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L’ESSERE UMANO SI ARTICOLA IN SETTE PARTI

L’essere umano si articola in sette parti

O.O. 100 – Evoluzione dell’Umanità e conoscenza del Cristo – 17.11.1907


 

Secondo la scienza dello spirito, l’essere umano che vediamo con i nostri occhi si articola in sette parti.

Il corpo fisico che i nostri organi sensori percepiscono, costituisce solo una parte dell’entità umana.

L’uomo ha in comune il corpo fisico con tutta la natura minerale che lo circonda.

Le forze che agiscono nel nostro corpo fisico sono le stesse che operano nella natura apparentemente inanimata.

Il corpo fisico, però, è compenetrato anche da forze superiori, nello stesso modo in cui una spugna può essere permeata dall’acqua.

 

La differenza tra i corpi animati e quelli inanimati è la seguente:

• le sostanze che costituiscono i corpi inanimati seguono esclusivamente le leggi fisiche, chimiche;

• nei corpi animati, invece, le sostanze sono concatenate secondo modalità molto complesse, ed è solo l’azione esercitata dal corpo eterico quella che permette loro di mantenersi in tali raggruppamenti per loro innaturali ed imposti.

 

La sostanza fisica tende in ogni istante a raggrupparsi in conformità alla natura che le è propria; contro questa tendenza, che, se si attuasse, provocherebbe il decadimento del corpo vivente, lotta in ogni istante il corpo eterico.

Quando il corpo eterico si allontana dal corpo fisico, le sostanze del corpo fisico si raggruppano conformemente alla natura loro propria, e il corpo decade, diviene un cadavere.

Il corpo eterico è, dunque, l’indefesso combattente contro il decadimento del corpo fisico.

• Il corpo eterico costituisce la forza fondamentale di ogni organo.

 

L’uomo ha un cuore eterico, un cervello eterico, eccetera, la cui funzione è quella di mantenere la coesione dei relativi organi fisici. Si può essere facilmente indotti a formarsi una rappresentazione materiale del corpo eterico, per esempio nella forma di una sottilissima nebbia.

In verità, il corpo eterico è una somma di correnti di forza.

Al chiaroveggente si manifestano nel corpo eterico umano alcune correnti importantissime.

Una di queste, ad esempio, sale dal piede sinistro, raggiunge la fronte, in un punto situato tra gli occhi e inserito nel cervello a circa un centimetro di profondità, poi scende nell’altro piede, risale dopo alla mano del lato opposto, e da lì poi al punto di partenza. Si forma così un pentagramma di correnti di forza.

 

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Questa corrente di forza non è l’unica ad essere presente nel corpo eterico, ve ne sono, infatti, moltissime altre! È a questa corrente di forza che l’uomo deve in modo speciale la stazione eretta. Nell’animale, che è vincolato alla Terra dalle membra anteriori, questa corrente non si vede.

 

Riguardo alla figura, alla forma e alle dimensioni del corpo eterico umano, si può dire che le parti superiori sono un’immagine perfetta del corpo fisico.

Le parti inferiori, invece, non coincidono con quelle del corpo fisico.

Il rapporto tra corpo eterico e corpo fisico si fonda su un grande segreto che getta una luce profonda sulla natura umana: il corpo eterico dell’uomo è femminile, quello della donna è maschile.

Si spiega così perché in ogni natura maschile sia presente tanta femminilità, e in quella femminile tanta mascolinità.

 

Negli animali il corpo eterico è più grande del corpo fisico. Il cavallo, ad esempio, presenta alla visione del chiaroveggente una poderosa testa eterica che emerge come una cappa da quella fisica.

Molto più del sangue, dei muscoli, dei nervi, eccetera, sono affini all’uomo le sensazioni di piacere e di pena, di gioia e dolore; in breve gli è molto più affine tutta quella che l’essere umano definisce la sua interiorità. La scienza dello spirito le dà il nome di corpo astrale, un corpo che l’uomo ha in comune solo con gli animali.

Come un cieco nato ha solo una nozione incompleta del mondo che lo circonda, e il mondo dei colori e della luce non esiste per lui, così, nella stessa condizione, si trova l’uomo medio rispetto al mondo astrale.

Egli non lo percepisce, pur essendo il mondo astrale presente, compenetrando ed avvolgendo il mondo fisico.

Se si ha il senso astrale aperto, il mondo astrale diviene visibile.

 

Ma il significato e l’importanza di questo momento nell’evoluzione umana sono molto superiori all’acquisizione della luce degli occhi cui un cieco nato può pervenire grazie ad un’operazione chirurgica. Eppure, sebbene in modo imperfetto, ognuno di noi conosce questo mondo astrale, perché il nostro corpo astrale vi viene trasferito ogni notte.

Riposiamo nel mondo astrale per ristabilire l’armonia del corpo astrale, perché, dal punto di vista scientifico-spirituale, la stanchezza, l’affaticamento, non è altro che una disarmonia nel corpo fisico e in quello astrale.

 

Un paragone valga a chiarire il rapporto esistente tra corpo fisico e corpo astrale.

Prendiamo una spugna e tagliamola in tanti pezzettini, cui facciamo assorbire il contenuto di un bicchiere d’acqua: questo è il paragone con l’uomo medio allo stato di veglia; spremendo poi le spugnette e raccogliendo di nuovo l’acqua nel suo contenitore, vediamo che essa si ricompone in una massa omogenea.

Similmente i corpi astrali umani, che durante il giorno erano individualizzati come le gocce d’acqua assorbite, penetrano nella comune sostanza astrale ove si rafforzano e si rinvigoriscono. Ci si avvede di questo esito la mattina dopo, constatando la scomparsa dell’affaticamento.

Durante il sonno, il corpo astrale delle persone che non sono ancora pervenute alla chiaroveggenza si mescola agli altri corpi astrali.

Diversa è, invece, la condizione del chiaroveggente.

 

Le singole piante non hanno un proprio corpo astrale; è l’intero mondo vegetale ad avere un corpo astrale comune, quello della Terra.

• La Terra è un essere vivente, le piante sono le sue membra.

 

La quarta parte costitutiva dell’essere umano è l’Io.

L’uomo può pronunciare la parola “Io” solo riferendola a se stesso. Questa parola non potrà mai risuonare dall’esterno al nostro orecchio per definire noi stessi.

Quando questo “Io” risuona in un essere, allora si esprime in lui il Dio.

 

Rispetto all’Io, i mondi animale, vegetale e minerale si trovano in una condizione diversa. Un animale, ad esempio, non può dire “Io” a se stesso come non può dire “Io” a se stesso un dito della nostra mano. Il dito che volesse definire il suo Io, dovrebbe indicare l’Io dell’uomo; parimenti anche l’animale dovrebbe indicare un Io appartenente ad un’entità che vive nel mondo astrale. Tutti i leoni, tutti gli elefanti, eccetera, hanno un Io di gruppo comune, cioè un Io dei leoni, un Io degli elefanti, e così via.

Se fosse una pianta a volere indicare il suo Io, dovrebbe rinviare ad un Io comune presente al centro della Terra, nel mondo mentale. Si sa che se un animale viene punto, prova dolore.

Diversa è la condizione dei vegetali. Il chiaroveggente è in grado di comunicarci che il cogliere i fiori o la falciatura del grano è per la Terra una fonte di piacere simile a quella che prova la mucca mentre allatta.

Se, invece, si estirpasse la pianta asportandone anche la radice, si provocherebbe alla Terra lo stesso dolore che proverebbe un animale, se gli si tagliasse un brandello di carne.

Nel mondo astrale l’estirpazione è fonte di dolore.

 

• Se si ponesse questa domanda: dov’è l’Io del mondo minerale? – non si avrebbe la possibilità di trovare nel mondo spirituale un essere cui sia proprio formare un centro. L’Io dei minerali si trova, come forza diffusa in tutto il cosmo, nel mondo spirituale superiore, che la teosofia indica con il nome di devachan superiore.

 

La dottrina esoterica cristiana definisce

• il mondo astrale, quello in cui si trova l’Io degli animali, il mondo dello Spirito Santo;

• il mondo in cui si trova l’Io delle piante il mondo spirituale o devachanico, il mondo del Figlio. Il chiaroveggente che inizi ad avere percezioni di questo mondo, sente parlargli la “Parola”, il Logos.

• Il mondo dell’Io minerale, il mondo spirituale superiore, è detto nella scienza dello spirito il mondo dello Spirito-Padre.

 

L’uomo è un essere in costante evoluzione.

 

Noi ora abbiamo imparato a conoscere tutte e quattro le parti costitutive della sua natura, quelle che Pitagora nella sua scuola definiva la quadruplicità inferiore.

• Il selvaggio, l’uomo civilizzato, l’idealista e il santo hanno tutti queste quattro parti: mentre, però, il selvaggio è schiavo delle sue passioni, l’uomo civilizzato non segue più indistintamente i suoi istinti e le sue brame, l’idealista le segue ancora meno e il santo le domina appieno.

 

L’Io lavora al corpo astrale, dal quale scorpora una parte che nel corso dell’evoluzione umana si ingrandisce sempre più, mentre diviene sempre più piccola la parte ereditata.

In un Francesco d’Assisi l’Io ha interamente elaborato e trasformato il corpo astrale.

Questo corpo astrale trasformato dall’Io forma la quinta parte costitutiva della natura umana: il Sé Spirituale o manas.

 

Ma l’Io può arrivare a dominare anche il corpo eterico o corpo vitale.

La parte del corpo eterico trasformata dall’Io si chiama Spirito Vitale o buddhi.

Ad operare la metamorfosi del corpo eterico sono gli impulsi dell’arte e della religione; fortissimi sono quelli esplicati dalla religione, perché si ripetono quotidianamente: la ripetizione è la forza magica che trasforma il corpo eterico.

Massimo è l’effetto esercitato in tal senso dall’opera cosciente che si svolge nella scuola esoterica, nell’ambito della quale si applicano gli strumenti della meditazione e della concentrazione.

La velocità della trasformazione del corpo eterico e quella del corpo astrale evidenziano un rapporto simile a quello che nell’orologio intercorre tra il movimento delle ore e quello dei minuti. Quando si perviene ad una trasformazione, anche minima, del temperamento — che dipende dalle condizioni presenti nel corpo eterico — il suo valore è superiore a quello di tutte le teorie acquisibili, per quanto intelligenti e numerose possano essere.

 

Massima è la forza necessaria per la metamorfosi cosciente del corpo fisico.

La scuola esoterica fornisce gli strumenti che occorrono a tal fine. Qui posso solo farvi accenno dicendo che questa trasformazione inizia con la regolazione del respiro.

Il corpo fisico metamorfosato in modo cosciente dall’Io si chiama Uomo-Spirito o atma.

 

• La forza per la trasformazione del corpo astrale fluisce a noi dal mondo dello Spirito Santo.

• La forza per la trasformazione del corpo eterico fluisce a noi dal mondo del Figlio o della Parola.

• La forza per la trasformazione del corpo fisico fluisce a noi dallo Spirito-Padre o Padre Divino.

 

By | 2018-06-05T04:00:12+02:00 Giugno 5th, 2018|L'UOMO SETTEMPLICE|Commenti disabilitati su L’ESSERE UMANO SI ARTICOLA IN SETTE PARTI