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L’INCONTRO COL GUARDIANO DELLA SOGLIA

L’incontro col Guardiano della soglia

O.O. 138 – Dell’Iniziazione – 27.08.1912


 

Al limite fra mondo dei sensi e mondo dello spirito, non ci troviamo  di fronte a un sistema di concetti,

ma di fronte a una realtà che agisce sì quale realtà soprasensibile, ma è altrettanto concreta e viva come una persona:

è il Guardiano della soglia.

 

Egli è lì come un essere concreto e reale.

Imparando a conoscerlo, lo si conosce quale essere appartenente al novero di quelli che in certo senso parteciparono alla vita fin dall’inizio della Terra, ma che non ebbero parte a quello che sperimentano gli esseri dotati di anima.

 

È l’essere che nel mistero drammatico Il Guardiano della soglia ho cercato di presentare con le parole:

È noto a te, che dai primordi devi

di questo regno custodir la soglia,

quel che varcarla agli esseri abbisogna

che son della tua specie e del tuo tempo;

 

«Del tuo tempo e della tua specie» è una precisazione che deriva dalla natura stessa dei fatti; altri tempi e altra specie hanno gli uomini, altri tempi e altra specie gli esseri che, dall’inizio dell’evoluzione terrestre, procedettero per vie diverse da quelle dell’umanità.

 

Abbiamo di fronte un essere del quale possiamo dire:

egli apprende e sperimenta molte cose del mondo,

ma non si cura dell’amore, del dolore, della pena,

o anche degli errori e delle immoralità che si possano sperimentare sulla Terra;

egli non sa nulla e nulla vuol sapere di quanto fin lì si svolse nella profondità dell’essere umano.

 

La tradizione cristiana esprime tale condizione con le parole: davanti al mistero del divenire umano,

questi esseri si velano il volto. Nella differenza fra quegli esseri e l’uomo sta tutto un mondo.

 

Ed ora si presenta con immediatezza una precisa sensazione per cui, di fronte a un biondo, sentiamo che ha i capelli biondi. Così sorge l’impressione: poiché hai attraversato le civiltà terrene, hai di necessità accolto certe imperfezioni; devi però tornare allo stato originario, sulla Terra stessa devi trovare la via del ritorno, e l’essere che ti sta davanti può indicartela, perché egli non ha accolto i tuoi errori.

Con grandiosità si è davanti a un essere che è come un biasimo reale e uno stimolo verso quel che non siamo. Egli ce lo mostra in modo vivente, e noi ci sentiamo allora ricolmi della conoscenza di quello che siamo o che non siamo; ci troviamo al cospetto di un biasimo vivente.

Quell’essere appartiene alla categoria degli Arcangeli. È un incontro reale che ha lo scopo di mostrarci quel che siamo divenuti quali uomini terreni nell’esistenza sensibile. Quell’incontro significa autoconoscenza nel senso più vero e più ampio. Ci si guarda come si è e come si deve diventare.

 

Non si è però sempre in grado di sopportare tale vista.

Oggi ho solo parlato del mondo concettuale di cui occorre spogliarsi, ma molte altre cose vanno parimenti deposte.

 

Davanti al Guardiano della soglia, si deve in sostanza deporre tutto quanto si sa di se stessi.

Per procedere oltre occorre però avere qualcos’altro.

 

E qui sta il punto! L’obbligo di lasciare indietro tutto quanto si aveva alla soglia determina un’esperienza interiore che bisogna essere in grado di sopportare, e la preparazione a questo gradino della chiaroveggenza deve consistere in un giusto discepolato; essa consiste infatti nell’imparare a sopportare ciò che altrimenti apparirebbe spaventevole, terribile.

(In un sano discepolato, non si può tuttavia parlare di pericoli, poiché esso appunto li elimina). La preparazione deve renderci capaci di sopportare, perché questa è la forza basilare necessaria per ogni ulteriore esperienza. Nella vita ordinaria non si è in grado di sopportare tutto quanto si deve sopportare al cospetto del Guardino della soglia, perché egli è costretto ad agire in modo assai singolare; per non venire frainteso, va riguardato nella prospettiva dei mondi spirituali.

 

L’uomo è un essere nel quale l’attività dei mondi superiori si esplica di continuo; egli però la ignora.

Mentre pensiamo, sentiamo, vogliamo, si esplica sempre in noi un’attività del corpo astrale, connessa col mondo astrale. Però non lo sappiamo, perché non potremmo sopportare la conoscenza delle nostre parti costitutive; la nostra coscienza ne sarebbe stordita. Di conseguenza il Guardiano della soglia, se ci presentiamo non abbastanza preparati, deve nasconderci tutto e anche se stesso; deve gettare un velo sul mondo soprasensibile. Deve farlo per proteggerci, perché stando nell’esistenza sensibile non potremmo sopportare quella vista. Qui un concetto che nel mondo dei sensi va solo riguardato come concetto morale, appare quale diretto ordine naturale.

 

La funzione del Guardiano della soglia

è di mantenere l’uomo nella condizione in cui egli si trova,

di proteggerlo dalla vista del mondo soprasensibile fino a quando vi sia adeguatamente preparato.

 

Abbiamo così cercato di adunare alcune idee atte a guidarci al concetto del Guardiano della soglia.

Rappresentazioni, concetti, idee ed esperienze analoghe ho tentato di compendiare in un libriccino che uscirà nei prossimi giorni e che, studiato assieme alle conferenze, potrà essere un importante aiuto. Esso è suddiviso in una successione di otto meditazioni ed è composto in maniera che il lettore, se fa quelle meditazioni, ne trarrà giovamento per la sua vita animica.

Oggi ho cercato di caratterizzare alcune delle rappresentazioni che possono condurci al Guardiano della soglia.

Partendo da quelle, cercheremo, oltrepassando il Guardiano, di caratterizzare altri aspetti che ci porteranno più addentro nella comprensione del Cristo e dell’iniziazione cristiana.

 

 

By | 2019-10-11T23:45:11+02:00 Settembre 28th, 2018|IL GUARDIANO DELLA SOGLIA|Commenti disabilitati su L’INCONTRO COL GUARDIANO DELLA SOGLIA