/////L’OSSERVAZIONE DELL’UOMO DAL PUNTO DI VISTA DI OCCULTISMO, TEOSOFIA E FILOSOFIA

L’OSSERVAZIONE DELL’UOMO DAL PUNTO DI VISTA DI OCCULTISMO, TEOSOFIA E FILOSOFIA

L’osservazione dell’uomo dal punto di vista di occultismo, teosofia e filosofia

O.O. 137 – L’uomo alla luce di Occultismo, Teosofia e Filosofia – 2.06.1912


 

L’occultismo deriva dal fatto

che l’uomo, per conoscere il proprio essere, per percepire la propria natura,

non può arrestarsi ai punti di vista abituali, ai modi di giudicare della coscienza ordinaria,

ma deve passare a un modo di pensare tutto diverso, a un modo di conoscere tutto diverso.

 

Si potrebbe dire, per servirsi di un paragone: quando si vive in una data località si vedono i singoli eventi che gli uomini sperimentano, e ogni singola persona che vive in quella località non conosce, in ultima analisi, che i singoli dettagli di ciò che in quel luogo può in genere essere sperimentato o visto. Persino esteriormente, se qualcuno desidera ottenere un prospetto generale di quella località dovrà forse cercarsi un’altura, per poter vedere ciò che da un singolo punto di vista egli interiormente non può vedere. Se vuole ottenere il rapporto e il prospetto complessivo della vita ordinaria intellettuale e morale di quella località, allora deve elevarsi spiritualmente ad un punto di vista più alto di quello delle esperienze abituali che la vita giornaliera gli può procurare.

 

Occorre che l’uomo faccia così, se desidera uscire dalle vicende e dalle esperienze della coscienza abituale. Queste, in fondo, non danno che una parte di ciò che forma l’intero assieme, l’intero rapporto della vita. Per la conoscenza umana però ciò significa che essa deve trascendere se stessa, deve acquistare un punto di vista che si trova al di là della coscienza abituale, al di là della conoscenza abituale. Ben inteso ne risulta che questo punto di vista, che ha sede al di fuori della vita ordinaria, fa svanire i dettagli con i loro colori singoli e le loro speciali sfumature. Se saliamo sopra un’altura per abbracciare un paesaggio con lo sguardo, non vediamo che il quadro di assieme e rinunziamo così a quelle singole sfumature che una dettagliata esperienza ci può dare. Un punto di osservazione siffatto, che oltrepassa la coscienza ordinaria, deve rinunziare a molti singoli dettagli, a molti particolari individuali. Esso offre però, in compenso, per la conoscenza appunto dell’essere umano, per la conoscenza dell’intera natura dell’uomo, ciò che veramente importa, ciò che in tutti gli uomini è uguale, ciò in cui effettivamente risiede la base della natura umana, ciò che l’uomo sente come di suprema importanza per la sua vita.

 

Questo punto di vista può essere raggiunto dall’anima soltanto attraverso una determinata evoluzione,

dopo che essa è arrivata a ciò che comunemente si chiama conoscenza chiaroveggente.

 

Di questa conoscenza chiaroveggente viene parlato in apposite opere letterarie. In queste viene indicato ciò che le singole anime devono intraprendere per arrivare a siffatta conoscenza chiaroveggente.

Vi è detto che per colui il quale vuole arrivare a questa conoscenza chiaroveggente, i mezzi ordinari di conoscenza, la visione per mezzo dei sensi ordinari, la riflessione con la ragione e il giudizio ordinario non sono sufficienti; e viene indicato che questi mezzi vanno superati e che si deve tendere ad acquisire mezzi nuovi di conoscenza i cui germi giacciono nell’anima.

 

………………….

 

l’uomo acquista per la via della conoscenza occulta

la capacità di vedere le cause primordiali dell’esistenza.

 

Ma per acquistare tale facoltà, egli deve prima trasformare se stesso

ed adottare un modo di conoscenza diverso da quello della coscienza ordinaria.

L’occultismo può giovare all’uomo

soltanto quando egli si decide ad applicare veramente su di sé

i mezzi che gli vengono presentati per arrivare alla conoscenza occulta.

 

Nella letteratura – ed anche nelle mie conferenze – è stato spesso accennato al fatto che nella trascorsa evoluzione dell’umanità non tutti erano, per loro natura, pronti ad educare se stessi in modo da poter arrivare alla diretta visione nel mondo spirituale, ed essere capaci dunque di penetrare nel modo e nella maniera già descritta fino alle cause primordiali dell’esistenza. Questi mezzi per penetrare fino alle cause primordiali dell’esistenza venivano sempre insegnati in circoli ristretti di persone, e …

… venivano presi severi provvedimenti

affinché fosse data, all’uomo, l’educazione preparatoria

che lo rendesse maturo ad applicare i mezzi occulti della conoscenza sulla sua anima,

prima che tali mezzi superiori della cognizione occulta gli venissero concessi.

• È facile vedere la ragione di questo.

La cognizione superiore occulta conduce veramente alle basi dell’esistenza,

conduce a quei mondi dai quali è fatto, in certo modo, il nostro mondo, così che l’uomo, con tali cognizioni occulte, acquista anche delle capacità speciali che di solito non possiede. L’uomo, penetrando nelle cause primordiali dell’esistenza, diventerà capace di compiere, in certo modo, cose che non potrebbe compiere con i mezzi ordinari di conoscenza.

 

Vi è un fatto che spiega ciò chiaramente.

Riparleremo più tardi di questo fatto: ora voglio soltanto accennarvi, per dimostrare che i mezzi di conoscenza non potevano essere dati a tutti.

Nell’uomo, durante l’evoluzione terrestre, doveva venir necessariamente inoculato l’egoismo. Senza l’egoismo l’uomo non avrebbe potuto compiere la sua missione terrestre, perché questa è costituita appunto dal compito conferito all’uomo di evolversi dall’egoismo all’amore e, attraverso l’amore, di nobilitare, superare e spiritualizzare l’egoismo. Al termine dell’evoluzione della Terra, l’uomo sarà completamente compenetrato dall’amore. Ma egli si può evolvere con piena libertà a questo amore soltanto per il fatto che fin dal principio l’egoismo è stato inoculato nel suo essere.

 

Orbene, l’egoismo esercita un’azione sommamente pericolosa e dannosa,

quando si applica a ciò che risiede dietro al mondo della coscienza ordinaria.

• Se l’egoismo, di cui l’intera storia umana è in fondo compenetrata,

già nella vita ordinaria dei sensi provoca danni infiniti,

bisogna pur riconoscere che tali danni sono ancora minimi

di fronte a quelli molto maggiori che l’egoismo procurerebbe

qualora potesse operare con i mezzi della conoscenza occulta.

 

Era dunque premessa necessaria che coloro ai quali venivano dati i mezzi della conoscenza occulta avessero un carattere preparato in modo che, per quanto grandi fossero le tentazioni del mondo, essi non avrebbero lavorato nel senso dell’egoismo.

Questa era la prima massima fondamentale importante della preparazione alla conoscenza occulta, cioè che il carattere degli uomini che venivano ammessi a quelle cognizioni occulte fosse tale da non permettere loro di valersene in senso egoistico.

Ciò porta come conseguenza naturale che soltanto pochi, gradualmente, hanno potuto essere prescelti nel corso dell’evoluzione dell’umanità per essere ammessi in quelle scuole occulte, che negli antichi tempi venivano spesso chiamate i “misteri”; perciò soltanto a quei pochi venivano dati i mezzi per elevarsi fino a quelle cognizioni occulte.

 

………………………….

 

Le cognizioni occulte sono quelle che si acquistano al di fuori del corpo fisico.

Riesce dapprima generalmente impossibile esprimerle con i mezzi acquisiti tramite il corpo fisico.

Ma la conoscenza occulta non è destinata ad essere conosciuta soltanto da pochi curiosi,

essendo essa ciò che vi è di più necessario e di più essenziale per l’umanità.

 

La conoscenza occulta

è l’esperienza, lo sperimentare delle cause primordiali dell’esistenza,

ed anzitutto delle cause primordiali dell’esistenza umana.

 

La conoscenza occulta dovette perciò sempre penetrare nella vita, dovette sempre venir rapportata alla vita.

Fu necessario trovare dei mezzi per potere trasportare nella vita le conoscenze occulte,

affinché gli uomini le potessero intendere.

Il primo mezzo per farle capire all’uomo è, e sempre è stato, ciò che oggi chiamiamo la teosofia.

 

Quando le conoscenze occulte sono date come teosofia, si rinunzia a una loro qualità essenziale, cioè si rinunzia a parlarne con elevati espedienti e ci si accontenta di rivestirle con le parole e i concetti umani abituali. Le cognizioni occulte vengono comunicate sotto la forma di teosofia in modo che, per ogni popolo, esse vengono rivestite con quelle rappresentazioni e quei concetti che più convengono a quel popolo. In tal modo però la conoscenza occulta viene specificata e differenziata, perché essa non è più allora che una comunicazione riferita per mezzo delle parole di una data parte dell’umanità. Perciò è avvenuto che coloro i quali nelle scuole occulte hanno conseguito la sapienza occulta, la specializzassero e la differenziassero, appunto perché dovettero rivestire con lo speciale linguaggio del popolo a cui la comunicavano ciò che nella cognizione occulta è proprietà comune a tutta l’umanità.

 

Lo scopo e l’intenzione che si prefiggevano le scuole occulte, quando comunicavano ciò che è proprietà comune di tutta l’umanità, cioè l’occultismo, nelle forme speciali dei singoli idiomi o delle singole anime di popolo, era quello di conservare quanto più possibile il carattere universalmente umano.

Ma bisognava al contempo che si rendessero comprensibili, bisognava che si esprimessero nell’idioma speciale del popolo, bisognava che si esprimessero con i concetti che il popolo si era formato.

 

I singoli teosofi apparsi nell’umanità dovettero dunque curare di farsi intendere, tenendo conto tanto dello scopo speciale quanto del campo speciale di cui trattavano.

Non è molto facile esprimere in un singolare idioma, in forme concettuali particolari, ciò che è un bene occulto comune a tutta l’umanità. Nondimeno ciò è stato fatto in varie regioni della Terra e in varie epoche della vita della storia.

 

• Mentre l’occultismo, nel suo vero significato, è qualcosa con cui ci si familiarizza

per il fatto che si volgono i mezzi della propria educazione chiaroveggente su se stessi

e ci si eleva così fino alla visione diretta,

• la teosofia è qualcosa che ci muove incontro con concetti e idee che già si avevano,

ma che ora servono da veste alle conoscenze occulte.

 

Se le conoscenze occulte vengono ben rivestite con i concetti e le idee abituali,

esse vengono facilmente comprese da chiunque possegga sano criterio e si prenda la briga di intenderle.

La teosofia è perciò assolutamente comprensibile per il sano intelletto umano

che si assuma il compito di comprenderla.

Non è giusto dire che soltanto chi consegua la visione diretta

sia capace di comprendere l’occultismo.

Se le verità occulte sono rivestite di forme concettuali, come per esempio nella teosofia,

allora riescono comprensibili per un sano intelletto umano.

 

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• Mentre la conoscenza occulta viene conseguita dall’essere umano in quanto libero dal corpo fisico,

• e mentre la teosofia rende in pensieri esteriori e in espressioni e parole esteriori le conoscenze occulte,

la filosofia invece si sforza di raggiungere le cause primordiali dell’universo

con quei mezzi di conoscenza i quali, sebbene i più delicati e più sottili,

sono nondimeno collegati allo strumento del cervello.

 

La filosofia, così come si presenta nell’epoca effettivamente filosofica dell’evoluzione dell’umanità,

non vuole dare anzitutto, come la teosofia, ciò che viene acquisito al di fuori della corporeità umana;

ma, per quanto possibile, vuole arrivare alle cause primordiali dell’esistenza

con i mezzi di conoscenza ordinari che vengono impiegati nella corporeità.

 

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La filosofia diventa così, in un certo senso, l’opposto dell’occultismo;

infatti l’uomo deve arrivare alla filosofia per mezzo dei suoi mezzi più personali,

mentre arriva all’occultismo proprio allorché elimina la personalità.

 

Per questo è così difficile che qualcuno che esponga ciò che gli è personale in modo correttamente filosofico possa essere veramente compreso dagli altri. Se si riesce però a rivestire l’occultismo di quelle espressioni e di quelle idee che sono comprensibili sotto forma di parole e di idee correnti, allora viene capito su tutta la Terra.

 

L’occultismo elimina ciò che è elemento personale.

Esso non proviene, come il sistema filosofico, dalla personalità,

bensì da ciò che non è personale, e riesce perciò universalmente comprensibile.

Quando l’occultismo tende a diventare teosofia

si sforza, e in un certo senso con successo, di parlare ad ogni cuore umano, ad ogni anima umana.

 

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Il punto di vista occulto è sempre nei suoi risultati unico e medesimo per l’intera umanità.

In verità non vi sono punti di vista occulti differenti.

Non vi sono veramente punti di vista occulti differenti, così come non vi sono matematiche differenti.

 

Per qualsiasi quesito, nell’occultismo occorre soltanto possedere veramente i mezzi con cui acquisire la conoscenza; allora si consegue la medesima conoscenza a cui ogni altra persona può arrivare, purché si posseggano i mezzi giusti. In occultismo non possono dunque esistere, nel senso ideale più elevato, punti di vista diversi, così come in matematica non vi possono essere punti di vista diversi.

 

Dappertutto vi è sempre stato un solo ed unico occultismo. E se nelle teosofie che sono andate sorgendo e che rappresentano il rivestimento esteriore delle verità occulte sono comparse diversità, ciò è dipeso appunto dal fatto che a seconda dei popoli e delle epoche occorreva che quelle verità venissero rivestite in modo diverso.

 

La diversità delle varie teosofie della Terra

è conseguenza della veste o della foggia mentale diversa dei vari popoli nelle diverse epoche.

L’occultismo però poggia ovunque sopra una medesima base,

e poiché le religioni provengono dal rivestimento teosofico dell’occultismo,

esse sono state perciò diverse a seconda dei popoli e delle epoche.

 

L’occultismo non conosce divergenze come quelle delle religioni, non ammette elementi di differenziazione tali da incitare gli uomini fra di loro all’opposizione, al contrasto. Ciò non esiste nell’occultismo, perché esso è quell’unico bene comune a tutta l’umanità che da questa può essere ovunque conseguito.

Affinché la teosofia possa riuscire nella sua aspirazione di essere ai nostri tempi la veste dell’occultismo adeguata all’epoca presente, essa deve tenersi lontana, quanto più possibile, dalle differenziazioni che sono sorte nell’umanità.

Essa deve fare del suo meglio per essere la fedele espressione del contenuto occulto e delle condizioni occulte.

 

 

By | 2018-10-31T18:59:44+01:00 Ottobre 31st, 2018|SULLA FILOSOFIA|Commenti disabilitati su L’OSSERVAZIONE DELL’UOMO DAL PUNTO DI VISTA DI OCCULTISMO, TEOSOFIA E FILOSOFIA