/////L’ANTICA SCUOLA INIZIATICA. I MISTERI DELLO SPIRITO, DEL FIGLIO E DEL PADRE

L’ANTICA SCUOLA INIZIATICA. I MISTERI DELLO SPIRITO, DEL FIGLIO E DEL PADRE

L’antica scuola iniziatica. I misteri dello Spirito, del Figlio e del Padre

O.O. 97 – Il mistero cristiano – 07.03.1907


 

La corrente della Scienza dello Spirito non è sorta per l’idea arbitraria di un uomo singolo o di questa o quella associazione dei tempi nostri. È collegata con l’evoluzione dell’umanità, e come tale deve essere considerata uno dei più importanti impulsi culturali. Se vogliamo comprendere la missione della Scienza dello Spirito, dobbiamo inserirci nel passato e nel futuro dell’umanità.

Gli uomini si sono evoluti dal momento in cui per la prima volta sono scesi come anime individuali dal grembo della Divinità; così anche l’intera umanità ha avuto una evoluzione. Pensate a quali differenze, a quali cambiamenti ed evoluzioni si possono osservare sulla superficie terrestre nel passare dei millenni. Pensate a quanto tutto sia profondamente cambiato!

Quella che siamo abituati a chiamare “umanità” non è che il prodotto della quinta civiltà principale, che è stata preceduta da un’altra umanità, appartenente alla quarta civiltà principale, il cui continente, l’Atlantide, si può situare tra l’attuale Europa e l’America. I nostri predecessori Atlantidi avevano un aspetto assai diverso, avevano una cultura diversa. L’antico uomo di Atlantide non aveva ragionamento e pensiero, ma possedeva sottili forze sonnambulo-chiaroveggenti.

Nell’antica Atlantide non esistevano logica, ragione coordinante e scienza come l’abbiamo oggi. A quei tempi l’immaginare, il pensare e il sentire degli uomini erano assai diversi. L’uomo di quel tempo non sarebbe stato in grado di collegare, calcolare, contare e leggere come oggi, però in lui vivevano determinate forze sonnambulo-chiaroveggenti. Egli poteva comprendere il linguaggio della natura, quello che Dio gli diceva nel mormorio delle onde, ciò che risuonava nel tuono, sussurrava nel bosco, ciò che esprimeva il delicato profumo dei fiori. Egli comprendeva il linguaggio della natura, era in armonia con l’intera natura. Allora non esistevano leggi o cavilli giuridici per mettere d’accordo i vicini. No, l’uomo di Atlantide usciva, ascoltava i suoni degli alberi e del vento che gli dicevano cosa doveva fare.

 

Nelle leggende popolari, che non sono mai composte a caso, troviamo il bel ricordo dell’antica Atlantide per esempio nella Saga dei Nibelunghi, con il Niefelheim (la terra delle nebbie). In essa, in modo molto suggestivo, si narra come il Reno e gli altri fiumi non siano che le masse d’acqua residue della nebbia dell’antica Atlantide, e la saggezza da questa derivata viene indicata come il tesoro sommerso. In quel continente, tra l’America e l’Europa, dobbiamo inoltre vedere il vivaio degli antichi Adepti, dove risiedevano coloro che erano adatti a divenire allievi delle grandi Individualità che noi chiamiamo i Maestri della saggezza e dell’armonia dei sentimenti.

 

Il luogo dove si trovava questa Scuola, la cui fioritura avvenne durante la quarta sotto-civiltà dell’antica Atlantide, può essere considerato al centro dell’Oceano Atlantico. Il discepolo vi era istruito in modo molto diverso da oggi. L’uomo allora poteva influire sull’altro uomo in modo assai potente, per mezzo della forza che era ancora insita nelle parole.

Non potete però assolutamente paragonare la forza attuale delle parole con quella di un tempo. Allora era grandissima, la parola bastava a suscitare delle forze nell’animo del discepolo. Un mantra odierno non ha più la forza di quel tempo, in cui le parole non erano così impregnate dai pensieri. Quando queste parole avevano effetto, si sviluppavano le forze animiche del discepolo. Si poteva chiamare questa l’Iniziazione umana per effetto potente del linguaggio della natura. Altro linguaggio intelligibile era la fumigazione con determinate sostanze, il bruciare l’incenso e simili. Esisteva allora un rapporto molto più immediato tra l’anima del Maestro e quella del discepolo.

Nell’antica Atlantide esistevano segni di scrittura che erano rappresentazioni di processi naturali. Si tracciavano in aria con la mano e nel tempo essi avevano efficacia sullo Spirito delle popolazioni di quell’epoca. Così, ogni civiltà ha il suo compito nell’evoluzione dell’umanità. Il compito della nostra quinta civiltà principale è di portare il Manas nei quattro arti dell’entità umana, ossia di svegliare la ragione per mezzo di concetti e di idee. Ogni civiltà ha il suo compito, quello degli Atlantidi era la formazione dell’Io. La nostra civiltà, la quinta civiltà principale dell’èra post-atlantica, deve sviluppare il Manas, il mentale superiore.

 

Con la scomparsa di Atlantide non scomparvero le sue conquiste; l’essenziale di quanto era esistito nell’antico vivaio della Scuola Iniziatica fu preso da un piccolo nucleo di uomini. Questo gruppetto, guidato dal Manu, si recò nell’attuale zona del deserto del Gobi. Fu questo gruppo che preparò le riproduzioni della cultura e della dottrina precedenti, ma con maggiore partecipazione della ragione. Erano le forze di un tempo trasformate in pensieri e in segni. Da lì, da quel centro, come raggi, come irradiazioni, si diffusero le varie correnti di cultura.

Cominciando con la magnifica cultura pre-vedica, che fu la prima a trasformare in pensieri il fluire della saggezza. La seconda cultura partita dall’antica Scuola Iniziatica fu l’antichissima cultura persiana. La terza fu la cultura caldaico-babilonese, con la sua magnifica sapienza astronomica e la sua grandiosa saggezza sacerdotale. Quarta fiori la cultura greco-latina, con la sua colorazione personale, e finalmente, quinta, la nostra. Andiamo incontro alla sesta e alla settima cultura. Vi ho così indicato il nostro compito nell’evoluzione umana: trasformare in pensieri, portare fino al piano fisico, ciò che fino ad oggi esisteva come saggezza cosmica.

 

Quando l’uomo di Atlantide ascoltava le tonalità dei suoni, e tra queste udiva il tono intermedio, sentiva il nome di ciò che riconosceva come divino: il Tao. Egli non si elevava alla sua Divinità per mezzo di concetti razionali o di rappresentazioni, ma sentiva in tutta la natura qualcosa di sacro simile a un accordo sonoro, l’accordo della Divinità.

L’uomo di Atlantide inspirava ed espirava il suo Dio, e se vogliamo descrivere che cosa udiva, lo possiamo riassumere in un suono simile al Tao cinese: per lui quello era il suono che riempiva tutta la natura. Nei Misteri egizi trovate questo tono trasformato in pensieri, in scritti, in segni, nel segno del Tau, nei libri del Tau. Tutto ciò che era scienza, scrittura, pensiero, nacque in epoca postatlantica. Prima di allora non si sarebbe pensato di scrivere queste cose, perché non sarebbero state comprese.

 

Ora ci troviamo al centro dell’evoluzione del Manas. La nostra civiltà porta al massimo punto la cultura razionale, ma contemporaneamente anche l’egoismo. Per quanto sembri assurdo, possiamo proprio dire che non c’è stata mai tanta forza di ragionamento al mondo e tanto poca capacità di vedere interiormente come ai nostri giorni. Il pensiero è ora alla distanza massima dall’essenza interiore delle cose, e molto lontano dalla visione interiore, spirituale. Quando il sacerdote di Atlantide tracciava un segno nell’aria, questo aveva effetto principalmente nell’esperienza interiore del discepolo. Nella quarta epoca, l’epoca greco-latina, la parte personale acquistò maggiore importanza.

In Grecia si sviluppò l’arte personale, a Roma troviamo questo aspetto personale nelle leggi dello Stato e così via. Nell’epoca nostra vediamo l’egoismo, il personalismo arido, l’arida razionalità. Nostro compito oggi però è di comprendere l’occulto nel Manas, nel più puro elemento del pensiero. Assumere lo spirituale in questo sottilissimo distillato del cervello è il vero compito della nostra epoca. Rendere questo pensiero così potente, che esso quasi abbia una forza occulta, è il compito che ci è stato dato per prendere il nostro posto per l’avvenire.

 

L’antica Lemuria fu distrutta da potenti masse di fuoco, l’antica Atlantide da immense inondazioni, anche la nostra cultura finirà, con la guerra di tutti contro tutti. Questo ci attende.

Così la nostra quinta civiltà principale finirà per l’egoismo spinto al massimo. Contemporaneamente però si formerà un piccolo gruppo di uomini che svilupperà la forza della Budhi, partendo dalla forza del pensiero, e la porterà poi nella nuova cultura. Tutto quanto è produttivo nell’uomo che opera diventerà sempre più grande, finché la sua personalità sarà pervenuta così in alto che avrà raggiunto il culmine della libertà. In quell’epoca, allora, ogni individuo dovrà trovare per sé una specie di Spirito-guida nell’interiorità dell’anima, la Budhi, la forza della coscienza ispirata.

 

Se andassimo incontro al futuro solo accogliendo gli impulsi della cultura, come nei tempi passati, avrebbe luogo lo sgretolamento dell’umanità. Che cosa abbiamo ora, ai tempi nostri? Ognuno vuole essere il proprio padrone; egoismo ed egocentrismo sono spinti al massimo.

Verrà però il tempo in cui non vi sarà più nessuna autorità al di fuori di quella che gli uomini vogliono riconoscere, la cui forza è basata sulla fiducia liberamente concessa. Si chiamano Misteri dello Spirito quei Misteri che erano fondati sulla potenza dello Spirito. Quelli del futuro, basati sul potere della fiducia, si chiamano Misteri del Padre. E con questi concluderemo la nostra cultura.

Questo nuovo impulso della potenza della fiducia deve giungere, altrimenti andremo incontro allo sgretolamento, al culto generalizzato dell’ego, all’egoismo.

 

Al tempo dei Misteri dello Spirito – che erano fondati sulla giusta forza, sull’autorità e la potenza dello Spirito – esistevano i Grandi Saggi. Questi possedevano la saggezza ed erano iniziati da loro solo quelli che avevano superato difficili prove. Ora, andiamo verso i Misteri del Padre, e dobbiamo adoperarci e lavorare sempre più perché ognuno ottenga la saggezza. Potrà questo proteggerci dall’egoismo e dallo sgretolamento? Si! Infatti, quando gli uomini arrivano alla massima saggezza – in cui non possono differire, in cui non c’è opinione individuale, non ci sono punti di vista della personalità ma un’unica visione – allora soltanto sono uniti. Se gli uomini restassero come sono ora – con vari e diversi punti di vista e così via – continuerebbero sempre a dividersi.

La massima saggezza, però, produce sempre negli uomini uguali vedute. La vera saggezza è una sola, ed essa unisce gli uomini nella massima libertà, senza costrizioni di autorità. Come i membri della grande Fraternità Bianca [o Loggia Bianca] sono sempre in armonia fra di loro e con l’umanità, così un giorno tutti gli uomini saranno uniti da questa saggezza. Solo questa saggezza fonderà la vera fratellanza. Quindi la Scienza dello Spirito non deve stabilirsi altro compito che quello di trasmettere questa idea agli uomini, ora per mezzo dello sviluppo del Manas, e più tardi anche con quello della Budhi. Il grande compito della corrente della Scienza dello Spirito è rendere libero l’uomo, rendergli possibile l’acquisto della vera saggezza, far fluire in lui questa verità e saggezza.

 

Nella corrente della Scienza dello Spirito, si è cominciato con l’insegnamento più elementare. Dall’inizio di questo movimento, con il passare degli anni, molte cose sono state svelate, e altre ancora più importanti lo saranno in seguito. Il lavoro di questo movimento è dunque far fluire poco a poco la saggezza della Grande Fraternità bianca che ha la sua origine nell’Atlantide. Questo lavoro è stato sempre preparato in lunghi periodi. Così, per la preparazione dell’evento massimo dell’unica venuta del Cristo, vi fu tutta l’attività di grandi fondatori di religioni. La Scienza dello Spirito vuole essere l’esecutrice testamentaria del Cristianesimo. E lo sarà.

Quando un giorno saranno compiuti i Misteri del Padre, quando sarà compiuto in ogni uomo lo sviluppo della Budhi, allora ognuno troverà in sé l’Atma, la sua essenza più profonda. Dunque, la venuta del Cristo fu preparata dalla serie di fondatori di religioni: Zarathustra, Hermes, Mosè, Orfeo, Pitagora. Tutti i loro insegnamenti avevano lo stesso scopo: far fluire nell’umanità la saggezza, e sempre nella forma più adatta a ciascun popolo. Quindi, ciò che il Cristo ha detto non è cosa nuova. La novità nella venuta e nell’insegnamento del Cristo è che nello stesso Cristo Gesù era la forza di rendere vivente quanto un tempo era solo insegnamento.

 

Con il Cristianesimo è nata nell’umanità la forza per cui – pur individualizzandosi al massimo – tutti si uniscono nel riconoscere liberamente l’autorità del Cristo Gesù, e per mezzo della fede in Lui, nella Sua venuta, nella sua Divinità, gli uomini potranno unirsi in una lega fraterna. Così, tra i Misteri dello Spirito e quelli del Padre, esistono i Misteri del Figlio. Loro sede fu la Scuola di San Paolo, che incaricò della sua direzione Dionigi l’Areopagita, con il quale questa Scuola giunse alla massima fioritura, perché Dionigi insegnava in particolare i Misteri, mentre Paolo diffondeva teoricamente la dottrina.

 

Cercheremo ancora un’altra spiegazione per sapere che cosa significa l’espressione “vengono i Misteri del Padre”. I Maestri dell’antica Scuola esoterica atlantica non erano uomini ma Entità superiori che avevano completato la loro evoluzione in altri pianeti. E costoro, che erano il prodotto dell’antica evoluzione planetaria, insegnavano i Misteri dello Spirito ad un piccolo gruppo scelto.

Nei Misteri del Figlio, per speciali circostanze, lo stesso Cristo venne di persona come Maestro, un Maestro dunque che non era uomo ma Dio. I Maestri dei Misteri del Padre saranno invece solo uomini. Questi uomini, che si saranno evoluti più rapidamente del resto dell’umanità, saranno i veri Maestri della saggezza e dell’armonia. Sono chiamati Padri. La guida dell’umanità nei Misteri del Padre passa dalle Entità venute da altri mondi alle mani dell’umanità stessa. Questa è la cosa più significativa.

 

Preparare gli uomini a questo, formare un nucleo a questo scopo, prepararli ad una saggezza comune, ad un’autorità fondata solo sulla fiducia, sviluppare questa capacità dapprima in un piccolo gruppo di uomini, questo è il compito della Scienza dello Spirito. Lo sviluppo della cultura materiale ha raggiunto il culmine nel XIX secolo. Per questo motivo è venuto nel mondo l’impatto della Scienza dello Spirito: con questa è stato creato, e si è avuto, l’impulso contrario al materialismo: la tendenza alla spiritualità. L’Antroposofia non è nulla di nuovo, come non è nulla di nuovo il Movimento della Scienza dello Spirito: è solo la continuazione di quanto già esisteva.

Il materialismo e l’egoismo portano allo sgretolamento dell’umanità, il singolo non vede che il proprio interesse. La saggezza deve unire di nuovo gli uomini separati dall’egoismo. Essi saranno condotti alla saggezza in piena libertà, senza costrizione. Questo è il compito della Scienza dello Spirito ai nostri giorni. Dobbiamo anche tenere ben presente che è nostro compito raggiungere la saggezza in modo concreto. Conosciamo tutti l’esempio della stufa che ha il dovere di riscaldare: se glielo diciamo, alla stufa, con le espressioni più convincenti, non lo farà. Perché compia il suo dovere, dovremo accenderla. Così tutte le chiacchiere sulla fratellanza e l’amore per il prossimo non hanno nessun valore. Solo la conoscenza avvicina allo scopo. Per ogni singolo e per tutta l’umanità la via alla saggezza e alla fratellanza si raggiunge solo con la conoscenza.

 

Abbiamo seguito questa via attraverso tre tipi di Misteri. La Scienza dello Spirito deve far si che un piccolo gruppo di uomini comprenda quanto è stato detto per svegliare poi nella sesta civiltà la comprensione della massa. Questo è il compito della Scienza dello Spirito. Una piccola parte della quinta civiltà principale anticiperà questo sviluppo, spiritualizzando il Manas. La maggior parte invece giungerà al culmine dell’egoismo. Ogni gruppo di uomini che sviluppa il Manas sarà il seme della sesta civiltà principale, e i più progrediti di questo nucleo, i Maestri evoluti dell’umanità, come li chiamiamo, guideranno l’umanità. A questo fine tende il Movimento per la Scienza dello Spirito.

 

 

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