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L’ANTICA DOTTRINA DEL LOGOS

L’antica dottrina del Logos

O.O. 103 – Il Vangelo di Giovanni – 18.05.1908


 

Una cosa soprattutto (dicevano i fedeli del Logos) dimostra nel modo più profondo

l’eccellenza degli esseri superiori in confronto a quelli inferiori:

la facoltà di far risuonare nella parola ciò che vive nell’intimo,

di comunicare il pensiero al mondo ambiente con la parola.

 

Guardate all’animale inferiore: è muto, non è in grado di esprimere il proprio dolore o il piacere con la parola; si limita a produrre in vario modo dei suoni come la cicala o il calabrone. Quanto più si sale nella serie degli animali, tanto più si sviluppa la facoltà di manifestare l’interiorità col suono, di comunicare col suono ciò che l’anima prova.

 

E l’uomo (si diceva) sta tanto al disopra degli altri esseri, proprio in quanto è in grado non solo di esprimere in parole il proprio dolore o il piacere, ma anche di esprimere in parole, in pensieri, quanto trascende la propria vita personale, ciò ch’è spirituale, impersonale.

 

I seguaci della dottrina del Logos così proseguivano nei loro pensieri: vi fu un tempo nel quale l’uomo non esisteva ancora nella sua forma attuale che gli consente di esprimere all’esterno col suono delle parole il proprio intimo. Occorse un lungo trascorrere di tempi, perché la nostra Terra conseguisse il suo aspetto attuale.

 

Apprenderemo poi come la Terra si sia evoluta. Ma se indaghiamo gli stadi precedenti non vi troviamo ancora l’uomo nella sua figura attuale, né altri esseri capaci di far risuonare all’esterno ciò che provano nell’intimo.

ll nostro mondo ebbe inizio con esseri muti

e solo gradualmente apparvero esseri, nella nostra dimora terrena,

capaci di esprimere all’esterno le esperienze più intime, dotati della parola.

Ma ciò che dall’uomo si sprigionò per ultimo (diceva sempre il seguace del Logos),

nel mondo stesso esistette per primo.

 

L’uomo non era ancora presente nella sua forma odierna, in stadi precedenti della Terra;

esisteva invece in forma imperfetta, ancora muta,

evolvendosi poi gradualmente fino a divenire un essere dotato di parola, di Logos.

• Ma la possibilità di quella evoluzione è dovuta al fatto

che quanto in lui si manifestò da ultimo, il principio creativo,

esisteva fin dal principio in una realtà superiore.

 

Ciò che poi andò sprigionandosi dall’anima era all’inizio il principio creatore divino;

la parola che poi risuonò proveniente dall’anima, il Logos, era al principio;

e il Logos stesso ha diretto l’evoluzione in modo che apparisse alla fine

un essere in cui esso stesso potesse manifestarsi.

Ciò che nel tempo e nello spazio apparve da ultimo, nello spirito esisteva per primo.

 

Possiamo ricorrere a un paragone. Abbiamo dinanzi a noi un fiore: questa corolla di mughetto, cos’era ancora poco tempo fa? Era un piccolo seme, nel quale si trovava in potenza questa corolla bianca. Se non vi si fosse trovata, la corolla non avrebbe potuto formarsi. E donde proviene il seme? A sua volta, da un altro fiore come questo. Il seme è proceduto dal fiore; e come il fiore precede il frutto, così il seme, da cui è scaturito questo fiore, è nato a sua volta da una pianta simile.

 

Così il seguace della dottrina del Logos contemplava l’uomo, dicendosi: se risaliamo nell’evoluzione, troviamo in stadi precedenti l’uomo ancora muto, incapace della parola; ma come il seme proviene dal fiore, così il muto seme umano proviene dal Dio parlante, dotato della parola, ch’era nel principio.

 

Come il mughetto produce il seme, e il seme a sua volta il nuovo fiore di mughetto,

così la divina Parola creatrice genera il muto seme dell’uomo;

e quando il Verbo creatore divino penetra nel muto seme umano per rivivere in esso,

dal seme umano risuona l’originario Verbo creator divino.

 

Se risaliamo nell’evoluzione umana, incontriamo un essere imperfetto;

e l’evoluzione ha il senso di manifestare da ultimo come fiore, il Logos,

la parola che rivela l’intimo dell’anima.

 

L’uomo muto appare all’inizio, come seme dell’uomo dotato del Logos,

e questo procede dalla divinità dotata del Logos.

 

L’uomo attuale ha origine dall’uomo muto, non ancora dotato della parola;

ma al principio di tutto sta il Logos, la parola.

A questo modo, chi riconosce l’antica dottrina del Logos

penetra su, fino alla Parola creatrice divina, ch’è il principio d’ogni cosa,

e alla quale accenna l’autore del vangelo di Giovanni, nelle prime parole del libro:

« In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Verbo era un Dio ».

 

Egli ci vuol significare: dove si trova, oggi, la parola?

Essa esiste anche oggi: e la parola è presso l’uomo e la parola è qualcosa di umano!

Così l’evangelista riallaccia l’uomo a Dio;

e in realtà percepiamo, in queste prime parole del vangelo di Giovanni,

una dottrina facile a venir compresa da ogni cuore umano.

 

 

By | 2018-07-29T13:58:29+02:00 Luglio 29th, 2018|IL LOGOS|Commenti disabilitati su L’ANTICA DOTTRINA DEL LOGOS