/////L’IMPULSO DI MICHELE E IL MISTERO DEL GOLGOTA – I

L’IMPULSO DI MICHELE E IL MISTERO DEL GOLGOTA – I

L’Impulso di Michele e il mistero del Golgota – I

O.O. 152 – Verso il mistero del Golgota – 18.05.1913


 

Sommario: Il periodo di Gabriele da poco trascorso. Il periodo di Michele che inizia a partire dall’ultimo terzo del secolo XIX. L’avanzamento di Michele alla gerarchia delle Archai. Effetti del mondo spirituale in quello fisico. L’impulso di Michele e la concezione antroposofìca del mondo.

 

L’ultima volta che fui qui tra voi potei esporvi, in due conferenze, alcuni fatti relativi alla vita tra la morte e una nuova nascita. Quella volta avevo dunque scelto un punto di vista che prendeva in considerazione tutta l’importanza, tutto il significato di una conoscenza della vita compresa fra la morte e una nuova nascita; e lo avevo scelto perché le forze e le entità che l’uomo incontra lì, estendono la loro azione alla nostra vita che trascorriamo invece tra la nascita e la morte.

 

Oggi mi propongo anzitutto di parlare di diverse cose che possono mettere in evidenza la grande missione della concezione antroposofica del mondo, partendo dal carattere complessivo della nostra attuale epoca di civiltà. Ho fatto rilevare spesso – trattandone anche piuttosto a fondo – che noi ci troviamo effettivamente in un periodo importante dell’evoluzione terrestre dell’umanità. Ho anche sottolineato molte volte che spesso si designa superficialmente qualsiasi epoca come una cosiddetta “epoca di transizione”; il nostro tempo però va riconosciuto, se non proprio come un periodo di transizione, certo come un’epoca di grande significato per l’intera evoluzione dell’umanità.

 

Un primo punto di vista che vorrei presentare qui oggi (e che del resto ho già menzionato molte altre volte) è il seguente: noi sappiamo che l’antroposofia, a causa di certe necessità evolutive dell’umanità, deve oggi penetrare nella civiltà umana; e se è vero che i suoi risultati possono scaturire soltanto dall’indagine di un ricercatore dello spirito particolarmente preparato, è pur vero anche che l’antroposofia può venire compresa da ogni anima umana che l’affronti con sufficiente oggettività.

 

A questo punto si può naturalmente obiettare che sono poche le persone alle quali sembra vero quello di cui parla l’antroposofìa. La maggioranza della gente invece considera ciò che proviene dalla scienza dello spirito, dall’indagine spirituale, come fantasticherie, come vaneggiamenti, se non peggio.

Che cosa sta realmente alla base di giudizi tanto divergenti? Di fronte al fatto che oggi molta gente dichiari: “Noi non siamo in fondo in grado di comprendere l’antroposofìa, essa ci sembra proprio una fantasticheria”, è forse possibile sostenere che questa verità, compresa da pochi, sia tuttavia accessibile a una conoscenza umana libera da pregiudizi?

 

Ho spiegato ieri in una conferenza pubblica in che modo si possa pervenire a conoscenze soprasensibili, mostrando che si possono liberare certe forze dell’anima dal loro impegno nella sfera del corpo. Ho detto che le menzionate forze del pensare, del linguaggio e del volere possono liberarsi, emanciparsi dai loro legami corporei, in modo da operare solo nell’ambito animico-spirituale: esse diventano allora le forze elaborate appunto con la meditazione, la concentrazione, la contemplazione, capaci di penetrare nei mondi soprasensibili.

 

Tutte le forze che rendono atti a penetrare nei mondi soprasensibili derivano

dalla capacità di distaccare la propria anima da tutto ciò cui l’uomo è congiunto nella sfera corporea.

Dobbiamo dunque considerare le forze con le quali si possono esplorare i mondi soprasensibili

come forze dell’anima libere dal corpo.

 

Esiste però nella vita di tutti i giorni una forza dell’anima che in certo modo ha già in sé

quello a cui, per le altre forze dell’anima, si aspira nell’indagine spirituale:

è la forza del pensiero quale si esprime nell’ordinario, sano intelletto umano privo di pregiudizi.

Infatti, questa ordinaria forza del pensiero può, con certe premesse,

manifestarsi già come qualcosa di libero dal corpo, anche senza venire ulteriormente sviluppata.

 

Per quanto riguarda il pensare, le cose stanno così:

questa facoltà di pensare di cui oggi ogni anima può disporre come di una forza,

ha per così dire due facce, è una specie di testa di Giano.

• Da un lato il pensare dipende dal cervello,

e porta a coscienza solo ciò che si rispecchia nel cervello, nel sistema nervoso;

in tal caso è un pensare piuttosto passivo, che vuole appoggiarsi allo strumento del cervello.

• Dall’altro il pensare può liberarsi già mediante un semplice appello interiore

– senza ricorrere ad alcuna meditazione -,

acquistando coscienza della propria vera essenza e volendosi liberare dalla dipendenza dal cervello:

in questo caso si tratta piuttosto di un pensare attivo.

 

Entrambi sono aspetti del pensare abituale e sano, di cui oggi ogni anima può disporre.

Il pensare è presente in ogni anima, ma può venire utilizzato in due modi diversi.

 

• L’uomo può rafforzarsi in se stesso, può configurare dei pensieri in se stesso:

allora il pensare è in piena attività, tanto da poter venire incontro a tutto,

anche alle affermazioni scientifico-spirituali in apparenza più audaci.

• Se invece il pensare non è disposto a rafforzarsi, ad afferrarsi nella propria attività,

allora è costretto ad appoggiarsi allo strumento del cervello

e produce solo pensieri afferrabili con lo strumento del cervello:

in questo caso l’uomo non pensa attivamente, ma passivamente.

 

• Se non per il nostro immediato presente, certamente per il futuro

la distinzione fra pensatori attivi e pensatori passivi sarà più importante di ogni altra.

 

Chi rafforza anche solo un poco in sé un pensare libero e autonomo, chi è capace di pensare in modo attivo,

viene spinto già dall’impulso di questo tipo di pensiero verso l’indagine scientifico-spirituale.

 

Coloro che invece non vogliono pensare in modo attivo, ma solo in dipendenza dal cervello, diranno che l’indagine antroposofica è semplicemente frutto di fantasia, perché non hanno alcuna idea di quello che può essere compreso da un pensare libero, e perché preferiscono rimanere tributari dello strumento del cervello. Si potrebbe quasi dire che non vogliano pensare essi stessi in se stessi, ma che preferiscano lasciare che “si pensi” in loro, in loro vece.

 

Proprio da questo punto di vista l’adesione alla concezione antroposofica, il comportamento nei suoi confronti,

è in fondo una scelta tra attività e rinvigorimento interiori, oppure interiori indolenza e pigrizia.

 

Un pensare che voglia essere attivo e voglia rafforzarsi interiormente comprende i risultati della scienza dello spirito;

un pensare che voglia servirsi della stampella, dello strumento, acquistando coscienza dei pensieri solo tramite lo specchio del cervello, è un pensare pigro e passivo, che per comodità dovrà respingere l’indagine antroposofica.

 

Tutte le critiche, filosofiche o altre, che corrono per il mondo rivestite di un carattere apparentemente brillante e scientifico, secondo cui le affermazioni dell’indagine antroposofica sono incomprensibili, sono fondate sopra una più o meno inconscia, ma profonda, indolenza del pensiero umano che si rifiuta di esplicare attività e preferisce restare passivo. Certo, l’adesione alla concezione antroposofìca del mondo non è comoda!

 

In sostanza le cose stanno proprio così. E al fondo di quanto si può ascoltare in certi ambiti (che oggi magari non si appellano più al materialismo, ma forse al “monismo”), dove si tuona contro le “fantasticherie” della scienza dello spirito, al fondo delle argomentazioni che vi si ascoltano si trova ben altro da ciò che vien detto. Alla base di tutto sta l’incapacità di procedere al pensare attivo, nonché la presunzione (poiché non si vuole fare personalmente lo sforzo di sollevarsi al pensare attivo) di innalzare la comodità del pensiero passivo a supremo criterio dell’indagine umana.

 

Già nella vita ordinaria la pigrizia di certe forze dell’anima porta talora a un fenomeno che non è raro osservare. Se qualcuno si propone di ascoltare un discorso pubblico, ma è troppo pigro per seguirne l’esposizione, a poco a poco si addormenta, perdendo in tal modo ciò che era sua intenzione ascoltare (ma forse non era affatto sua intenzione!). Tutte le persone che non riescono a trovare in sé l’energia necessaria per un pensare attivo, ora e nel prossimo futuro avranno a che fare con un tale sonno nei riguardi di un impulso evolutivo necessario all’umanità. Si perderanno in questo modo cose importantissime: perché, anche se molti non ne vogliono sentir parlare, dietro a ciò che si svolge nel nostro mondo dei sensi si trovano le forze degli esseri soprasensibili e i processi soprasensibili. Ma anche se una parte dell’umanità vuole dormirci sopra, quello che accade veramente, i processi soprasensibili, si svolgeranno ugualmente. Nella nostra epoca abbiamo a che fare con processi soprasensibili importanti; e tutti i processi sensibili sono l’espressione esteriore di processi soprasensibili. Se per così dire si riesce a vedere oltre il velo dei fatti sensibili del nostro tempo, si perviene ai processi soprasensibili. Per caratterizzare questi ultimi, che sono poi quelli realmente importanti, vogliamo ricordare come tutta la vita nell’universo consista in un’evoluzione ascendente.

 

Seguendo il cammino evolutivo dell’uomo, lo troviamo anzitutto, nel suo primo abbozzo, nell’antico periodo di Saturno; lo ritroviamo poi, compenetrato da un nuovo elemento, nel periodo dell’antico Sole, ulteriormente sviluppato poi al tempo dell’antica Luna, e infine dotato del quarto elemento, dell’io, nel periodo della Terra. Sappiamo anche che nel periodo detto di Giove le sue forze animiche assumeranno una configurazione tale, che egli potrà paragonarsi alle entità della gerarchia degli Angeli.

Come l’uomo procede e ascende nella sua evoluzione, così anche le altre entità, appartenenti alle diverse gerarchie, procedono da gradini inferiori a gradini più alti. Non solo la gerarchia umana sottostà dunque a una tale evoluzione ancora crescente, ma vi sottostanno anche le gerarchie che sono al di sopra dell’uomo.

 

Tra queste gerarchie prendiamo quella degli Arcangeli, che stanno due gradini al di sopra degli uomini. Ho già ricordato ieri che in certi ambienti si ammette magari che si possa parlare dello spirito in modo generico. Se però si viene a parlare di classi, di ordini, di individui, come si fa nelle scienze a proposito di piante o di animali, allora le persone colte del giorno d’oggi se ne hanno molto a male! Eppure bisogna farlo, se ci si vuole occupare del mondo spirituale in modo concreto.

 

Nel ciclo di conferenze da me tenute a Oslo sulle anime dei popoli, è stato mostrato che l’evoluzione dei diversi popoli è connessa con la gerarchia degli Arcangeli. Le diverse epoche che si susseguono sono invece sottoposte alle forze primordiali, alle Archai (o Spiriti della personalità).

Se poi prendiamo gli esseri più importanti nella schiera degli Arcangeli, troviamo dei nomi noti, nomi che si possono usare, come si usano anche altri nomi: Raffaele, Gabriele, Michele, e così via.

Noi possiamo chiamare con questi nomi quelle entità, perché il nome non è davvero la cosa essenziale. Noi le denominiamo appunto così come denominiamo anche altre cose. Quelle entità assumono una certa importanza nei fatti dell’evoluzione soprasensibile, che andiamo scoprendo; e dall’evoluzione soprasensibile dipende poi lo sviluppo degli eventi sensibili.

 

In effetti, con la scienza dello spirito possiamo distinguere abbastanza bene i singoli esseri della gerarchia degli Arcangeli. Non in modo astratto, con una semplice ed arbitraria denominazione, ma nel senso che i principali impulsi di civiltà attivi esteriormente nel mondo sensibile su un determinato territorio, per esempio nei primi secoli cristiani, li troviamo dominati da un’entità spirituale diversa da quella che ha dominato i principali impulsi di civiltà del dodicesimo e del tredicesimo secolo, e diversa anche dall’entità che guida la nostra civiltà attuale.

Fermiamoci per ora a ciò che importa per lo sviluppo della civiltà del nostro tempo. Qui dobbiamo chiaramente distinguere il carattere del periodo che ebbe inizio circa nel quindicesimo e sedicesimo secolo, periodo segnato soprattutto dalla nascita delle nuove scienze naturali e dal loro grandioso sviluppo nel diciannovesimo secolo, sviluppo che non si può mai ammirare abbastanza.

 

Se si considerano questi secoli di lavoro scientifico dell’umanità intera, bisogna dire che essa è stata diretta da certi popoli guidati a loro volta, dal mondo soprasensibile, da un ben determinato essere della gerarchia degli Arcangeli: questo essere si distingue con la massima precisione dall’altro essere che invece guida attualmente dal mondo soprasensibile l’epoca spirituale di civiltà che sta ora iniziando. Volendo dare a queste entità-guida della schiera degli Arcangeli dei nomi che sono diventati abituali in Occidente, si può dire che, a partire dall’epoca di Cristo, entità diverse hanno avuto funzione di guida della civiltà in evoluzione. Senza voler attribuire a questi nomi un’importanza eccessiva, citerò proprio i nomi di una serie di entità della gerarchia degli Arcangeli, così come si citano i nomi di persone che partecipano a una qualunque attività sul piano fisico. Ecco dunque i nomi di una serie di entità della gerarchia degli Arcangeli che hanno successivamente dominato la civiltà in progresso:

Orifiele, Anaele, Zacariele, Raffaele, Samaele, Gabriele, Michele.

 

Gabriele è stato lo spirito-guida nel periodo di civiltà che, per il mondo spirituale, si è concluso appunto nell’ultimo terzo del diciannovesimo secolo.

E in effetti con quest’ultimo terzo del diciannovesimo secolo comincia (e si renderà sempre più manifesta) un’epoca nella quale influssi ed impulsi del tutto diversi fluiranno dal mondo soprasensibile in quello sensibile.

• Mentre nel periodo precedente le anime umane erano di preferenza rivolte a quanto percepiscono i sensi, a quanto l’intelletto può comprendere,

gli uomini del tempo avvenire (se non vorranno perdere, quasi come sopraffatti da un sonno, il progresso evolutivo) dovranno prestare attenzione soprattutto alla saggezza, alle conoscenze che in misura sempre crescente penetreranno dai mondi soprasensibili entro l’evoluzione terrestre sensibile.

 

Parlando in termini esteriori, si potrebbe dire che

nel periodo precedente gli esseri soprasensibili erano stati impegnati a sufficienza a tener fuori il più possibile dalla vita fisica le ispirazioni, le intuizioni provenienti dai mondi soprasensibili. Le gerarchie erano occupate a far sì che quelle forze non penetrassero nelle anime.

D’ora in avanti invece le forze soprasensibili verranno dirette dal mondo soprasensibile in modo che possibilmente molte ispirazioni e intuizioni fluiscano nell’anima umana, sì che questa possa acquistare un sapere fondato su immaginazione, ispirazione e intuizione. Quanto era stato privo di ogni contenuto ispirativo, di ogni conoscenza dello spirituale il periodo precedente, tanto saranno ricchi di contenuto ispirativo e intuitivo tutti i veri e vivi impulsi di civiltà del tempo che ora seguirà.

 

Cinquant’anni fa sarebbe stato impossibile esporre le cose che, per effetto del necessario procedere dell’evoluzione, oggi vi posso enunciare, perché allora sarebbe stato impossibile ricevere direttamente queste cose dai mondi spirituali. La porta si è aperta solo adesso; e come i tempi passati furono i più adatti allo sviluppo dell’intelletto, così il prossimo periodo sarà il più favorevole allo sviluppo dell’ispirazione e dell’intuizione.

 

Due epoche confinano direttamente l’una con l’altra:

• una che era contraria ad ogni ispirazione,

• e l’altra nella quale pur tuttavia esisterà la possibilità di accogliere l’ispirazione e di farla prevalere nelle anime umane,

anche se forze poderose vi si opporranno con ogni mezzo.

 

Guardando più a fondo, si scopre poi che le forze soprasensibili che nel periodo passato non potevano fluire direttamente nelle anime umane, non per questo erano rimaste inattive. Anche se una fisiologia esteriore non è in grado di constatarlo, è pur vero che anche nel periodo di Gabriele si è lavorato sul mondo sensibile, da parte del soprasensibile. Questo lavoro è stato effettuato sul corpo fisico dell’uomo. In quel periodo si formarono nella parte anteriore del cervello certe fini strutture che a poco a poco, grazie alla reggenza di Gabriele, si impressero nel sistema riproduttivo: per cui nascono adesso in gran parte uomini il cui cervello ha nella sua parte anteriore certe strutture, differenti e più fini di quanto fossero ancora negli uomini dei secoli dodicesimo e tredicesimo.

 

Compito dell’epoca in cui gli uomini rivolgevano la loro attenzione al piano fisico-sensibile, rimanendo esclusi dalla conoscenza ispirata, fu che gli impulsi del mondo soprasensibile si riversassero nella corporeità ed elaborassero quelle fini strutture nel cervello.

Tale struttura sarà sempre più presente in coloro che ora si sentiranno capaci di progredire verso un pensare attivo e verso la comprensione della scienza dello spirito. Nella nostra epoca poi, della quale ci troviamo solo all’inizio, le forze soprasensibili non verranno consumate per formare strutture nel cervello, bensì per fluire direttamente nelle anime umane, per agire tramite l’immaginazione e l’ispirazione. Questa è la reggenza di Michele.

 

Due entità si distinguono in questo susseguirsi di Arcangeli:

• l’una, Gabriele, per il fatto che ha guidato l’uomo nel periodo immediatamente precedente il nostro,

ha lavorato sulla struttura più fine del cervello,

• l’altra invece, quella che inizia a lavorare adesso, perché non ha il compito di trasformare un organo umano,

bensì quello di infondere nell’anima umana la comprensione per la scienza spirituale.

Così noi delimitiamo l’una dall’altra le entità che appartengono alla gerarchia degli Arcangeli.

 

Con questi due esempi ho cercato di presentarvi in certo qual modo delle qualità concrete e caratteristiche di tali entità. Non ci vogliamo accontentare di nomi: infatti non si conosce gran che di Gabriele, sapendo solo il suo nome, come non ci dice gran che il fatto di conoscere di una persona solo il nome. Sappiamo invece qualcosa di un tale quando possiamo dire di lui che è compassionevole, o che ha fatto questo e quest’altro. Similmente sappiamo qualcosa di un’entità soprasensibile quando possiamo dire che ha fatto fluire nel corpo fisico umano delle forze capaci di trasmettere nel cervello anteriore certe strutture mediante la forza riproduttiva.

 

E caratterizziamo correttamente l’entità che la segue se possiamo dire

che essa svolge una certa sua parte nello stimolare la comprensione per la verità intuitiva ispirata.

Non tanto per l’indagatore spirituale, per l’iniziato stesso,

quanto per coloro che vogliono comprendere l’indagine spirituale,

che vogliono passare ad un pensare attivo, opera Michele,

ed opererà quando, nei secoli che verranno, queste forze si accresceranno sempre più nell’umanità.

 

Questo trapasso è importante anche sotto un altro aspetto.

Per effetto di ciò che è accaduto, si va formando in misura sempre maggiore un’umanità

che, grazie alla sua organizzazione, sarà davvero in grado, nelle incarnazioni future,

di ricordarsi delle incarnazioni precedenti. Ma l’umanità deve prima mettersi in questa condizione.

 

Non è possibile ricordarsi di qualcosa a cui non si abbia mai pensato. Se alla sera ci si è tolti i polsini e si sono posati i gemelli distrattamente, la mattina seguente non si riuscirà a trovarli, perché non vi si è prestato attenzione. Se invece si avrà prestato attenzione coscientemente all’atto di posare i gemelli, la mattina seguente li si troverà subito.

 

Come questa considerazione vale per la vita d’ogni giorno riguardo alla memoria, così la si dovrebbe comprendere anche per il vasto orizzonte delle precedenti vite terrene. Prima di tutto bisogna ricordarsi dell’intimo nucleo dell’anima, di ciò che realmente trapassa nell’essenza dell’anima: ma per questo dobbiamo appunto avere prima afferrato l’intimo nucleo dell’anima, e ciò è possibile solo con la disciplina occulta.

Se non ci si è sforzati nell’incarnazione precedente di coltivare il pensiero dell’essenza dell’anima, non si potrà neppure ricordarsene, per quanto al riguardo ci si sia ben organizzati. Gli uomini saranno organizzati per quel ricordo, ma in un primo tempo, se non la sapranno usare, essi sperimenteranno tale organizzazione come una malattia, come nervosismo, come una condizione orrenda. Essi infatti saranno organizzati per ricordarsi, ma non avranno nulla di cui ricordarsi. Se l’uomo riceve delle impressioni che è incapace di utilizzare, se dispone di organi che è incapace di usare, allora si ammala.

 

Andiamo dunque incontro al fatto che

nelle epoche future l’umanità sarà sì organizzata per ricordare le precedenti vite terrene,

ma potranno effettivamente ricordarsi soltanto coloro che avranno qualcosa da ricordare:

quelli cioè che avranno conosciuto per mezzo della disciplina occulta l’anima umana

nella sua qualità di parte del mondo spirituale.

n ogni vita terrena che segue a una vita nella quale si sia riconosciuta l’anima come essere spirituale,

sorge il ricordo retrospettivo delle vite precedenti.

 

Ci troviamo dunque ad un importante punto di svolta.

Comprendere la scienza dello spirito significa in sostanza avvertire questo punto di svolta nel nostro tempo.

 

Non tutte le entità della gerarchia degli Arcangeli hanno però le stesse caratteristiche, né il medesimo rango.

Parlando della gerarchia degli Arcangeli si può affermare che essi si alternano nel modo che ho descritto;

ma il più elevato in rango, per così dire, il più alto fra loro

è quello che ha dato inizio alla sua reggenza nella nostra epoca, è Michele.

 

Egli è sì uno della schiera degli Arcangeli, ma è in certo modo il più progredito fra loro. Esiste un’evoluzione, la quale riguarda tutti gli esseri: tutti gli esseri sono impegnati in un’evoluzione ascendente, e noi viviamo nell’epoca in cui Michele, il sommo fra gli Arcangeli, va assumendo la natura delle Archai. Egli diverrà a poco a poco un’entità-guida per l’umanità intera, diverrà cioè uno spirito del tempo.

 

• Questo è il fatto significativo ed enormemente importante della nostra epoca: che noi impariamo a comprendere come ciò che in tutte le epoche precedenti ancora non esisteva, per l’umanità ora è diventato possibile, e deve diventare patrimonio dell’umanità intera. Quell’approfondimento spirituale che finora era comparso presso singoli popoli, può ora diventare accessibile all’umanità intera.

 

Se in tal modo accenniamo a quanto accade dietro il mondo sensibile, possiamo però accennare anche a quello che si svolge sul piano sensibile, quasi come un’impronta esteriore di ciò che abbiamo descritto: cioè dell’avanzamento dell’Arcangelo Michele che ha luogo dietro il mondo sensibile.

 

Finora l’uomo ha potuto essere una personalità:

in avvenire lo sarà pure, ma in un modo diverso da come lo è stato fino al nostro tempo.

In certo modo l’uomo ha partecipato sempre al mondo soprasensibile, per lo meno con la sua vita animica.

Ma la nota personale, la colorazione personale che l’uomo ha messo in evidenza in questo mondo sensibile

non proveniva dall’alto, ma piuttosto saliva dal basso, poiché proveniva da Lucifero:

è stato Lucifero a creare la personalità.

 

Per questa ragione fino a oggi si poteva dire che l’uomo non può penetrare nel mondo soprasensibile con la propria personalità, che non può introdurla nel mondo spirituale: deve estinguerla, altrimenti contamina il mondo spirituale.

 

In futuro sarà compito dell’uomo lasciare ispirare dall’alto la propria personalità,

affinché essa possa accogliere ciò che deve fluire dal mondo spirituale.

La personalità riceverà la propria nota caratteristica dalle conoscenze spirituali che sarà capace di accogliere,

e in tempi futuri diventerà qualcosa di completamente diverso.

In passato l’uomo era una personalità quasi per effetto di ciò che lo strappava dallo spirituale,

per effetto di quello che gli veniva impresso dal corpo;

in avvenire dovrà diventare una personalità grazie a ciò che egli sarà capace di elaborare,

di accogliere dal mondo spirituale.

 

Nel passato le personalità erano determinate dal sangue, dal loro temperamento, da ciò che veniva dal basso, mentre elementi impersonali irraggiavano in esse dalla sfera soprasensibile. Sempre meno sarà possibile in futuro diventare delle personalità per il tramite del sangue e del temperamento; in avvenire si potrà essere una personalità per la partecipazione al mondo soprasensibile. Fluirà fin nel carattere il contenuto degli impulsi soprasensibili. Questo sarà opera dell’impulso di Michele, che introduce appunto nell’anima umana la comprensione del mondo spirituale.

 

In avvenire gli uomini dotati di una personalità spiccata avranno questo carattere, in quanto porteranno ad espressione qualcosa grazie alla comprensione dei mondi soprasensibili. Un Alessandro, un Cesare, un Napoleone appartengono al passato: furono personalità nelle quali certo fluì un elemento soprasensibile, ma la loro forte coloritura personale era dovuta a ciò che essi avevano ricevuto per così dire dal basso.

Le personalità del tipo di un Alessandro, di un Cesare, di un Napoleone verranno sostituite da uomini che saranno delle personalità per il modo in cui porteranno il mondo spirituale entro il mondo sensibile: uomini che porteranno all’umanità il carattere della personalità partendo dalle forze dell’anima.

La forza delle azioni umane in futuro risulterà dal vigore dell’impulso spirituale che in esse sarà fluito.

 

Tutto questo costituisce l’essenziale del trapasso da un’epoca a un’altra.

Ma ciò che caratterizza il più significativo di tutti i trapassi è quello che avviene nella nostra epoca di transizione dal periodo di Gabriele al periodo di Michele.

Anche col normale intelletto si può giungere a comprendere quel che è stato detto oggi, purché si sia abbastanza liberi da pregiudizi per poter guardare a fondo nel carattere del nostro tempo e scorgere come fino all’ultimo terzo del diciannovesimo secolo si scontrino le due diverse possibilità.

 

• La prima possibilità è quella di elaborare una concezione del mondo fondata sulla scienza naturale. Oggi ciò è qualcosa di antiquato, di passato, di non più conforme al carattere del nostro tempo. Lo si fa ancora, certo, perché si continua a portare avanti quel che proviene dal passato.

• E’ però conforme al carattere del tempo nuovo l’edificare una concezione del mondo partendo dalle ispirazioni del mondo spirituale e dalla sua comprensione. Questo è un sentimento che dobbiamo accogliere nella nostra anima, per imparare che cosa significhi la concezione del mondo antroposofica per le singole anime, e per imparare a sentire che cosa significhi l’evoluzione per l’umanità. Ci è concesso di partecipare a fatti molto significativi.

 

Ora vorrei ricordarvi qualcosa di cui ho parlato per inciso qui l’ultima volta, durante le conferenze sul cambiamento di funzione del Buddha. A ciò mi riallaccerò nella mia prossima conferenza.

Le considerazioni odierne si potrebbero concludere in certo qual modo con una domanda, una domanda che può nascere in ogni anima e che ci porterà dalle cose importanti trattate quest’oggi, a cose ancora più importanti.

 

Se ha avuto luogo un innalzamento, un avanzamento di Michele, se egli è diventato lo spirito-guida della civiltà occidentale, chi mai è subentrato al suo posto? Quel posto deve pur essere occupato. Ogni anima dovrà dirsi: dunque anche un Angelo avrà conseguito un innalzamento, un avanzamento, e dovrà salire nella schiera degli Arcangeli. Chi è costui?

Con questa domanda vorrei concludere, avviandomi alle considerazioni ancora più importanti che ci occuperanno dopodomani.

 

Oggi ho voluto proporre alle vostre anime questo importante carattere del trapasso da un’epoca all’altra:

il fatto cioè che le anime capaci di una certa energia

possono avere comprensione per le verità soprasensibili.

 

Questa è infatti la volontà delle potenze cosmiche che stanno dietro all’umanità e che ne guidano l’evoluzione.

Nel mondo sensibile quel grande trapasso si riflette nel fatto che la personalità umana assume una coloritura del tutto diversa; mentre nel periodo testé concluso furono il sangue e il temperamento a conferire dal basso alla personalità la sua coloritura, in avvenire per la personalità del nuovo periodo sarà decisivo l’elemento della comprensione spirituale. Questo sarà l’elemento dominante.

 

Capirlo è importante, ma ancor più importante è realizzarlo.

 

Da questo punto prenderemo le mosse dopodomani, per una significativa considerazione che potrà penetrare in ognuna delle nostre anime.

 

 

By | 2018-12-13T14:45:23+01:00 Dicembre 13th, 2018|MICHELE|Commenti disabilitati su L’IMPULSO DI MICHELE E IL MISTERO DEL GOLGOTA – I