/////LA VITA DELL’UOMO DIVIENE COMPRENSIBILE ATTRAVERSO L’INDAGINE SPIRITUALE

LA VITA DELL’UOMO DIVIENE COMPRENSIBILE ATTRAVERSO L’INDAGINE SPIRITUALE

La vita dell’uomo diviene comprensibile attraverso l’indagine spirituale

O.O. 153 – Natura interiore dell’uomo e vita fra morte e nuova nascita – 08.04.1914


 

Comprendiamo quindi la vita in cui ora ci troviamo comprendendo la vita che vi era prima dell’ultima nascita.

La vita attuale ha acquisito le sue forze tra l’ultima morte e la rinascita.

Le forze che ora compaiono spiritualmente

sono le forze di memoria che si sono trasformate, che hanno organizzato il corpo.

 

Alcuni animali inferiori muoiono immediatamente appena divengono maturi per far sorgere un’altra vita. Le forze che l’uomo deve sviluppare per avere dei discendenti fisici devono essere terminate con la maturità sessuale; ora posso solo accennarvi. La scienza arriverà un giorno a stabilire come le forze insite nell’ereditarietà subiscano una specie di esaurimento. In proposito la scienza ufficiale e la scienza dello spirito potranno giungere unite a importanti chiarimenti.

 

In questi fenomeni agiscono forze spirituali, e sono esse appunto ad agire in modo da compenetrare il corpo fisico.

Il corpo fisico è il riflesso della sfera spirituale,

e in sostanza sono processi di distruzione che portano a quel riflettersi.

Quando formiamo una rappresentazione mnemonica,

quando nell’occhio vediamo dei colori, abbiamo sempre dei processi distruttivi.

Nel sonno avviene invece la ricostruzione.

 

Viviamo così compenetrando e rafforzando il nostro corpo con le forze che ci procuriamo fuori dal corpo. Possiamo anzi capire la vita soltanto se consideriamo l’elemento spirituale- animico attivo in essa. La scienza dello spirito non prende la via comoda parlando nello stesso senso della morte di piante e animali e della morte dell’uomo; quel che ho detto vale infatti solo per l’uomo.

 

In questo modo l’indagine spirituale allarga l’orizzonte per quanto vi è fra nascita e morte. Così anche singoli particolari diventano spiegabili grazie all’indagine spirituale. Posso pensare benissimo che si possano rivolgere altre domande alla scienza dello spirito, ma io posso ora fare solo qualche esempio. Esaminerò il caso che si presenta come un vero mistero della vita: l’esistenza delle nature criminali.

 

L’indagatore dello spirito non si pone assolutamente nella prospettiva degli utopisti, nel senso che il criminale non dovrebbe venir punito, ma vuole invece comprendere i fenomeni che ci si presentano nella vita umana. Chiediamoci dunque che cosa vi sia in una vita che si esprime in modo criminale. Si possono dire facilmente molte cose in proposito, ma le risposte a domande simili vanno prima conquistate da parte dell’indagatore dello spirito. Tanto più perché quel che può dire apparirà del tutto paradossale.

 

Quando si osserva chiaroveggentemente un criminale,

si vede che le nature criminali sono spiritualmente una specie di nascita prematura.

 

Per ogni anima vi è la possibilità di discendere nel mondo fisico in un modo per così dire normale. La tendenza che porta alla via normale si incrocia con altre tendenze, e quindi la maggior parte degli uomini, e i criminali in modo specialmente forte, discendono nella vita terrena molto prima di quanto dovrebbe avvenire di norma. Questo fatto porta delle conseguenze.

 

• Ci si può inserire giustamente in tutta la corporeità in modo da divenire uomini completi,

solo se più o meno ci si reincarna nel momento normale.

• Se invece ci sono delle ragioni particolari, derivanti da precedenti vite terrene,

per cui si discende prima, nel subcosciente si porta seco qualcosa di cui nulla si sa,

qualcosa che vive nelle profondità dell’anima, che spinge a prendere la vita con leggerezza

perché non si è discesi nel momento in cui ci si sarebbe dovuti legare con la vita terrena.

 

Questo prendere la vita non pienamente dà un interiore atteggiamento animico. Così può essere che nell’usuale coscienza si abbia un forte impulso di autoconservazione, un grandissimo egoismo che si sviluppa in criminalità, e che pure nella propria intima natura, che non si conosce, vi sia una certa superficialità, una leggerezza nel prendere la vita; può essere che non si voglia attribuire alcun valore alla vita nella quale si è discesi attraverso una prematura nascita spirituale.

 

Quando è così, la vita si svolge in modo che l’uomo può infiammare questo assoluto impulso di autoconservazione con ciò che non conosce, con una leggerezza nel prendere la vita: proprio questo si manifesta nell’anima dei criminali. Solo dopo aver saputo questo mi divenne anche chiaro perché vi sia un gergo della criminalità. Se ne capiscono le caratteristiche (nelle parole «leggerezza nel prendere la vita») quando si sappia quello a cui ora si è accennato. Nel complesso delle vite umane terrene questo fenomeno per altro si pareggia, e quindi il criminale pareggia in una vita terrena successiva le conseguenze di quanto fa in una vita per essere nato troppo presto.

 

Mediante l’indagine spirituale diventa comprensibile anche dell’altro. Vediamo così persone che a seguito di un incidente vengono spazzate via, lasciano la Terra a seguito dì una disgrazia in un tempo in cui ancora non l’avrebbero dovuta lasciare.

 

Se per esempio una persona di trentacinque anni viene travolta da una locomotiva, nel suo corpo vi sono forze che avrebbero potuto agire ancora a lungo. Lasciando però essa il mondo fisico, quelle forze non vanno nel nulla; proprio attraverso un fatto simile le forze intellettuali si rafforzano in modo molto strano.

Un uomo che muoia a seguito di una disgrazia può rinascere con un forte intelletto.

 

L’indagine spirituale, osservando la vita in un più vasto orizzonte,

deve parlare di certi argomenti in modo diverso da quanto non si parli nella vita usuale.

Così qualcuno che muoia a seguito di una malattia, che per una malattia attraversi molte esperienze dolorose,

prepara la sua anima in modo che le sue forze di volontà possano venir rafforzate.

Una morte prematura a seguito di malattia irrobustisce le forze della volontà.

 

Molto di quanto è stato detto può apparire pura fantasia; d’altra parte sono anche cosciente di avere una certa responsabilità parlando di questi argomenti, e so che non lo farei se non sapessi che queste cose devono venir conosciute, proprio come i fenomeni della scienza ufficiale. Sento che sarebbe davvero una grande frivolezza se queste cose venissero discusse senza che vivesse nell’anima un sapere non compenetrato dall’atteggiamento che ho appunto indicato.

 

La vita dell’uomo diviene così comprensibile proprio attraverso ciò che è al di fuori della vita fisica.

Quale si evolve qui fra nascita e morte, la vita è il risultato dell’altra vita al di là di nascita e morte.

 

Per alcuni questa può sembrare una svalutazione della vita, ma affinché non sembri così vorrei ripetere brevemente qualcosa di già detto. Si è nel vero dicendo che bisogna porre attenzione al fatto che ci siamo preparati da noi stessi quel che sperimentiamo in una vita. Sperimentiamo infatti una disgrazia perché abbiamo noi stessi immesso nella nostra anima prima della nascita la tendenza a sboccare in quella disgrazia. Come una determinata pianta può vivere solo in alta montagna, così l’anima umana si cerca il posto in cui vivere, cresce verso il suo destino.

 

Come naturalmente è destino di una certa pianta di vivere nelle Alpi, così è naturale per l’anima umana di cadere in una disgrazia, perché sa che in tal modo potrà pareggiare qualcosa di imperfetto fatto in una vita precedente. Se qualcuno dice che in tal modo forgiamo noi stessi le nostre disgrazie, che non solo dobbiamo sopportarle, che le abbiamo anche meritate in senso sopraterreno, e che tutto ciò non può essere una consolazione, gli va risposto quel che desidero chiarire con un esempio.

 

Immaginiamo qualcuno il cui padre sia molto ricco e che viva quindi negli agi senza aver nulla imparato; immaginiamo che costui sperimenti a diciotto anni il fallimento del padre. Può essere per lui un gran dolore che la vita lo tratti male, e ha ragione di sentirsi ora infelice. A cinquant’anni può però vedere la sua disgrazia di quando ne aveva diciotto in un’altra prospettiva. Ora si dice che se allora non ci fosse stato quel tracollo, da gran tempo egli sarebbe forse finito male, perché senza quella disgrazia non sarebbe mai diventato una persona abile; quella disgrazia fu per lui un fermento evolutivo della sua vita.

 

Non sempre siamo in condizione, al momento di un’esperienza, di trovare la giusta prospettiva per quel che sperimentiamo. Nel mondo spirituale ci troviamo invece in tutt’altra prospettiva. Là sappiamo che in una nuova vita deve venir sperimentato ciò che può procurare il pareggio per una vita precedente. Là ci prepariamo noi stessi la vita della quale magari ci lamenteremo a buon diritto quando poi la potremo considerare solo in una prospettiva fisica.

 

 

By | 2018-07-21T12:07:44+02:00 Luglio 21st, 2018|SULL'UOMO|Commenti disabilitati su LA VITA DELL’UOMO DIVIENE COMPRENSIBILE ATTRAVERSO L’INDAGINE SPIRITUALE