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L’EVOLUZIONE PLANETARIA SULLA TERRA – I

L’evoluzione planetaria sulla Terra – I

O.O. 99 – La Saggezza dei rosacroce – 02.06.1907


 

Considerando ancora una volta l’uomo nel sonno e nel sogno, si comprenderà meglio il cammino dell’umanità durante le tre incarnazioni precedenti la Terra: quelle di Saturno, Sole e Luna.

Quando l’uomo dorme, per la percezione chiaroveggente il corpo astrale e l’io in esso racchiuso aleggiano al di sopra del corpo fisico.

Il corpo astrale è cioè fuori dei corpi fisico ed eterico, pur restando unito ad essi; esso invia come dei fili, meglio delle correnti, nel grande corpo cosmico, immergendovisi.

L’uomo nel sonno ha quindi i corpi fisico, eterico ed astrale, ma quest’ultimo distende dei tentacoli verso la grande corporeità astrale.

 

Immaginando durevole questa condizione, e cioè che sul piano fisico vi siano solo uomini col corpo fisico compenetrato soltanto dal corpo eterico, mentre sopra di loro aleggiano un’anima astrale e un io, avremmo la condizione dell’umanità sull’antica Luna; con la differenza che sulla Luna il corpo astrale non era molto separato da quello fisico, ma si affondava bene in esso, così come bene si distendeva nel cosmo.

Se invece si pensa allo stato odierno del sonno del tutto privo di sogni, si ha la condizione dell’uomo sull’antico Sole.

Se infine si pensa che l’uomo sia morto e che anche il suo corpo eterico, quello astrale e l’io siano fuori di lui, in modo però che i legami non siano del tutto sciolti e che la parte fuori di lui giaccia nella massa cosmica circostante inviando verso il basso i suoi raggi e lavorando alla corporeità fisica, rappresentandoci tutto questo, si avrà la condizione dell’umanità sull’antico Saturno.

Sul corpo stesso di Saturno esisteva soltanto la nostra corporeità fisica, e intorno vi era un’atmosfera eterico-astrale, a sua volta contenente gli «io».

 

Gli uomini esistevano realmente già su Saturno, ma con una coscienza molto oscura.

Quelle anime avevano il compito di conservare in attività quanto era sotto di loro ed a loro apparteneva.

Esse elaboravano da sopra il loro corpo fisico.

Come la chiocciola si fabbrica la sua casa, così quelle anime elaboravano dal di fuori i loro organi fisici, come si trattasse di uno strumento.

Si può tentare di descrivere come appariva ciò che quelle anime elaboravano da sopra, come appariva l’aspetto di Saturno fisico, o di Saturno in generale.

 

Ho già accennato che allora si andavano formando i germi degli organi dei sensi nella corporeità fisica.

Sulla superficie di Saturno le anime elaboravano esteriormente i germi dei sensi nell’uomo.

Esse vivevano in realtà nello spazio cosmico circostante Saturno, mentre sulla sua superficie si trovava il loro campo d’attività dove elaboravano i germi per gli occhi, le orecchie e gli altri organi sensori.

È difficile descrivere la caratteristica fondamentale della massa di Saturno, perché nelle lingue attuali non esistono parole appropriate, dato che esse sono del tutto materializzate e soltanto adatte per il piano fisico.

Esiste forse un vocabolo che può esprimere la delicata attività eseguita su Saturno: la si può indicare con l’espressione «rispecchiarsi».

La massa di Saturno aveva la caratteristica di rispecchiare in tutte le sue parti la luce, i suoni, gli odori, i sapori che le pervenivano dal di fuori; tutto veniva riflesso,e per così dire nel cosmo si percepiva quel rispecchiarsi nello specchio di Saturno.

 

Si può solo paragonare questo fenomeno con l’atto di guardare un’altra persona negli occhi nei quali si veda riflessa la propria immagine.

Le anime degli uomini si percepivano in quel modo, ma non solo in immagini di colore; esse si assaporavano, si fiutavano, si percepivano in un determinato senso di calore. Saturno era cioè un pianeta che rispecchiava.

Gli uomini viventi nella sua atmosfera riversavano il loro essere in Saturno, e dalle immagini che così sorgevano, immagini creative, si formavano le disposizioni per gli organi dei sensi.

 

Figuriamoci di essere davanti a uno specchio, dal quale la nostra immagine ci venga incontro e inizi a lavorare, che non sia cioè un’immagine morta, quale oggi sorge da uno specchio senza vita. Si avrà allora un’idea dell’attività creativa di Saturno, del modo di vita degli uomini su quel pianeta, del loro modo di lavorare.

Questo avveniva sul globo di Saturno, mentre al di sopra le anime degli uomini, con lo stato di coscienza di trance profonda del quale ho parlato ieri, pur nulla sapendo di quel modo di rispecchiarsi, ugualmente lo effettuavano.

In quella coscienza oscura di trance avevano in loro tutto il cosmo, e di conseguenza dal loro essere si rispecchiava tutto l’universo cosmico.

Esse erano però immerse in una sostanza di natura spirituale, non erano indipendenti, ma costituivano solo una parte della spiritualità che circondava Saturno.

Di conseguenza non esse potevano percepire in ispirito, ma spiriti superiori percepivano con il loro aiuto; esse erano soltanto gli organi di percezione per altri spiriti.

 

Saturno era contornato da tutto uno stuolo di spiriti superiori.

Tutte le entità ricordate dall’esoterismo cristiano quali messaggeri divini e chiamate col nome di angeli, arcangeli, principati, erano comprese e si manifestavano nell’atmosfera di Saturno.

Come la mano appartiene all’organismo, le anime umane di allora appartenevano alle entità nominate; come la mano non ha una coscienza indipendente, le medesime anime non avevano una coscienza propria.

Esse lavoravano attraverso la coscienza di spiriti superiori, partendo da una superiore coscienza cosmica; formavano in quel modo le immagini creative dei loro organi sensori, ed elaboravano nello stesso tempo la massa di Saturno.

 

Non bisogna immaginare che la massa di Saturno fosse compatta come la carne dell’uomo odierno.

Lo stato più denso che al massimo Saturno potè raggiungere non arrivava neppure alla consistenza dell’aria fisica di oggi.

Saturno è certo divenuto fisico, ma è giunto sino alla consistenza del fuoco o calore, nel quale la scienza fisica non vede già più sostanza alcuna.

Per gli occultisti invece il calore è una sostanza ancora più sottile del gas, e ha la caratteristica di espandersi sempre di più.

Consistendo di questa sostanza, Saturno aveva il dono di espandersi, di irradiare, di rispecchiare.

Un corpo del genere irradia tutto, nulla può trattenere.

Saturno non consisteva di una massa uniforme, ma in esso si sarebbe potuto percepire una differenziazione, una sorta di articolazione.

 

Più tardi gli organi umani si arrotondarono in cellule sferiche più grandi di una cellula d’oggi; allora erano sfere piuttosto grandi, dall’aspetto di more.

Su Saturno non si poteva ancora vedere, perché ogni luce che gli arrivasse dall’esterno veniva riflessa lontano.

La massa di Saturno era del tutto oscura, e solo verso la fine della sua evoluzione il pianeta cominciò a baluginare.

 

Nell’atmosfera circostante Saturno si trovavano un certo numero di esseri, perché l’uomo non si preparava da solo i suoi organi sensori; la sua anima non era ancora sviluppata a sufficienza per poter lavorare da sola; lavorava con altre entità spirituali, si potrebbe dire sotto la loro direzione.

Come fa oggi l’uomo, su Saturno lavoravano in modo indipendente certe entità che allora attraversavano il gradino umano, pur non essendo costituite allo stesso modo dell’uomo attuale, dato che la sola sostanza di Saturno era il calore.

Esse avevano bensì la medesima intelligenza, la medesima coscienza individuale dell’uomo attuale, ma non potevano costruirsi un corpo e un cervello fisici.

 

Approfondendo il problema, sappiamo che l’uomo attuale è costituito di quattro parti:

• corpo fisico,              • corpo eterico,                 • corpo astrale                    ed • io;                  e inoltre, predisposti nell’io,

• il sé spirituale,      • lo spirito vitale              e • l’uomo spirituale (manas, budhi e atma).

 

Sulla Terra la parte più bassa, anche se per sua natura la più perfetta, è la corporeità fisica; viene quindi il corpo eterico, poi quello astrale e infine l’io.

Esistono pure altre entità, prive di corpo fisico, il cui elemento inferiore è il corpo eterico.

Esse non hanno bisogno del corpo fisico per poter agire nel nostro mondo dei sensi, ma hanno in più un altro elemento costitutivo, più elevato del nostro settimo.

Altre entità ancora hanno il corpo astrale come parte più bassa, e quindi una nona parte costitutiva; altre ancora, il cui elemento più basso corrisponde al nostro io, hanno in più un decimo elemento.

 

Le entità che hanno l’io come elemento inferiore consistono dunque di:

io      • sé spirituale     •  spirito vitale     • uomo spirituale

e quindi delle parti costitutive ottava, nona e decima, indicate dall’esoterismo cristiano come la divina Trinità:

Spirito Santo      • Figlio o Verbo       • Padre

Nella letteratura teosofica esse sono anche chiamate i tre Logoi.

 

Le entità che hanno l’io come elemento più basso sono proprio quelle che ci interessano nell’evoluzione di Saturno, perché erano allora al gradino umano. Esse erano allora attive con il loro io nelle condizioni del tutto diverse prima descritte;erano i predecessori dell’umanità attuale, gli uomini di Saturno, e irradiavano la sua superficie con il loro io, la loro parte costitutiva più bassa; quelle entità immisero il principio dell’io nella corporeità fisica che si andava formando sulla superficie di Saturno.

Tali entità badavano che il corpo fisico venisse preparato in modo da divenire in seguito il portatore dell’io.

Soltanto un corpo fisico fatto come l’attuale, con mani, piedi, testa e relativi organi sensori, poteva diventare il portatore dell’io al quarto gradino della sua evoluzione, sulla Terra.

Per questa ragione i germi necessari dovevano essere già posti su Saturno.

Gli spiriti che svilupparono l’io su Saturno sono anche chiamati spiriti dell’egoismo.

L’egoismo ha due aspetti: l’uno positivo e l’altro negativo.

 

Se su Saturno e sui pianeti successivi non fosse stato gettato il germe dell’egoismo, l’uomo mai sarebbe diventato un essere indipendente, capace di dire «io» a se stesso.

Dal tempo di Saturno in poi nella corporeità umana venne inoculata la forza che fa dell’uomo un essere indipendente, diverso da qualsiasi altro.

Per questo scopo era necessaria l’azione degli spiriti dell’egoismo.

 

Prescindendo da piccole differenze, vi sono due tipi di spiriti dell’egoismo.

• Alcuni hanno sviluppato l’egoismo in maniera nobile e indipendente, così che servisse per salire sempre più in alto nella formazione del senso della libertà; questo è l’aspetto positivo e indipendente dell’egoismo.

Questi spiriti hanno guidato l’umanità per tutte le successive evoluzioni planetarie, divenendo gli educatori dell’umanità stessa verso l’indipendenza.

 

Su ogni pianeta vi sono spiriti che restano indietro nell’evoluzione, spiriti stazionari, che non vogliono progredire. Da questo fatto deriva una legge, e cioè che quanto è ottimo, se si corrompe, se cade nel «grande peccato» di non seguire l’evoluzione, diventa pessimo.

• A causa della corruzione, il nobile senso della libertà si trasforma nel suo contrario ad opera degli spiriti della tentazione, che deviano verso l’egoismo corrotto. I cattivi spiriti di Saturno sono ancora oggi intorno a noi; tutto il male prende forza da questi spiriti.

 

Al termine della sua evoluzione ogni pianeta ritorna ad uno stato puramente spirituale, cessa per così dire di esistere, entra in uno stato di sonno per poterne in seguito riuscire. Così avvenne anche per Saturno, la cui successiva incarnazione fu l’antico Sole, quel pianeta che si otterrebbe mescolando insieme tutto quanto si trova attualmente sul Sole, sulla Luna e sulla Terra di oggi, compresi i relativi esseri fisici e spirituali.

La caratteristica dell’evoluzione solare è che il corpo eterico prese dimora nel corpo fisico umano disposto in precedenza.

In confronto a Saturno, il Sole ha già una corporeità più densa, paragonabile alla consistenza dell’aria attuale.

Sul Sole la corporeità fisica umana, che l’uomo aveva formata, era compenetrata dal corpo eterico; l’uomo faceva ora parte di un corpo d’aria, come su Saturno di un corpo di calore.

Il corpo eterico era già in basso, ma nell’atmosfera del Sole, nel suo grande corpo astrale, esistevano i corpi astrali uniti con gli «io».

 

• Da lì i singoli uomini agivano verso il basso nel corpo fisico e in quello eterico, come oggi nel sonno quando cioè il corpo astrale è al di fuori e lavora sugli stessi due corpi.

• Gli uomini prepararono allora i primi germi degli odierni organi della crescita, della digestione e della riproduzione, e trasformarono inoltre gli organi dei sensi creati su Saturno, lasciando ad alcuni il loro carattere e modificandone altri in ghiandole e organi della crescita. Tutti gli organi per la crescita e la riproduzione derivano da una trasformazione degli organi di senso, operata dal corpo eterico.

 

• Il corpo del Sole, paragonato a quello di Saturno, presenta una certa differenza perché quest’ultimo era ancora come una superficie a specchio che rifletteva tutte le percezioni sensorie: sapori, odori, e così via. Sul Sole invece era diverso: mentre Saturno rifletteva tutto direttamente senza impadronirsene, il Sole, avendo un corpo eterico, veniva compenetrato da quelle percezioni e soltanto dopo le rifletteva.

• Il corpo dell’uomo di allora, compenetrato dal corpo eterico, si comportava come una pianta attuale nei confronti della luce solare: essa cioè la assorbe, se ne compenetra e quindi la restituisce. Mettendo la pianta in qualsiasi luogo oscuro, essa perde il colore, appassisce; senza luce non vi sarebbe il verde. Così avveniva per il corpo umano sul Sole: esso veniva compenetrato dalla luce e da altri elementi; come la pianta manda indietro la luce dopo averla usata per irrobustirsi, così il Sole la restituiva dopo averla elaborata in se stesso.

 

Sul Sole però il fenomeno non avveniva soltanto con la luce, ma anche con sapori, odori, calore, e così via; ogni cosa entrava nel Sole e ne veniva quindi irradiata fuori.

Il corpo umano sul Sole era cioè allo stadio del vegetale, pur non avendo l’aspetto di una pianta attuale, perché soltanto sulla Terra questa si è formata come è.

Le ghiandole, che si possono considerare organi per la crescita e la riproduzione e che oggi sono tutte all’interno del corpo, sul Sole erano come ora sulla Terra sono le montagne e le rocce.

Le anime umane vi lavoravano allora come oggi si lavora e si cura un giardino.

Il Sole restituiva gli elementi dello spazio cosmico, brillava di stupendi colori, emetteva magnifici suoni ed esalava deliziosi aromi; l’antico Sole era davvero un meraviglioso essere cosmico.

 

Allora gli uomini lavoravano al loro corpo come ancora oggi certi esseri, per esempio i coralli, lavorano dal di fuori alla loro costruzione.

Tutto questo avveniva sotto la guida di esseri superiori, perché nell’atmosfera del Sole esistevano entità superiori.

A noi interessa specialmente una categoria di tali entità, quella che era allora allo stadio al quale è oggi l’uomo.

Su Saturno si trovavano al gradino umano gli spiriti dell’egoismo, che introdussero il senso della libertà e dell’indipendenza.

Sul Sole abbiamo invece altri esseri che come loro parte costitutiva inferiore non hanno l’io, bensì il corpo astrale.

• Essi consistevano di corpo astrale, io, sé spirituale, spirito vitale, uomo spirituale e, come ottava parte, di Spirito Santo, secondo la denominazione esoterica cristiana; come nona parte avevano il Figlio, il Verbo, nel senso del Vangelo di Giovanni.

Essi non avevano ancora la decima parte costitutiva, ma in basso avevano aggiunto il corpo astrale. Erano gli esseri attivi sul Sole che guidavano tutto il lavoro astrale. Si differenziavano dagli uomini attuali perché questi respirano l’aria che circonda la Terra, mentre quegli spiriti respiravano il calore o il fuoco.

 

• Il Sole stesso era una specie di massa aeriforme, ed era circondato dalla sostanza che prima costituiva il Saturno e cioè dal fuoco, dal calore.

La parte condensatasi costituiva il Sole aeriforme, mentre quella che non potè condensarsi era una specie di mare di fuoco fluttuante.

Gli esseri di cui parliamo potevano vivere sul Sole, inspirando ed espirando il calore, il fuoco; portano perciò il nome di spiriti del fuoco.

Essi erano allora al gradino umano e lavoravano al servizio dell’umanità.

Questi esseri sono anche chiamati spiriti del sole o del fuoco.

 

Mentre l’uomo aveva allora la coscienza di sonno, gli spiriti solari del fuoco avevano la coscienza dell’io.

Da allora essi pure si sono evoluti e hanno raggiunto gradini superiori di coscienza.

Nell’esoterismo cristiano vengono chiamati arcangeli.

Lo spirito più evoluto, che sul Sole era in veste di spirito solare del fuoco, e che ancor oggi è attivo sulla Terra con coscienza supremamente sviluppata, è il Cristo.

Lo spirito più evoluto di Saturno, era invece il Dio Padre.

 

Secondo l’esoterismo cristiano uno spirito solare del fuoco, il più elevato, il reggente degli spiriti del Sole, si incarnò nel corpo fisico del Cristo Gesù.

Per poter venire sulla Terra ed essere qui attivo, egli dovette usare un corpo fisico e sottostare alle condizioni terrene dell’uomo.

• Sul Sole abbiamo quindi un corpo solare, il corpo del pianeta Sole, gli spiriti-io o spiriti del fuoco, ed il Cristo, il reggente del Sole, lo spirito più evoluto. Egli era lo spirito centrale del Sole, quando la Terra fu Sole; quando la Terra fu Luna egli era più evoluto, ma rimase unito alla Luna, come ora, che la Terra è Terra ed egli è ancora maggiormente evoluto, rimane con la Terra, quale spirito massimo del pianeta. La Terra è oggi il suo corpo, come lo fu il Sole. Le parole di Giovanni sono quindi da prendere alla lettera: «Chi mangia il mio pane, mi calpesta con i piedi», perché la Terra è il corpo di Cristo!

Quindi gli uomini che mangiano il pane preso dalla Terra, che camminano sulla Terra, calpestano il corpo del Cristo. Quelle parole sono dunque da prendere alla lettera, come d’altra parte sono da prendere alla lettera tutti i documenti religiosi. Bisogna prima conoscere le parole nel loro vero significato per poterne cercare lo spirito.

 

• Si noti che non tutti gli esseri esistenti nella massa solare giunsero allo sviluppo del quale si è parlato.

Alcuni erano rimasti al gradino di Saturno, perché non potevano assorbire e rimandare quanto irraggiava su di loro dallo spazio cosmico; essi lo riflettevano direttamente senza farsene compenetrare.

Questi esseri riapparvero sul Sole come una specie di parte oscura, come qualcosa che non emetteva luce propria; essendo entro la massa solare, circondati da altra massa risplendente di luce propria, risultavano come punti oscuri.

Sul Sole si devono perciò distinguere i punti che irradiavano nello spazio cosmico quanto avevano ricevuto, da quelli che non potevano invece irraggiare verso l’esterno. Erano come degli intarsi oscuri nella massa solare, poiché nulla avevano imparato su Saturno.

Come il corpo umano non è costituito soltanto da ghiandole e da organi per la crescita, ma anche da parti morte inserite, così il Sole era compenetrato da quegli intarsi oscuri.

 

• Il nostro Sole attuale deriva dall’antica massa solare; esso ha espulso la Luna e la Terra, trattenendo soltanto la parte migliore.

Le cosiddette macchie solari rappresentano nel Sole attuale quanto già esisteva nell’antica massa solare, quali residui di Saturno.

Esse sono gli ultimi residui di Saturno, quel che rimase oscuro intarsio nella massa solare rilucente.

La saggezza occulta scopre le sorgenti spirituali nascoste dei fatti fisici.

La scienza fisica rileva le cause fisiche delle macchie solari attraverso l’astronomia o l’astrofisica, ma le cause spirituali restano però i residui di Saturno.

 

Ci si può chiedere quanti regni ci fossero su Saturno: solo uno i cui ultimi rudimenti sono presenti nell’attuale regno minerale.

Parlando del passaggio dell’uomo attraverso il regno minerale, non dobbiamo pensare al regno minerale di oggi.

Le ultime tracce del minerale di Saturno sono da vedere piuttosto negli occhi, nelle orecchie e negli altri organi sensori degli uomini, perché questa è la nostra parte più fisica, più minerale.

L’apparato visivo è come un apparecchio fisico e rimane invariato anche per qualche tempo dopo la morte.

 

• Quell’unico regno di Saturno, sul Sole si eleva poi a una specie di esistenza vegetale, e il corpo dell’uomo ci appare come una pianta.

La parte del regno di Saturno rimasta indietro divenne invece una specie di regno minerale sul Sole, e assunse l’aspetto di organi sensori atrofizzati, che non avevano potuto raggiungere il loro scopo.

Ma tutte le entità sul Sole, in via di divenire uomini, non avevano ancora un sistema nervoso; esso è stato aggiunto dal corpo astrale soltanto sulla Luna. Neppure le piante hanno il sistema nervoso, e la scienza cade in equivoco attribuendone uno al regno vegetale.

 

I corpi astrali, in particolare quelli degli spiriti del fuoco, inviavano una specie di corrente nelle corporeità fisiche ed eteriche che erano in basso; erano correnti di luce che si distribuivano a forma di albero.

Quelle correnti sul Sole, che in seguito si sono condensate e hanno assunto una forma definita, hanno lasciato un ultimo residuo nel cosiddetto plesso solare, l’ultimo riflesso, condensato sino nella materia, delle antiche correnti esistenti sul Sole; dal Sole deriva anche il nome di plesso solare.

Il corpo dell’uomo sul Sole deve essere pensato come compenetrato di raggi provenienti dall’alto e intrecciantisi a forma di albero, del che si ha un ricordo nelle numerose ramificazioni esistenti nel plesso solare.

Nella mitologia germanica quelle ramificazioni sono rappresentate nel frassino sacro, anche se esso ha altri diversi significati.

 

Il Sole entrò quindi in uno stato di sonno, e si trasformò poi in quella che in occultismo vien chiamata antica Luna.

Si tratta della terza incarnazione della Terra nella quale esiste di nuovo uno spirito centrale di guida.

Come il massimo reggente di Saturno, lo spirito-io, appare quale Dio Padre, e il reggente del Sole, il massimo dio solare, appare come Cristo, così il reggente dell’esistenza lunare appare come Spirito Santo, con tutte le sue schiere, chiamate nell’esoterismo cristiano messaggeri della divinità, angeli.

 

Abbiamo così parlato di due giorni della creazione, chiamati nel linguaggio esoterico dies Saturni e dies Solis, ai quali si aggiunge il dies Lunae, o lunedì. Si è sempre stati coscienti che si aveva a che fare con le divinità guide di Saturno, del Sole e della Luna.

La parola dies = giorno e deus = Dio hanno la stessa origine

e di conseguenza dies può essere tradotto ugualmente bene con dì o con Dio.

Si può quindi dire, per dies Solis,  sia giorno del Sole (Sonntag in tedesco) sia Dio del Sole, intendendo comunque in pari tempo lo spirito del Cristo

(in italiano domenica, o giorno del Signore).

 

By | 2019-10-03T20:53:57+02:00 Giugno 6th, 2018|TERRA|Commenti disabilitati su L’EVOLUZIONE PLANETARIA SULLA TERRA – I