LO SCOPO DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA

Lo scopo dell’iniziazione cristiana

O.O. 131 – Da Gesù a Cristo – 14.10.1911


 

Anzitutto va osservato che la via esoterica verso il Cristo Gesù era in ultima analisi anche la via degli evangelisti, di coloro cioè che scrissero i Vangeli. Sebbene lo scrittore del Vangelo di Giovanni abbia egli stesso veduto gran parte di quel che è descritto nel suo Vangelo (e questo si può rilevare nel ciclo di conferenze che tratta del Vangelo di Giovanni), dobbiamo anche dire che la principale sua cura non fu posta nel descrivere soltanto ciò di cui egli si ricordava; questo ci dà infatti solamente quei particolari minuti che appunto, come abbiamo visto, ci sorprendono nel Vangelo di Giovanni. Ma i tratti grandi e maestosi dell’opera del Redentore, del mistero del Golgota vennero attinti anche da questo evangelista dalla sua coscienza chiaroveggente.

 

Possiamo perciò dire che mentre i Vangeli sono effettivamente dei rinnovati riti iniziatici (il che risulta anche dal libro Il cristianesimo quale fatto mistico), essi d’altra parte lo sono appunto diventati, perché gli scrittori dei Vangeli potevano procurarsi dal mondo soprasensibile, sulla loro via esoterica, un’immagine di quel che si era svolto in Palestina e che aveva condotto al mistero del Golgota.

 

Orbene, dal mistero del Golgota fino ai nostri tempi, chi voleva arrivare a una esperienza soprasensibile dell’evento del Cristo doveva far agire su di sé quelli che in diversi cicli di conferenze, che ormai appartengono veramente alla parte elementare del nostro lavoro antroposofico, si trovano descritti come i sette gradini della nostra iniziazione cristiana: lavanda dei piedi, flagellazione, incoronazione di spine, morte mistica, sepoltura, risurrezione e ascensione. Oggi vogliamo vedere con chiarezza quello che al discepolo è dato raggiungere, quando fa agire su di sé questa iniziazione cristiana.

 

Rendiamoci conto chiaramente del processo di iniziazione cristiana, e per cominciare vediamo di che cosa si tratti.

Questa iniziazione non si svolge (e possiamo convincercene rileggendo i cicli di conferenze già citati) come quella non giusta di cui abbiamo parlato nella prima conferenza di questo ciclo, ma si svolge in modo che innanzi tutto devono , esplicare la loro azione i sentimenti genericamente umani, perché questi conducano poi proprio all’immaginazione della lavanda dei piedi.

Non viene dunque prefigurata fin dall’inizio l’immagine del Vangelo di Giovanni; chi aspira all’iniziazione cristiana, cerca invece soprattutto di vivere per lungo tempo con determinati sentimenti.

 

Già spesso ho caratterizzato questa situazione, dicendo che il soggetto dovrebbe guardare la pianta che si erge dal suolo minerale, che ne accoglie le sostanze e che nondimeno si eleva al di sopra del regno minerale stesso, quale essere superiore al minerale. Se ora la pianta potesse parlare e sentire, dovrebbe chinarsi verso il regno minerale e dire: « Effettivamente sono stata destinata dalle leggi del mondo a un gradino più alto del tuo, o minerale; ma tu mi dai la possibilità dell’esistenza. Nell’ordine degli esseri tu sei sì un essere inferiore a me, ma è a te, o essere inferiore, che vado debitrice della mia esistenza, e dinanzi a te mi inchino umilmente »!

Allo stesso modo l’animale dovrebbe chinarsi verso la pianta, sebbene essa sia un essere inferiore all’animale, e dovrebbe dire: « A te devo la mia esistenza, lo riconosco umilmente e mi inchino dinanzi a te »!

 

Così ogni essere che si eleva dovrebbe chinarsi verso l’altro che gli è inferiore;

così anche chi è salito sulla scala spirituale a un gradino più elevato,

dovrebbe chinarsi verso gli esseri che gli hanno reso possibile la sua ascesa.

• Chi si compenetri di un sentimento di umiltà di fronte agli esseri che gli sono inferiori,

chi si immedesimi assolutamente con questo sentimento

e lo faccia vivere per mesi o magari per anni nel proprio essere,

vedrà che esso si estende nella sua organizzazione

e lo pervade a tal punto che la trasformazione di questo sentimento

verrà da lui sperimentata in una immaginazione.

 

Tale immaginazione è costituita appunto

dalla scena descritta nel Vangelo di Giovanni con la lavanda dei piedi

nella quale il Cristo Gesù, il capo dei Dodici, si china verso di loro

che, secondo l’ordine del mondo fisico, sono inferiori a lui,

e con umiltà riconosce di dovere la sua possibilità di ascesa

a coloro che gli sono inferiori, riconosce cioè dinanzi ai Dodici:

• « Come l’animale ringrazia la pianta,

così io vi ringrazio per quel che sono potuto diventare nel mondo fisico ».

 

Chi si compenetra di questo sentimento arriva non soltanto all’immaginazione della lavanda dei piedi, ma anche a una sensazione ben determinata, alla sensazione come se dell’acqua lambisse i suoi piedi. Egli può sentirla durante molte settimane, come segno esteriore della profondità con cui si imprime nel suo essere un siffatto mondo di sentimenti universalmente umani, un mondo che però eleva l’uomo al di sopra di se stesso.

 

Abbiamo visto inoltre che si può arrivare all’immaginazione della flagellazione rappresentandosi con vivacità che molte pene e molti dolori ancora ci colpiranno nel mondo, che le pene e i dolori ci colpiranno da tutte le parti, che nessuno in sostanza ne rimane esente.

Dobbiamo però rafforzare la nostra volontà in modo che, sebbene da ogni parte le pene e i dolori, cioè le frustate che provengono dal mondo possano colpirci, noi possiamo restare fermi e sopportare la nostra sorte quale essa sia perché, se essa non si fosse svolta fino ad ora nel modo da noi sperimentato, noi non ci saremmo potuti evolvere fino all’altezza alla quale siamo arrivati.

Se l’iniziando sviluppa in se stesso questo sentimento e vive con esso, sentirà allora effettivamente come se gli venissero inflitte punture e ferite, come se ricevesse delle frustate sulla propria pelle; sorgerà allora in lui l’immaginazione di trovarsi fuori di sé e di vedersi flagellato come lo fu il Cristo Gesù. Allo stesso modo si può sperimentare l’incoronazione di spine, la morte mistica e così via. Tutte queste esperienze sono state già spesso descritte.

 

Che cosa vien raggiunto da chi cerca di sperimentare in se stesso prima i quattro gradini e, se il karma gli è favorevole, anche i rimanenti, e quindi i sette gradini dell’iniziazione cristiana?

Dalle precedenti descrizioni si può rilevare che l’intera gamma di sentimenti che così si attraversa, da un canto deve rafforzare e rinvigorire, e quindi completamente trasformare la nostra natura umana, in modo da sentire che ci si trova nel mondo forti, vigorosi e liberi, e dall’altro deve rendere anche capaci di qualsiasi atto di sacrificio e di amore. Ma nell’iniziazione cristiana questo deve trasformare in senso profondo la natura umana. Che cosa deve infatti verificarsi?

 

Forse non a tutti coloro che hanno letto i primi cicli elementari di conferenze sull’iniziazione cristiana coi suoi sette gradini, è riuscito chiaro che,

• attraverso l’intensità delle sensazioni che in quel modo si devono sperimentare,

viene ad essere esercitata veramente un’azione fin nel corpo fisico.

• Per mezzo della forza e dell’intensità con cui si sperimentano queste sensazioni,

si sente infatti come se dell’acqua lambisse i piedi, come se venissero inflitte delle ferite,

si sente veramente come se delle spine venissero conficcate nella fronte,

si sentono realmente tutte le pene e i dolori della crocifissione.

 

• E si devono sentire, prima di poter avere le esperienze della morte mistica,

della sepoltura e della risurrezione, come appunto sono state descritte.

• Se non si sperimentano queste sensazioni con sufficiente intensità,

esse esercitano certo una azione, per virtù della quale si diventa forti e amorevoli nel giusto senso della parola,

ma ciò che in tal modo si incorpora può arrivare soltanto fino al corpo eterico.

 

Se invece si comincia a percepirle fin nel corpo fisico,

se si sentono i piedi come lambiti dall’acqua, il corpo come coperto di ferite,

allora si saranno fatte penetrare quelle sensazioni più profondamente nella natura umana

e si sarà riusciti a spingerle fin nel corpo fisico.

 

Esse penetrano realmente fino nel corpo fisico, perché si manifestano le stigmate, i segni sanguinanti delle ferite del Cristo Gesù; si sente dunque di aver spinto quelle sensazioni fino al corpo fisico e si sa che esse esplicano la loro forza fin nel corpo fisico; sappiamo dunque che della nostra entità viene afferrato qualcosa di più del solo corpo astrale e del solo corpo eterico o vitale.

 

Possiamo dunque caratterizzare essenzialmente questo processo dicendo che,

• mediante quelle sensazioni mistiche, si agisce fin nel corpo fisico.

 

• Se si fa questo, ci si prepara ad accogliere gradatamente nel corpo fisico

il fantòma che emana dal sepolcro del Golgota.

• Si lavora perciò sul corpo fisico per vivificarlo, in modo che esso possa sentire un’affinità,

una forza di attrazione verso il fantòma  che si è sollevato dal sepolcro sul Golgota.

 

Da ormai molto tempo, in precedenti cicli di conferenze, io parlai per la prima volta dell’iniziazione cristiana, mostrando che essa si svolge in quel dato modo e che l’uomo, per mezzo dei sentimenti che agiscono nella sua anima, lavora effettivamente fino nel suo corpo fisico.

Però soltanto oggi per la prima volta (perché tutto quello che fu detto nei precedenti cicli forniva gli elementi che servivano alla comprensione del mistero del Golgota) solo oggi è possibile spiegare come l’uomo, per mezzo di adeguate esperienze del sentimento, si renda maturo per l’iniziazione cristiana in modo da accogliere il fantòma che è risorto dal sepolcro del Golgota.

 

Fu necessario aspettare tutto questo tempo, perché potesse venir raggiunto l’accordo fra il soggettivo e l’oggettivo; e per arrivarvi furono necessarie molte conferenze. Del resto anche oggi a molte cose non si può accennare che con delle mezze verità. Chi ha la pazienza di accompagnarci (in questa o in altra incarnazione, secondo il suo karma) chi ha visto come si sia potuti salire dalla descrizione della via mistica nel senso cristiano fino alla descrizione oggettiva del vero significato appunto dell’iniziazione cristiana, vedrà che molte verità superiori verranno ancora esposte dalla scienza dello spirito nel corso dei prossimi anni o di un prossimo evo.

Vediamo così lo scopo dell’iniziazione cristiana.

 

Per mezzo di ciò che è stato caratterizzato nell’iniziazione rosicruciana, e per mezzo di ciò che in genere un uomo può avere oggi come iniziazione, in un certo senso si raggiunge lo stesso risultato, ma con mezzi alquanto diversi:

si crea un legame di attrazione

• fra l’uomo, in quanto è incarnato in un corpo fìsico,

• e ciò che come vero prototipo del corpo fisico è risorto dal sepolcro del Golgota.

 

 

By | 2018-10-17T08:34:20+02:00 Ottobre 17th, 2018|INIZ. CRISTIANA-ROSICRUCIANA|Commenti disabilitati su LO SCOPO DELL’INIZIAZIONE CRISTIANA