L’AVVENIRE DELL’UOMO

 

L’avvenire dell’uomo

O.O. 99 – La Saggezza dei rosacroce – 05.06.1907


 

Oggi parleremo un poco dell’evoluzione futura dell’uomo e anche della cosiddetta iniziazione, per mezzo della quale l’uomo di oggi sperimenta in anticipo gradini di vita che altrimenti l’umanità attraverserà soltanto in avvenire.

Occupandosi del primo argomento, cioè dell’avvenire, potrà apparire presuntuoso o anche impossibile pretendere di stabilire qualcosa circa il futuro dell’uomo. Riflettendo un momento nulla questione, si troverà però che l’idea di poter sapere qualcosa dell’avvenire non è del tutto infondata. Basta soltanto fare un paragone con quanto lo scienziato ordinario può sapere circa l’avvenire.

Egli può dire con precisione che unendo in determinate condizioni ossigeno idrogeno e zolfo, si formerà sempre acido solforico. Si può sempre dire che cosa avverrà intercettando dei raggi con uno specchio. Si è anche molto più avanti a proposito di altri fenomeni naturali: si possono per esempio predire eclissi di Sole o di Luna con grandissimo anticipo. Perché è possibile? perché ed in quanto si conoscano le leggi della vita fisica.

 

Conoscendo invece le leggi della vita spirituale, e sulla base delle stesse, si potrà ugualmente dire che cosa avverrà in futuro. A questo punto, in genere, l’uomo è oppresso da un problema. Si pensa cioè che sapere in anticipo quanto avverrà sia in contrasto con la libertà, con il libero arbitrio dell’agire umano.

Si tratta però di una impressione sbagliata. Unendo in determinate condizioni zolfo idrogeno e ossigeno, si forma acido solforico, come è stabilito dalle leggi delle combinazioni chimiche. Che però lo si faccia o meno, dipende dalla nostra volontà, proprio come avviene per il corso spirituale dell’evoluzione umana. L’uomo realizzerà per sua libera volontà quanto dovrà avvenire; e più egli si evolverà più sarà libero.

 

Neppure bisogna pensare che sia già ora stabilito per l’uomo quanto egli farà in avvenire, per il fatto di poterlo prevedere. La maggior parte degli uomini ha poca comprensione per questo problema, in realtà uno dei più difficili.

Da tempi antichissimi i filosofi si sono tormentati sul problema della libertà umana e sulla legge della predeterminazione dei fenomeni. Quasi tutto quanto è stato scritto a questo proposito è insufficiente, perché in genere non si distingue fra il prevedere e l’essere predeterminato.

 

Si può paragonare l’azione del prevedere a quel che accade quando si guarda un punto spazialmente lontano. Guardando nello spazio verso un punto lontano da noi, per esempio al prossimo angolo di strada, e vedendo che in quel luogo qualcuno dona una monetina a un’altra persona, abbiamo forse determinato l’azione osservata? Per il fatto di aver osservato l’azione, l’abbiamo forse causata? No, si è soltanto vista l’azione, e questo fatto non ha determinato coercizione alcuna su chi la compiva. Trasponendo il fenomeno nel tempo, in un certo senso esso resta uguale, ma non lo si afferra più.

 

Immaginiamo di essere reincarnati fra qualche migliaio d’anni e di compiere un’azione per libera volontà; si avrà ancora un caso analogo all’esempio prima citato della monetina regalata. In determinate condizioni il veggente osserva quanto verrà fatto in avvenire, e l’azione futura è altrettanto poco determinata dall’attuale momento di osservazione, quanto la donazione d’una monetina dal punto spaziale.

 

Si dice spesso che vedendo quanto dovrà accadere, l’azione verrebbe ad essere predeterminata; ma così si confonde il futuro con il presente. Se le azioni fossero già determinate, non si avrebbe allora un prevedere l’avvenire. Non si vede qualche cosa che già esiste, ma qualche cosa che avverrà poi. Occorre afferrare bene il concetto del vedere nell’avvenire, occorre meditarlo ed esercitarlo con pazienza, e soltanto allora si avrà la possibilità di capire realmente questi problemi.

Dopo queste parole d’introduzione, possiamo passare a dire qualcosa sulla futura evoluzione dell’umanità.

 

Siamo giunti al punto nel quale l’umanità è discesa al massimo nella materia, e usa le sue forze spirituali per la costruzione e la fabbricazione di macchine e di strumenti, utili al soddisfacimento dei propri bisogni. Legato a questo fenomeno ne esiste un altro, quello di un sempre maggior densificarsi dell’umanità e della Terra in generale.

 

Abbiamo già visto che la parte oggi più compatta, il regno minerale, sorse soltanto a un certo momento della nostra evoluzione, permettendo così all’uomo di iniziare il suo attuale sviluppo terreno. Contemporaneamente avvennero la separazione dei sessi e anche altri fenomeni.

 

Quando l’uomo non era ancora entrato nell’evoluzione fisica sulla base di un regno minerale, egli aveva ancora una costituzione molto più fine e plastica. Soltanto per dare un’immagine, vale la pena di accennare come avvenisse la riproduzione del genere umano negli antichi tempi, quando ancora non esistevano i due sessi.

 

L’uomo bisessuale, con un corpo molto fine e rarefatto, emetteva allora un altro essere facendolo uscire da se medesimo. Le nascite non avvenivano nel modo d’oggi, ma circa come accade nelle sedute spiritiche, quando il corpo eterico di qualche altro essere sorge dal medium. Questo può dare un’idea approssimativa del materializzarsi fuori di se medesimi, che costituiva il modo di riproduzione dell’umanità in tempi antichi: come ci fosse stato un urgere di uomini, maturi per proseguire la loro evoluzione.

 

• Mentre nel cosmo l’uomo diveniva più denso, discendeva anche sempre di più nel mondo materiale.

Legato a questi fenomeni è lo sviluppo di un’altra forza, l’egoismo, che non avrebbe potuto manifestarsi senza tale discesa. Esso ha un lato buono e uno cattivo: mentre è la base per l’indipendenza e la libertà umane, è anche la base di ogni altra cosa cattiva e malvagia.

Per imparare a fare il bene di sua libera volontà, l’uomo dovette passare attraverso la forza dell’egoismo.

Le forze che prima lo guidavano, lo spingevano sempre a fare il bene, ma gli dovette esser data la possibilità di seguire da solo la sua strada.

Come è disceso, l’uomo deve di nuovo salire verso la spiritualità; come la discesa era legata al prevalere dell’egoismo, il risalire dipenderà da un sempre maggior rafforzamento dell’altruismo e della simpatia fra gli uomini.

 

L’umanità si è evoluta attraverso diversi periodi di civiltà: prima il paleo-indiano, poi il paleo-persiano, l’egizio-caldaico-babilonese, il greco-latino, e infine il quinto attuale. A questo ne seguirà un sesto; avviandovisi, l’evoluzione dell’umanità tende al superamento del principio che è stato il più forte, da quando il corpo eterico ha coinciso con quel punto del cervello fisico al quale ho accennato ieri. Da lì si è avuta la caduta nel più profondo egoismo.

 

Anche prima l’uomo era egoista, ma in un altro modo.

L’egoismo che scende così profondamente nell’anima, come nel nostro tempo, è in stretta relazione con l’accentuarsi dei princìpi materialistici; un’epoca spirituale significherà il superamento dell’egoismo.

Perciò il cristianesimo e tutte le altre correnti ricche di una vera vita religiosa hanno lavorato coscientemente per rompere gli antichi legami del sangue.

Il cristianesimo ha dettato in proposito una massima radicale: «Chi non abbandona padre, madre, moglie, figli, fratelli e sorelle non può essere mio discepolo».

Il suo vero significato è che ai legami di sangue devono sostituirsi legami spirituali da anima ad anima, da uomo a uomo.

 

Ci si può ora chiedere quali siano i mezzi e le strade affinché l’umanità, superando il materialismo, raggiunga la spiritualità, l’amore verso ogni creatura umana, in altre parole quella che si potrebbe chiamare un’unione fraterna. Si può stimare che basti richiamare l’attenzione sull’amore in generale entro l’umanità perché esso si realizzi; oppure che occorra fondare associazioni che si pongano come scopo l’amore per l’umanità.

 

L’occultismo non è di questa opinione, al contrario! Più l’uomo parla di amore fraterno e di umanità, quasi inebriandosene, più diventa egoista. Come esistono piaceri sensuali, così esiste pure una voluttà psichica, ed è proprio una voluttà raffinata potersi dire: «Io voglio diventare sempre più morale!». In sostanza si tratta di un pensiero che non produce il quotidiano e usuale egoismo, ma un egoismo raffinato, sorto dalla forma di voluttà sopra descritta.

 

L’amore e la solidarietà non si manifesteranno nel corso dell’evoluzione umana per il fatto di venir proclamati.

L’umanità verrà condotta all’unione fraterna piuttosto attraverso la conoscenza spirituale stessa.

Per introdurre la fratellanza generale fra gli uomini non esiste altro mezzo che la diffusione nel mondo delle conoscenze occulte.

 

Si continui pure a parlare di amore e di fratellanza fra gli uomini, si fondino migliaia di associazioni: esse non raggiungeranno lo scopo per il quale erano state costituite,anche se ottime erano le intenzioni.

Bisognerà invece sapere e fare quel che è giusto per poter raggiungere l’unione fraterna fra gli uomini.

Soltanto uomini che vivano le verità occulte, valide per tutta l’umanità, potranno riunirsi nell’unica verità.

 

Come il Sole riunisce tutte le piante che tendono verso di lui pur mantenendo ognuna la propria individualità, così la verità deve essere unica, e tutti devono tendere ad essa; soltanto allora gli uomini si ritroveranno. Essi devono lavorare e tendere con energia alla verità; soltanto allora essi potranno convivere in modo armonico.

 

• Si potrebbe obiettare che tutti tendono alla verità, ma che esistono diversi punti di vista e che da essi derivano contrasti e differenze. Si tratta però allora di una conoscenza della verità non ancora abbastanza approfondita.

Non bisogna obiettare che ci possono essere diversi punti di vista a proposito della verità; prima di tutto occorre invece sperimentare che la verità non può essere che una sola. Essa non dipende da una votazione popolare, ma è vera in se medesima.

 

O forse si pensa di poter votare che la somma dei tre angoli di un triangolo è uguale a 180 gradi? Che nessuno, oppure che milioni d’uomini siano d’accordo, è indifferente; quando sia stata riconosciuta una verità, essa è vera e valida per il singolo. Per la verità non vale la democrazia. Quelli che non concordano non sono ancora progrediti a sufficienza verso la verità, e da ciò provengono tutti i contrasti in materia.

 

Si potrà dire che nelle cose occulte chi è di un parere e chi di un altro. Così però non può avvenire nel vero occultismo. Accade qui come per i fatti materiali, cioè che uno sia di un parere e un altro di opinione diversa, ma allora uno dei due sbaglia; la stessa cosa avviene nel vero occultismo, soltanto che spesso si commette la scorrettezza di giudicare su cose occulte prima di averle capite.

 

La mèta alla quale tenderà il sesto periodo dell’umanità sarà appunto la diffusione della verità occulta in cerchie sempre più vaste; tale sarà la missione di quel periodo. Una società che si riunisca per uno scopo spirituale ha come compito di portare le verità occulte dappertutto nella vita, e ivi di applicarle. È proprio quello che manca al nostro tempo. Si guardi soltanto a tutto quanto il nostro tempo va cercando, senza che nessuno riesca a trovare la strada giusta.

 

• Esistono numerosi problemi: l’educazione, il problema della donna, la medicina, la questione sociale, il problema dell’alimentazione; e si gira intorno a questi problemi, scrivendone innumerevoli cose; ognuno ne parla dal suo punto di vista, sempre però senza voler studiare il problema centrale: la verità occulta.

Non si tratta di sapere delle nozioni astratte intorno alle verità della scienza spirituale, ma d’immetterle direttamente nella vita, di studiare il problema sociale, il problema dell’educazione, nonché tutta la vita umana dal punto di vista della reale saggezza occulta.

 

Si potrebbe obiettare che per fare ciò occorre conoscere la suprema saggezza.

Una simile posizione dipende dall’errore di voler sempre conoscere prima quanto poi si applica nella vita; il che non è necessario, perché la conoscenza dei primi princìpi giunge spesso molto più tardi, dopo averli applicati.

 

Se l’umanità avesse dovuto attendere a digerire sino a quando arrivò a scoprire le leggi della digestione, la sua evoluzione non sarebbe stata possibile. Allo stesso modo non occorre conoscere tutte le leggi spirituali per lasciar fluire la scienza dello spirito nella vita quotidiana.

Questo è proprio il modo di trattare le cose dello spirito secondo il metodo dei rosa-croce: meno astrazioni, e in compenso considerazione per i problemi della vita giornaliera.

Non bisogna limitarsi a dire che la scienza dello spirito è una scienza per lo spirito, ma occorre applicarla seriamente nella vita pratica.

 

Il bambino conosce forse tutte le regole grammaticali quando impara a parlare? Prima impara a parlare, e soltanto in seguito impara la grammatica.

Bisogna quindi badare a che l’uomo, con l’aiuto degli insegnamenti spirituali, si occupi di quello che immediatamente lo circonda, prima di avvicinarsi a ciò che si trova nei mondi superiori e permette la conoscenza del piano astrale e di quello devachanico.

Soltanto così si potranno comprendere i fenomeni del mondo che ci circonda e vedere dove si debba agire.

È dunque nostro concreto compito, per mezzo dell’unificatrice saggezza occulta spirituale, di riunire l’umanità divisa e dilaniata dalle antiche comunità di sangue e di stirpe.

 

• Evolvendoci dunque attraverso il quinto, verso il sesto e infine il settimo periodo, si perdono sempre più gli antichi nessi derivanti da affinità di sangue e di stirpe.

L’umanità si mescola per raggrupparsi secondo affinità spirituali.

 

È stato un errore della teosofia continuare a parlare delle razze come se queste dovessero perpetuarsi. Già per il prossimo avvenire (pur sempre pensando in migliaia d’anni) il concetto di razza perderà il suo significato. Il continuo ripetere che nel mondo sempre si sarebbero sviluppate sette e poi ancora sette razze è l’allargamento speculativo di un concetto valido soltanto per tempi relativamente vicini ai nostri; l’occultismo non ha mai detto nulla di simile.

 

Come tutto nasce, anche le razze nacquero, e come tutto passa, così pure le razze passeranno; chi parla sempre e soltanto di razze dovrà abituarsi a rendere i suoi concetti meno rigidi. Si tratta solo di comodità! Guardando un poco all’avvenire, già più non valgono i concetti usati per il passato e per il presente. È fondamentale che l’uomo non consideri saggezza eterna un bel concetto che sia riuscito a formulare.

Ci si dovrà abituare, e sarà un progresso, a rendere elastici i nostri concetti e a riconoscere che i concetti medesimi si modificano. Chi vuole aiutare l’avvenire dovrà educare in sé la possibilità di passare da concetti rigidi e dogmatici ad altri più fluidi. Come cambiano i tempi, così devono modificarsi anche i nostri concetti, se vogliamo capire l’evoluzione.

 

Attualmente le anime umane vivono in corpi chiaramente percepibili ai sensi. Come è sorto il corpo umano?

In precedenza, quando l’anima vi discese per insediarvisi, esso era molto diverso, addirittura comico per l’odierna concezione materialistica.

L’uomo è giunto alla sua figura attuale perché l’anima ha elaborato il corpo nel corso di tutte le sue incarnazioni.

È possibile farsi un’idea di come l’anima abbia lavorato sul corpo riflettendo sulle scarse possibilità rimaste all’uomo, nella nostra epoca materialistica, di elaborare il suo corpo fisico densificato.

 

Per esempio pensiamo a come si possa oggi, sia pure in modo passeggero, lavorare sul corpo e sulla fisionomia.

Se qualcosa ci provoca paura o spavento, queste sensazioni ci fanno impallidire; allo stesso modo il nostro aspetto fisico si modifica se arrossiamo per la vergogna.

Si tratta di modificazioni passeggere, ma da esse si vede come avvenga il fenomeno: qualcosa agisce sull’anima provocando un effetto sul sangue e per suo mezzo sul corpo fisico e quindi sull’aspetto dell’interessato.

L’effetto può anche essere più intenso.

 

È noto che chi svolge una vita spirituale lascia un’impronta della sua attività nella sua fisionomia; si può riconoscere se un uomo ha trascorso una vita dedita al pensiero, oppure no. In questo modo l’umanità lavora ancora al suo aspetto esteriore; chi ha nobili sentimenti li esprime pure con nobili gesti. Questi i piccoli residui del lavoro svolto dal genere umano su se medesimo nel corso dei millenni.

 

Mentre l’uomo oggi può soltanto far affluire o defluire il sangue dalle sue guance, in precedenza egli si trovava interamente sotto l’influenza di un mondo d’immagini, espressione del mondo spirituale. Il risultato era che l’uomo poteva lavorare molto più intensamente alla trasformazione del suo organismo, anche perché il corpo era più plastico.

 

Un tempo si poteva non soltanto allungare la mano per indicare qualcosa col dito, ma si poteva dirigere la propria volontà nella mano stessa; si giungeva cioè a dare una forma alla mano facendovi crescere le dita come appendici. Un tempo i piedi non erano ancora permanenti, ma l’uomo li poteva allungare fuori da se stesso come appendici, secondo le sue necessità. L’uomo dava una forma al suo corpo a seconda delle immagini che percepiva nel mondo circostante.

 

Nella nostra epoca materiale, questa trasformazione è la più lenta possibile, ma in avvenire ritornerà più rapida. Allora l’uomo riavrà maggiore influenza sulla sua corporeità fisica.

Studiando l’iniziazione vedremo con quali mezzi egli possa arrivare a influenzare il corpo; e se anche non potrà raggiungere il risultato in una sola vita, potrà fare molto per la sua prossima incarnazione.

 

L’uomo stesso determinerà dunque il futuro aspetto del suo corpo.

Diventando sempre più plastico, vale a dire eliminando le parti dure, l’uomo va incontro al suo avvenire.

Verrà un tempo in cui l’uomo, come per il passato, vivrà per così dire al di sopra delle sue parti terrene.

 

Questo stato, paragonabile all’attuale stato di sonno, verrà poi sostituito da un altro, nel quale l’uomo sarà in grado di separare volontariamente il suo corpo eterico da quello fisico.

La parte più densa dell’uomo rimarrà giù sulla Terra, ed egli la userà da fuori come un utensile.

L’uomo non porterà più il corpo in modo da abitarvi, ma aleggerà sopra di esso, mentre il corpo medesimo sarà divenuto più fine e più tenue.

 

Una simile descrizione appare oggi come una fantasia, ma dalle leggi spirituali la si può apprendere con precisione, proprio come dalle leggi dell’astronomia è possibile calcolare in anticipo eclissi di Sole e di Luna.

L’uomo trasformerà soprattutto il sistema della procreazione.

Molti non riusciranno a immaginare come possa mai esistere un modo di riproduzione diverso dall’attuale.

Eppure sarà così, e la riproduzione si modificherà.

Questa, con tutti gli impulsi ad essa connessi, in avvenire avrà sede in un altro organo.

 

La laringe umana già oggi si prepara a diventare il futuro organo della riproduzione.

Oggi essa può solo produrre vibrazioni sonore, può soltanto trasmettere all’aria il contenuto delle parole, in modo che le onde corrispondano alle parole stesse.

Più avanti, dalla laringe non si farà strada soltanto la parola con il suo ritmo, ma l’uomo potrà illuminare e compenetrare la parola con la materia stessa.

Mentre oggi la parola diviene solamente onda sonora, in avvenire l’intimo essere dell’uomo, la sua stessa immagine oggi ancora in parola, verrà emessa dalla laringe.

L’uomo sorgerà dall’uomo, l’uomo pronunzierà se stesso.

In avvenire la nascita di un nuovo essere umano avverrà perché questo sarà stato emesso da un altro uomo.

 

Queste cose gettano una certa luce su alcuni fenomeni che nessuna scienza riesce a spiegare.

Il modo di riproduzione modificato, in avvenire di nuovo senza sesso, subentrerà all’attuale.

Per questo fatto, al momento della pubertà, nell’organismo maschile avviene anche una trasformazione della laringe, e la voce si abbassa; il fenomeno accenna così alla relazione fra i due fatti.

In questo modo l’occultismo penetra e chiarifica sempre maggiormente fatti della vita, per i quali la scienza materialistica non sa dare alcuna spiegazione.

 

Come la laringe subirà una metamorfosi, così anche il cuore umano verrà trasformato.

Esso è l’organo più strettamente legato con la circolazione del sangue.

La scienza crede che il cuore sia una specie di pompa, dando così un’immagine fantastica e grottesca, come fa oggi il materialismo.

La forza di movimento del sangue è data dai sentimenti dell’anima; questa mette in movimento il sangue, e il cuore si muove perché a sua volta è spinto dal sangue.

Vale a dire, è vero esattamente il contrario di quanto asserisce la scienza materialistica.

 

Oggi l’uomo non può guidare il cuore a sua volontà; se per esempio egli ha paura, il cuore batte più in fretta, perché il sentimento agisce sul sangue e questo accelera i movimenti del cuore.

Quello che oggi l’uomo subisce indipendentemente dalla sua volontà, sarà in suo potere più avanti, a un gradino superiore dell’evoluzione; egli potrà cioè far pulsare il sangue a sua volontà, e muovere quindi il cuore, come oggi avviene per i muscoli della mano.

 

• Per la scienza attuale il cuore, con la sua strana struttura, è una vera croce. Esso ha cioè fibre muscolari striate, altrimenti esistenti soltanto in muscoli che possono venir mossi a volontà. Come mai?

Perché il cuore non è ancora arrivato alla fine della sua evoluzione, ma è un organo del futuro, nel senso che diverrà un muscolo volontario. Perciò già oggi ne mostra la disposizione nella sua struttura.

In tal modo tutto quanto avviene nell’anima modifica la struttura umana.

 

Si potrà avere un’idea dell’avvenire del genere umano, di future incarnazioni planetarie della nostra Terra, pensando a quando l’uomo sarà in grado di creare un suo simile con l’emissione della parola, a quando il suo cuore sarà divenuto un muscolo volontario e a quando altri organi si saranno pure modificati.

Sulla Terra attuale l’umanità arriverà soltanto al punto permessole dall’influenza esercitata dal regno minerale.

Pur essendo sorto per ultimo, questo scomparirà per primo nella sua forma odierna.

L’uomo allora non costituirà più il suo corpo con sostanze minerali, come fa attualmente; il corpo umano dell’avvenire sarà formato solamente da sostanze vegetali; scomparirà tutto quanto di minerale oggi agisce nell’uomo.

 

Solo per citare un esempio che potrà anche apparire grottesco, si pensi che oggi l’uomo sputa la comune saliva, vale a dire una sostanza minerale, perché il suo corpo fisico è sostanziato di processi minerali, reciprocamente influenzantisi.

Quando l’uomo avrà terminato la sua evoluzione minerale, non sputerà più saliva minerale, ma anch’essa sarà di natura vegetale – in un certo senso l’uomo sputerà dei fiori.

Nessuna ghiandola secernerà più sostanze minerali, ma soltanto vegetali.

Il regno minerale verrà cioè superato, perché l’uomo si svilupperà di nuovo verso un’esistenza vegetale.

L’uomo passerà alla vita del pianeta Giove in quanto avrà eliminato tutte le sostanze minerali per giungere all’attività vegetale.

 

Quando poi ci saranno animali diversi da quelli attuali, e l’uomo potrà quindi passare ad essere attivo nel regno animale come lo è oggi in quello minerale, quando il suo cuore sarà progredito al punto da poter essere creativo, allora subentrerà lo stato planetario di Venere.

 

Quando infine l’uomo potrà creare i suoi simili, emettendo la sua stessa immagine, allora sarà compiuto il significato della nostra evoluzione, allora sarà adempiuta la massima: «Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza …».

 

Soltanto se l’uomo si attiene a questo punto di vista, cioè che il corpo venga ritrasformato per l’azione dell’anima, egli riuscirà a modificare realmente il genere umano.

Solo per effetto di un pensiero coltivato in senso occulto e spirituale, avverrà la descritta metamorfosi del cuore e della laringe.

In futuro l’umanità sarà quel che oggi essa pensa.

 

Un’umanità che pensi materialisticamente produrrà in avvenire esseri spaventevoli, mentre nutrendosi di pensieri spirituali essa agirà sull’organismo dell’avvenire in modo da far sorgere corpi umani belli.

Ancora non è del tutto compiuto quel che il pensiero materialistico produce.

Oggi abbiamo due correnti: una grande, materialistica, diffusa su tutta la Terra, e una piccola, spirituale, limitata a pochi uomini.

 

Distinguiamo bene fra evoluzione delle singole anime ed evoluzione delle razze, e non pensiamo che se le razze si modificano verso forme grottesche, anche la singola anima debba fare altrettanto.

Tutte le anime che pensano materialisticamente lavorano alla creazione di una razza cattiva, mentre il lavoro spirituale avrà per risultato la creazione di una razza buona.

Come l’umanità ha contribuito a creare e ha lasciato indietro gli animali, le piante e i minerali, così si separerà la parte cattiva dell’umanità.

 

Nei corpi umani nel frattempo divenuti più elastici, si manifesterà esteriormente la cattiveria interiore dell’anima.

Come oggi ci appaiono grotteschi gli stadi precedenti discesi al gradino delle scimmie, così razze materialistiche rimarranno al livello della cattiveria e popoleranno la Terra.

Dipenderà interamente dal singolo rimanere con la razza cattiva oppure salire alla buona, attraverso una civiltà spirituale.

Sono tutte cose da sapere, se si vuol guardare all’avvenire con vera conoscenza; altrimenti ci aggiriamo per il mondo con gli occhi bendati.

 

Nell’umanità sono attive forze che bisogna conoscere e alle quali bisogna badare; mancherebbe al suo dovere verso l’umanità chi non volesse conoscere le forze che tendono verso l’una o l’altra parte.

Sarebbe però egoismo saperle per solo amore di conoscenza.

Agisce in modo egoistico chi vuol conoscere soltanto per poter guardare nei mondi superiori.

 

Chi invece desidera immettere le conoscenze acquisite nella pratica immediata della vita quotidiana, lavora per il progresso della futura evoluzione dell’umanità.

È molto importante che si impari sempre di più a mettere in pratica la scienza dello spirito.

Risulta quindi che il movimento spirituale ha uno scopo ben determinato, e cioè di plasmare in anticipo l’umanità dell’avvenire.

 

Questo scopo non può essere raggiunto che accogliendo la saggezza spirituale occulta.

Così pensa chi considera la scienza dello spirito il grande compito dell’umanità.

Essa va pensata in relazione con l’evoluzione; non come una curiosità, ma come un impegno che ci si assume.

Più riconosciamo questi fatti, più rapidamente ci avviciniamo alla forma futura dell’umanità nel sesto periodo.

 

• Come al tempo dell’antica Atlantide, in vicinanza dell’Irlanda, gli uomini più progrediti emigrarono verso oriente per fondare le nuove civiltà, così noi abbiamo ora il compito di tendere al grande momento del sesto periodo, quando l’umanità inizierà una poderosa ascesa spirituale.

Dobbiamo cercare di staccarci dal materialismo; i movimenti spirituali devono sapere di svolgere questa funzione di guida nell’umanità, non per immodestia o presunzione, ma per dovere.

Un certo gruppo di persone deve unirsi per preparare l’avvenire, intendendo l’unione non in senso spaziale.

 

Ogni concetto legato a un luogo perde di significato, perché non si tratta più di parentele di stirpe; si tratta invece del fatto che su tutta la Terra degli uomini si uniscano spiritualmente per plasmare l’avvenire in modo positivo.

Perciò mentre la nostra epoca s’immergeva più profondamente nella materia, circa 400 anni fa, da parte della comunità dei rosacroce fu data importanza a quella pratica scienza dello spirito che è capace di dare risposta a tutte le domande della vita quotidiana.

Così si contrappongono evoluzione ed involuzione.

 

Mentre la vecchia conoscenza svolge la sua funzione distruttiva, come è mostrato nella Critica del linguaggio di Mauthner, l’indirizzo spirituale cerca gli elementi riunificatori della saggezza spirituale.

Deriva da questo atteggiamento la nuova scuola iniziatica che conta di guidare l’umanità verso un nuovo avvenire; si collega così il principio dell’evoluzione umana col concetto dell’iniziazione.

 

 

By | 2019-02-04T22:53:49+01:00 Maggio 31st, 2018|L'UOMO FUTURO|Commenti disabilitati su L’AVVENIRE DELL’UOMO