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LA VITA SULLA LUNA. LE IMMAGINI DELLA COSCIENZA

Vita sulla Luna. Le immagini della coscienza

O.O. 11 – Dalla cronaca dell’akasha – (La vita sulla luna.)


 

Durante il periodo cosmico della Luna, che succede a quello del Sole, l’uomo sviluppa la terza delle sue sette forme di coscienza.

La prima si era sviluppata durante i sette giri di Saturno, la seconda durante l’evoluzione del Sole; la quarta è quella che l’uomo sta ora sviluppando a poco a poco durante il periodo della Terra; tre altre sorgeranno sui pianeti successivi.

 

La forma di coscienza che l’uomo aveva su Saturno non si può paragonare ad alcuna fra quelle che sono proprie all’uomo attuale, poiché era più ottusa della coscienza del sonno senza sogni.

 

Invece la coscienza sul Sole si può paragonare a quella del sonno senza sogni o anche alla coscienza attuale, dormente, del mondo vegetale.

Però si tratta sempre soltanto di somiglianze, poiché sarebbe errato credere che gli eventi dei grandi periodi cosmici possano esattamente ripetersi.

 

Così va interpretato anche il paragone che noi facciamo tra la coscienza sulla Luna e quella del sonno pervaso di sogni, col quale ha qualche somiglianza.

È la cosiddetta coscienza per immagini che l’uomo raggiunge sulla Luna.

La somiglianza consiste nel fatto che, tanto nella coscienza della Luna, quanto nella coscienza attuale di sogno, sorgono nell’intimo dell’essere immagini le quali hanno una certa relazione con le cose e con gli esseri del mondo esterno.

Ma queste immagini non sono, come per l’uomo attuale che ha raggiunto lo stato di veglia, una copia di tali esseri e cose.

 

Le immagini di sogno sono un’eco degli avvenimenti della giornata, oppure espressioni simboliche di fatti che avvengono intorno a chi sogna o nel suo intimo.

È facile dare degli esempi per queste tre specie di sogni.

• In primo luogo tutti conoscono i sogni che altro non sono se non immagini disordinate di avvenimenti diurni più o meno remoti.

• Un esempio del secondo caso è quello di chi, nel sogno, crede di veder passare rapidamente un treno e svegliandosi si accorge che in quel sogno si è estrinsecato il tic-tac dell’orologio accanto a lui.

• Un esempio per la terza specie è il sogno di chi crede ad esempio di trovarsi in una stanza il cui soffitto è ricoperto di brutti animali: svegliandosi si accorge che ciò non è se non la manifestazione del mal di capo che lo affligge.

Se ora, partendo da tali confuse immagini di sogno, vogliamo formarci una rappresentazione della coscienza sulla Luna, dovremo riconoscere che il carattere di immagine esiste anche qui, ma che in luogo della confusione e dell’arbitrio vi regna un ordine perfetto.

 

Le immagini della coscienza sulla Luna hanno sì una somiglianza ancora minore con gli oggetti a cui si riferiscono, di quella che non abbiano i sogni; ma vi è invece una rispondenza perfetta fra l’immagine e l’oggetto.

Attualmente, entro l’evoluzione della Terra, la rappresentazione che ci facciamo di un oggetto è una riproduzione del relativo oggetto; così ad esempio la rappresentazione di una tavola è un’immagine della tavola stessa.

Non così per la coscienza sulla Luna.

 

Poniamo che l’uomo della Luna si avvicini a una cosa che gli sia simpatica o vantaggiosa: sorge allora nell’intimo della sua anima un’immagine colorata di carattere chiaro; se invece gli si avvicina qualcosa di pericoloso o di antipatico, l’immagine è brutta e tenebrosa.

La rappresentazione non è una copia dell’oggetto, ma un simbolo che ad esso corrisponde in modo preciso e determinato; perciò l’essere nel quale sorgono tali rappresentazioni simboliche può regolare la propria vita a seconda di esse.

Dunque la vita animica del progenitore lunare si svolge in immagini che hanno in comune coi sogni attuali il carattere fuggevole, fluttuante e simbolico, ma che si distinguono da questi per il loro carattere assolutamente determinato da leggi.

La base dell’evoluzione di questa coscienza per immagini dei progenitori umani sulla Luna fu il formarsi di un terzo elemento oltre il corpo fisico e il corpo eterico. Questo terzo elemento si chiama «corpo astrale».

 

Ma esso si formò soltanto durante il terzo piccolo giro della Luna, la cosiddetta terza ronda lunare.

I primi due giri lunari sono una semplice ripetizione di ciò ch’era avvenuto su Saturno e sul Sole; ma anche qui non dobbiamo immaginarci che si fratti di un’esatta ripetizione di tutti i fatti accaduti su Saturno e sul Sole.

Quel che si ripete, cioè il formarsi di un corpo fisico e di un corpo eterico, subisce nello stesso tempo una tale trasformazione, che a questi due elementi della natura umana, durante il terzo giro lunare, può venire ad aggiungersi il corpo astrale; il che non sarebbe ancora potuto avvenire sul Sole.

 

Durante il terzo periodo lunare (veramente il processo comincia già verso la metà del secondo) gli spiriti del movimento emanano dalla propria natura l’elemento astrale, compenetrandone il corpo umano.

 

Durante il quarto giro, cominciando però dalla metà del terzo, gli spiriti della forma foggiano il corpo astrale in modo che tanto la sua forma quanto l’intera sua organizzazione possano sviluppare processi interiori. Questi processi hanno il carattere di ciò che nell’animale e nell’uomo si chiama attualmente istinto, brama, desiderio.

 

Alla metà del quarto giro lunare gli spiriti della personalità iniziano ciò che nel quinto periodo diventa il loro compito principale: innestare nel corpo astrale l’egoità, come avevano fatto durante i periodi cosmici antecedenti per il corpo fisico e per il corpo eterico. Ma affinché nell’epoca accennata, dalla metà del quarto giro lunare in poi, il corpo fisico e il corpo eterico possano divenir atti ad accogliere un corpo astrale indipendente, nei successivi gradi evolutivi essi devono venirvi preparati dagli spiriti della forma.

 

Ecco come ciò avviene: durante il primo giro lunare (ronda) il corpo fisico viene portato al grado di maturità necessario dagli spiriti del movimento, nel secondo dagli spiriti della forma, nel terzo dagli spiriti della personalità, nel quarto dagli spiriti del fuoco, nel quinto da quelli del crepuscolo. Esattamente parlando, questo lavoro degli spiriti del crepuscolo si svolge dalla metà del quarto giro lunare in poi, di modo che, nello stesso tempo in cui gli spiriti della personalità lavorano intorno al corpo si svolge anche l’attività degli spiriti del crepuscolo intorno al corpo fisico.

 

Lo sviluppo del corpo eterico avviene così: nel primo giro lunare le qualità necessarie gli vengono infuse dagli spiriti della saggezza, nel secondo dagli spiriti del movimento, nel terzo dagli spiriti della forma, nel quarto dagli spiriti della personalità, nel quinto dagli spiriti del fuoco. Anche quest’attività degli spiriti del fuoco si svolge contemporaneamente al lavoro che gli spiriti della personalità compiono intorno al corpo astrale, cioè dalla metà del quarto giro lunare in poi e fin nel quinto.

 

Considerando dunque nel suo complesso il progenitore umano di quell’epoca, e come è venuto formandosi sulla Luna, possiamo dire che, dalla metà del quarto giro lunare in poi, l’uomo è composto

• di un corpo fisico, nel quale opera l’attività dei figli del crepuscolo,

• di un corpo eterico a cui lavorano gli spiriti del fuoco,

• e finalmente di un corpo astrale in cui si manifesta l’attività degli spiriti della personalità.

 

Il fatto che gli spiriti del crepuscolo elaborino, durante questo periodo d’evoluzione, il corpo fisico umano, significa ch’essi raggiungono qui il loro grado di umanità com’era avvenuto, durante il giro corrispondente, su Saturno per gli spiriti della personalità, e sul Sole per gli spiri del fuoco.

Dobbiamo rappresentarci che i germi sensori del corpo fisico, sviluppatisi anch’essi nel frattempo, possono venir adoperati, dalla metà del quarto giro lunare in poi, dagli spiriti del crepuscolo per percepire gli oggetti e i processi esteriori sulla Luna.

L’uomo stesso raggiungerà solo sulla Terra, dalla metà del quarto giro in poi, la facoltà di servirsi di questi sensi.

 

Invece verso la metà del quinto giro lunare (ronda) egli giunge al punto di poter lavorare inconsciamente al corpo fisico.

Per mezzo di quest’attività egli si crea, nella sua coscienza ottusa, il primo germe di ciò che si chiama «sé spirituale» (Manas). (Cfr. il mio libro Teosofia)

 

Il sé spirituale giungerà poi, nel corso dell’evoluzione umana, al suo pieno sviluppo; ed è ciò che più tardi, unito all’atma, all’uomo spirituale, e a budhi (spirito vitale), formerà la parte superiore, la parte spirituale dell’uomo.

• Come su Saturno i troni o spiriti della volontà hanno compenetrato di volontà l’uomo spirituale (atma),

• e come sul Sole i cherubini hanno compenetrato di saggezza lo spirito vitale (budhi),

• così ora i serafini compenetrano il sé spirituale (manas), infondendogli una facoltà che nelle future fasi dell’evoluzione, sulla Terra, diventa la facoltà di rappresentazione per cui l’uomo, come essere pensante, può mettersi in rapporto col mondo circostante.

 

Diremo subito che, dalla metà del sesto giro lunare in poi, si manifesta di nuovo lo spirito vitale (budhi), dalla metà del settimo l’uomo spirituale (atma) e che entrambi si congiungono col sé spirituale, così che alla fine di tutto il periodo cosmico lunare l’uomo superiore è preparato. Questo poi, insieme col resto che si è sviluppato sulla Luna, ricade nel sonno durante un periodo di riposo (pralaya) per continuare poi la sua evoluzione sulla Terra.

 

• Mentre dalla metà del quinto giro lunare alla metà del sesto, l’uomo lavora incoscientemente al suo corpo fisico, gli spiriti del crepuscolo svolgono la loro attività nel suo corpo eterico. Come abbiamo descritto, mediante il lavoro compiuto nell’epoca anteriore (ronda) intorno al corpo fisico, essi si sono preparati a sostituire nell’elaborazione del corpo eterico gli spiriti del fuoco, i quali, da parte loro, assumono il lavoro degli spiriti della personalità intorno al corpo astrale. Gli spiriti della personalità, invece, si sono ora elevati a sfere superiori.

 

Il lavoro degli spiriti del crepuscolo intorno al corpo eterico significa che essi congiungono il proprio stato di coscienza con le immagini della coscienza del corpo eterico. Con ciò gli innestano il piacere e il dolore rispetto alle cose. Sul Sole il campo della loro attività era ancora, sotto questo aspetto, il corpo fisico soltanto. Perciò il piacere e il dolore vi erano collegati alle funzioni del solo corpo fisico. Ora la cosa cambia; il piacere e il dolore si collegano ormai con le immagini che sorgono nel corpo eterico. Così nella coscienza crepuscolare dell’uomo, gli spiriti del crepuscolo sperimentano un mondo di sentimento. È quello stesso mondo di sentimento che l’uomo sperimenterà per sé nella sua coscienza terrena.

 

Nel corpo astrale agiscono in quello stesso periodo gli spiriti del fuoco, rendendolo atto a sentir vivamente col mondo circostante. Il piacere e il dolore quali, nel modo sopra descritto, vengono prodotti nel corpo eterico per opera degli spiriti del crepuscolo, hanno un carattere d’immobilità (passivo); si manifestano piuttosto quali immagini riflesse del mondo esteriore, prive di attività propria. Ma quelli che gli spiriti del fuoco producono nel corpo astrale, sono affetti vivaci: amore, odio, ira, timore orrore, passioni tempestose, istinti, e così via. E poichè prima gli spiriti della personalità (asuras) avevano innestato in questo corpo la propria entità, questi affetti appaiono ora col carattere dell’egoità, della singolarità.

 

Pensiamo come è costituito il progenitore umano sulla Luna a quel tempo.

• Egli ha un corpo fisico mediante il quale, in stato di coscienza ottusa, sviluppa il sé spirituale (manas).

• Ha inoltre un corpo eterico mediante il quale gli spiriti del crepuscolo sentono il piacere e il dolore;

•ha infine un corpo astrale, commosso per opera degli spiriti del fuoco da istinti, affetti e passioni.

Ma a questi tre elementi costitutivi del l’uomo lunare manca ancora interamente la coscienza oggettiva.

Nel corpo astrale fluttuano immagini pervase appunto dai suddetti sentimenti.

 

• Sulla Terra, allorché subentrerà la coscienza oggettiva pensante, il corpo astrale di venterà il veicolo subordinato, o lo strumento del pensiero, della facoltà di rappresentazione.

• Invece ora, sulla Luna, si manifesta in tutta la sua piena indipendenza; per sé è insomma ora più attivo, più mobile di quando sarà più tardi sulla Terra.

Per caratterizzarlo, potremmo dire ch’è un uomo-animale; e come tale è nel suo genere a un grado superiore degli animali terrestri attuali.

Egli ha in sé le caratteristiche dell’animalità in grado ancor più completo.

In certo qual modo, esse sono più selvagge, più indomabili delle qualità animali d’oggi; perciò, in questa fase della sua vita, l’uomo si può dire un essere la cui evoluzione sta in mezzo fra quella dell’animale odierno e quella dell’uomo attuale.

Se egli proseguisse in linea diretta per questa via di sviluppo, diventerebbe un essere feroce e sfrenato.

 

L’evoluzione terrestre porta ad attutire, a domare il carattere animale nell’uomo.

Questo avviene per mezzo della coscienza del pensiero.

Se dunque l’uomo che si è sviluppato sul Sole si può chiamare uomo vegetale, l’uomo della Luna può esser detto «uomo animale».

L’evoluzione di un tale uomo presuppone anche la trasformazione del mondo circostante.

 

Come abbiamo mostrato, l’uomo vegetale del Sole non si sarebbe potuto evolvere, se accanto al regno dell’uomo vegetale non si fosse sviluppato indipendentemente un regno minerale. Ora, durante le due prime epoche della Luna (ronde), questi due regni, il regno vegetale e il regno minerale, risorgono dalle tenebre. Essi sono trasformati solo in quanto l’uno e l’altro sono diventati più grossolani, più densi.

 

Durante la terza epoca della Luna, dall’insieme del regno vegetale si distacca una parte la quale non subisce il processo di solidificazione, e serve così a fornire la sostanza da cui può formarsi l’entità animale dell’uomo.

Questa appunto, nella sua unione col più altamente evoluto corpo eterico e col corpo astrale appena formato, costituisce la triplice entità umana sopra descritta.

Non tutto il mondo vegetale formatosi sul Sole può trasformarsi nel regno animale, poiché gli esseri animali presuppongono per la loro esistenza il mondo vegetale ch’è la base del mondo animale.

 

• Come l’uomo del Sole potè elevarsi all’esistenza di vegetale soltanto col ricacciare una parte dei suoi simili in una più grossolana esistenza minerale, così avviene ora per l’uomo animale della Luna.

Anch’egli lascia ora dietro di sé, allo stato vegetale più grossolano, una parte degli esseri che sul Sole appartenevano ancora alla sua stessa natura vegetale.

Ma come l’uomo animale della Luna non è uguale all’animale d’oggi, bensì sta in mezzo fra l’animale attuale e l’uomo attuale, così è del minerale della Luna.

Esso sta fra il minerale attuale e il vegetale attuale; ha qualcosa del vegetale.

 

Le rocce della Luna non sono pietre nel senso odierno, ma hanno un carattere di vitalità, di forza germinatrice e di crescita.

Allo stesso modo la pianta della Luna ha in sé certi caratteri dell’animalità.

L’uomo animale della Luna è ancora privo di ossa solide.

Il suo scheletro è ancora cartilaginoso; in confronto quello attuale, tutta la materia del suo corpo è molle, e anche i suoi movimenti sono diversi.

Egli non cammina, ma piuttosto saltella e perfino si libra.

 

Ciò poteva accadere perché la Luna d’allora non aveva, come la Terra attuale un’atmosfera sottile e aerea, ma il suo involucro era essenzialmente più denso, più denso perfino dell’acqua attuale.

In tale elemento denso-liquido l’uomo animale si muoveva avanti e indietro, in su e in giù.

E in quell’elemento vivevano anche i minerali e gli animali dai quali egli traeva proprio nutrimento; anzi quell’elemento conteneva anche la forza che poi sulla Terra fu infusa interamente negli esseri stessi: la forza della fecondazione.

 

Allora l’essere umano non era ancora diviso in due sessi, ma era bisessuale, veniva formato dalla propria atmosfera aereo-acquosa.

Ma come al mondo tutto esiste in diversi gradi di transizione così già negli ultimi periodi lunari andò sviluppandosi, in singoli esseri animali umani, la unisessualità, quale preparazione al futuro stato terrestre.

 

Il sesto e il settimo giro lunare presentano una specie di deflusso di tutti questi processi, e allo stesso tempo il formarsi di una specie di stato di eccessiva maturità; finchè il tutto passa a un periodo di riposo (pralaya), sommergendosi nel sonno fino all’epoca terrestre.

L’evoluzione del corpo astrale umano è però congiunta a un processo cosmico che dobbiamo pure descrivere qui.

 

Allorché, dopo la pausa successiva all’epoca cosmica del Sole, questo si risveglia ed esce dalle tenebre, tutto ciò che vive su questo pianeta così risorgente, vi abita come un unico corpo.

Ma il Sole risorgente è però diverso da quello ch’era prima. La sua materia non è più tutta pervasa di luce con prima: ha invece alcune parti più scure.

E queste ora vengono per così dire eliminate dalla massa uniforme.

 

Dal secondo giro (ronda) in poi, queste parti appaiono sempre più come un elemento indipendente; il corpo del Sole prende così una forma allungata che consiste di due parti, una molto più grande e una più piccola, riunite però ancora insieme.

 

Durante il terzo giro questi due corpi finiscono con lo staccarsi totalmente l’uno dall’altro.

Il Sole e la Luna sono ora due corpi, e quest’ultima gira circolarmente intorno al Sole.

 

Contemporaneamente alla Luna escono dal Sole anche tutti gli esseri di cui abbiamo descritto qui l’evoluzione.

Lo sviluppo del corpo astrale avviene appunto sul corpo separato della Luna.

Il processo cosmico che abbiamo caratterizzato è la condizione dell’evoluzione sopra descritta.

 

Finché gli esseri in questione, compagni dell’uomo, attingevano la loro forza dalla propria dimora solare, la loro evoluzione non poteva giungere fino al gradino suddetto.

 

Nel quarto giro (ronda) la Luna è un pianeta indipendente, e ciò che è stato descritto per questo periodo si svolge sul pianeta Luna.

Daremo anche qui un quadro riassuntivo

dell’evoluzione della Luna e dei suoi esseri.

1. La Luna è il pianeta sul quale l’uomo sviluppa la coscienza per immagini col suo carattere simbolico.

2. Durante i primi due giri (ronde) si va preparando l’evoluzione lunare dell’uomo, attraverso una specie di ripetizione dei processi di Saturno e del Sole.

3. Nel terzo giro ha origine il corpo astrale umano mercé un’emanazione degli spiriti del movimento.

4. Contemporaneamente a questo processo, dal risvegliato corpo solare unitario si distacca la Luna, che gira intorno al resto del Sole.

L’evoluzione degli esseri congiunti all’uomo si svolge ora sulla Luna.

5. Nel quarto giro gli spiriti del crepuscolo abitano il corpo fisico umano e si elevano così al grado di umanità.

6. Nel corpo astrale in formazione viene innesta l’egoità dagli spiriti della personalità (asuras).

7. Nel quinto giro l’uomo comincia a lavorare in uno stato di ottusità al suo corpo fisico; alla monade già esistente viene ad aggiungersi il sé spirituale (manas).

8. Nel corpo eterico dell’uomo si sviluppa, durante l’esistenza lunare, una specie di gioia e di dolore che hanno un carattere passivo.

Invece nel corpo astrale si sviluppano i sentimenti: ira, odio, istinti, passioni e così via.

9. Ai due regni precedenti: il regno vegetale e il regno minerale, che vengono ricacciati indietro di un grado si aggiunge il regno animale, nel quale l’uomo stesso si trova allora.

Verso la fine di tutta quest’epoca cosmica, la Luna si avvicina sempre più al Sole, e quando comincia il periodo del riposo (pralaya), i due corpi si sono nuovamente riuniti in uno solo, per risvegliarsi poi, dopo lo stato di sonno, in una nuova epoca cosmica: quella della Terra.

By | 2018-06-08T20:38:22+02:00 Giugno 8th, 2018|ANTICA LUNA-SOGNO|Commenti disabilitati su LA VITA SULLA LUNA. LE IMMAGINI DELLA COSCIENZA