come frutto della loro attività durante il terzo e il quarto giro del Sole. Con ciò acquistano la facoltà di trasformare per mezzo dell’etere i germi sensori che avevano cominciato a formarsi su Saturno, e che fino allora erano stati semplicemente apparecchi fisici, in sensi compenetrati di vita.

 

A quest’epoca, e mercé un processo analogo, gli spiriti delle tenebre (archai nella scienza occulta cristiana, asuras nella teosofia) si sono innalzati fino alla coscienza psichica, alla coscienza immaginativa cosciente che l’uomo svilupperà soltanto su Giove. Diventano così capaci di agire coscientemente dal mondo astrale. Dal mondo astrale si può influire sul corpo eterico di un altro essere, e ciò fecero gli spiriti delle tenebre sul corpo eterico dell’uomo. Essi gli infusero allora lo spirito dell’egoità (indipendenza ed egoismo), come avevano fatto prima per il corpo fisico. Come si vede, questi spiriti infondono gradatamente l’egoismo in tutti gli elementi costitutivi dell’essere umano.

 

Intorno a quel tempo stesso, i figli del fuoco raggiungono il grado di coscienza che l’uomo possiede attualmente come coscienza di veglia. Si può dunque dire ch’essi diventano ora uomini, e possono servirsi del corpo fisico umano per comunicare in certo qual modo col mondo esterno. In modo simile gli spiriti della personalità si erano serviti del corpo fisico dalla metà del quarto giro di Saturno in poi; solo, si erano serviti dei germi sensori per ottenere così una specie di percezione.

Ma i figli del fuoco sono per loro natura tali da riversare nell’ambiente circostante il calore della loro anima, e il corpo fisico umano è giunto al punto ch’essi se ne possono servire a tale scopo. Il loro calore agisce press’a poco come il calore della gallina sull’uovo ch’essa sta covando, ha cioè una forza capace di risvegliare la vita.

Tutto ciò che di questa forza risvegliatrice di vita si trova nell’uomo e negli altri esseri terrestri, venne infuso a quell’epoca nel corpo eterico dai figli del fuoco. Si tratta dunque qui dell’origine del calore che tutti gli esseri viventi hanno come condizione della loro riproduzione. Vedremo in seguito quale trasformazione questa forza di calore subì poi, allorché la Luna si staccò dal Sole.

 

Verso la metà del quinto giro i figli del fuoco sono arrivati essi stessi al punto di poter infondere al corpo eterico la facoltà che fino allora avevano esercitata per mezzo del corpo fisico umano. Essi sostituiscono ora gli spiriti della personalità nel lavoro intorno al corpo eterico che diventa così il suscitatore della facoltà di procreazione; abbandonano invece il corpo fisico ai figli del crepuscolo (angeli nel cristianesimo, pitris lunari nella teosofia) che nel frattempo hanno acquistato un’ottusa coscienza per immagini, come sarà quella dell’uomo sulla Luna. Su Saturno essi avevano dato al progenitore umano una specie di organo dell’intelletto. Ora continuano a elaborare gli strumenti fisici dello spirito umano, dei quali esso potrà servirsi poi coscientemente in future fasi d’evoluzione.

Di conseguenza sul Sole, dalla metà del quinto giro in poi, i serafini possono manifestarsi per mezzo del corpo umano in modo ancor più perfetto di quanto non fosse possibile su Saturno.

 

Dalla metà del sesto giro solare in poi, l’uomo diventa egli stesso atto a lavorare inconsciamente al suo corpo fisico, sostituendo sotto questo riguardo i figli del crepuscolo. Con quest’attività egli crea in stato di letargo il primo germe di quell’essere spirituale vivente che chiamiamo «spirito vitale» (budhi). Solo in gradi più avanzati della sua evoluzione egli prenderà coscienza anche dello spirito vitale. Come dal settimo giro saturnio in poi, i troni avevano liberamente trasfuso le loro forze nel germe dell’uomo spirituale ivi formato, così i cherubini emanano ora la loro saggezza, che resta d’ora in poi attributo dello spirito vitale dell’uomo in tutte le seguenti fasi d’evoluzione. Dalla metà del settimo giro solare in poi, si manifesta di nuovo il germe dell’uomo spirituale (atma) apparso già su Saturno; si congiunge con lo spirito vitale (budhi) e ne deriva la monade vivificata (atma-budhi).

 

Mentre l’uomo lavora a quell’epoca incoscientemente al proprio corpo fisico, i figli del crepuscolo intraprendono il lavoro ch’è necessario all’ulteriore sviluppo del corpo eterico. Sotto tale aspetto essi sono i successori dei figli del fuoco: irradiano cioè le immagini della loro coscienza nel corpo eterico, godendo in tal modo, in uno stato come di sogno, della forza generatrice di questo corpo, già suscitata dai figli del fuoco. Preparano così il piacere congiunto alla forza che più tardi (sulla Luna) si svilupperà nell’uomo e negli altri esseri viventi. Ora noi sappiamo che su Saturno era stato formato il corpo fisico dell’uomo, allora interamente privo di vita. Un tale corpo non vivificato è detto «minerale» dalla scienza occulta. Possiamo perciò anche dire: l’uomo su Saturno era minerale, ossia passò attraverso il regno minerale. Questo minerale umano non aveva la forma di un minerale d’oggi; allora non esistevano ancora minerali come li abbiamo oggi.

 

Sul Sole, come abbiamo veduto, questo minerale umano che si risveglia dallo stato letargico come si sviluppa un germe, fu vivificato. Diventò «pianta» umana, e l’uomo passò attraverso il regno vegetale. Però non tutti i minerali umani vennero in tal modo compenetrati di vita. Ciò non sarebbe potuto avvenire, poiché l’uomo vegetale, per vivere, abbisognava del fondamento minerale. Come oggi non possono esistere piante senza il regno minerale, da cui possano assorbire le sostanze a loro necessarie, così era sul Sole per l’uomo vegetale. Questo dovette dunque lasciare dietro di sé, al grado minerale, una parte dei germi umani a beneficio della propria evoluzione. E poiché le condizioni di vita erano sul Sole assai diverse da quelle di Saturno, così questi minerali respinti presero forme del tutto diverse da quelle avute su Saturno. Sorse così, accanto al regno vegetale-umano, un altro regno: un particolare regno minerale.

 

Come si vede, l’uomo ascende a un regno superiore, respingendo parte dei suoi simili in un regno inferiore.

Vedremo questo processo ripetersi spesso nelle seguenti fasi d’evoluzione; esso corrisponde a una legge fondamentale dell’evoluzione stessa.

Daremo ora nuovamente, per maggior chiarezza, uno schema del processo d’evoluzione che si svolse sul Sole.

 

SOLE

Il Sole è il pianeta sul quale si sviluppa la seconda condizione della coscienza umana, quella del sonno senza sogni.

Il corpo fisico dell’uomo, acquistando un corpo eterico, ascende a una specie di esistenza vegetale.

Quest’evoluzione passa attraverso sette forme secondarie («piccoli giri» o ronde):

 

1° – durante il primo di questi giri, sotto forma un po’ diversa, si ripetono gli stadi d’evoluzione di Saturno, per quanto riguarda il corpo fisico;

2° – alla fine del primo giro ha principio l’emanazione del corpo eterico da parte degli spiriti della saggezza;

3° – alla metà del secondo giro comincia il lavoro degli spiriti del movimento intorno a questo corpo;

4° alla metà del terzo giro comincia il lavoro degli spiriti della forma intorno al corpo eterico;

5° dalla metà del quarto giro in poi, questo corpo acquista l’egoità per mezzo degli spiriti della personalità;

6° – nel frattempo il corpo fisico, grazie alle forze già anteriormente attive, è progredito al punto che per suo mezzo gli spiriti del fuoco raggiungono il grado d’umanità dal quarto giro in poi;

7° – alla metà del quinto giro gli spiriti del fuoco, che sono prima passati attraverso il grado d’umanità, intraprendono il loro lavoro intorno al corpo eterico. Nel corpo fisico agiscono a quest’epoca i figli del crepuscolo;

8° – verso la metà del sesto giro subentra il lavoro dei figli del crepuscolo al corpo eterico. Il corpo fisico viene elaborato dall’uomo stesso;

9° – alla metà del settimo giro è nata la monade vivificata.

 

 

By | 2018-06-08T05:28:51+02:00 Giugno 8th, 2018|ANTICO SOLE-SONNO SENZA SOGNI|Commenti disabilitati su LA VITA DELL’ANTICO SOLE.