//////L’UOMO DELL’EPOCA ATLANTICA E DELL’EPOCA LEMURICA. LA DUPLICE ORIGINE DELLA NATURA UMANA

L’UOMO DELL’EPOCA ATLANTICA E DELL’EPOCA LEMURICA. LA DUPLICE ORIGINE DELLA NATURA UMANA

L’uomo dell’epoca atlantica e dell’epoca lemurica. La duplice origine della natura umana.

O.O. 93a – Elementi fondamentali dell’esoterismo – 16.10.1905


 

Volendo osservare in modo più preciso come si realizza il karma, dobbiamo tornare un po’ indietro nell’evoluzione dell’umanità. Tornando indietro di qualche migliaio di anni nell’Europa stessa, troviamo l’Europa ghiacciata. A quei tempi i ghiacciai delle Alpi arrivavano molto in basso, fino al bassopiano della Germania settentrionale. Le regioni nelle quali abitiamo adesso, a quei tempi erano fredde e aride. Erano abitate da un genere umano che si serviva ancora di strumenti assolutamente semplici e primitivi.

 

Tornando indietro di circa un milione di anni, sullo stesso territorio troviamo un clima tropicale simile a quello che attualmente abbiamo solo nelle regioni più calde dell’Africa; in singole zone di possenti foreste primordiali, vivevano pappagalli, scimmie, specialmente gibboni, ed elefanti. Ma vagando per queste foreste non troveremmo proprio nulla dell’uomo attuale, e nemmeno di quello del periodo successivo di alcuni millenni fa. In certi strati geologici originati fra quelle due epoche, la scienza naturale può provare l’esistenza di un essere umano nel quale il prosencefalo non era ancora formato come oggi, e la cui fronte era molto retrocessa. Era formata solo la parte posteriore del cervello.

 

Qui risaliamo ad epoche in cui gli uomini non conoscevano ancora il fuoco e fabbricavano armi molando le pietre. Lo scienziato naturale mette volentieri a confronto questo stadio dell’uomo con lo stadio evolutivo del selvaggio o con quello del bambino impacciato. Resti di uomini del genere sono stati trovati nel Neandertal e in Croazia. Hanno un cranio scimmiesco, e dai reperti in Croazia si evince che prima di morire questi uomini venivano arrostiti, che cioè a quei tempi in quella zona vivevano dei cannibali.

 

Ora il pensatore materialista dice: “Seguiamo l’uomo in questo modo, tornando a ritroso fino a un’epoca in cui era ancora non evoluto, impacciato: supponiamo che si sia evoluto da questo stadio infantile dell’esistenza fino al livello culturale attuale dell’umanità e che quest’uomo primitivo si sia a sua volta evoluto da animali simili all’uomo”.

 

A questo punto, in questa teoria evolutiva, fa dunque semplicemente un salto dall’uomo primitivo agli animali simili all’uomo. Lo scienziato naturalista suppone che quel che ha un grado di perfezione superiore si sia sviluppato da quel che ha un grado di perfezione inferiore. Ma non è sempre così.

 

Prendiamo per esempio un individuo e ritorniamo alla sua infanzia; prima di lui non c’è qualcosa di meno perfetto, perché il bambino deriva dal padre e dalla madre. Cioè, arriviamo ad uno stadio primitivo che deriva a sua volta da uno stadio superiore.

Questo è importante, perché è in relazione con il fatto che il bambino, già alla nascita, ha una predisposizione per un grado di perfezione superiore, mentre l’animale resta indietro allo stadio inferiore.

 

Quando lo scienziato naturalista torna indietro fino allo stadio in cui l’uomo non aveva ancora il prosencefalo e non aveva ancora l’intelletto, dovrebbe dirsi: “Devo presupporre che l’origine dell’uomo sia da cercare altrove”.

Proprio come un bambino ha origine da una coppia di genitori, così tutti quegli uomini primitivi hanno origine da altri uomini che avevano già raggiunto un certo grado di perfezione.

 

Questi uomini noi li chiamiamo atlantidei. Essi vivevano nel territorio che adesso è coperto dai flutti dell’oceano Atlantico. Gli atlantidei avevano ancora meno prosencefalo e una fronte ancora più retrocessa. Però avevano qualcosa di diverso dagli uomini successivi. Avevano un corpo eterico ancora molto più forte, molto più potente. Il corpo eterico degli atlantidei non aveva ancora formato certi collegamenti con il cervello; essi ebbero origine soltanto più tardi. Così, sopra la testa era sviluppata una testa eterica molto più grande; la testa fisica era relativamente piccola ed era posta all’interno di una potente testa eterica.

 

• Le funzioni che adesso gli uomini svolgono con l’ausilio del prosencefalo, negli atlantidei venivano svolte avvalendosi di organi nel corpo eterico. In tal modo essi potevano collegarsi ad esseri cui oggi ci è impossibile accedere, perché appunto l’uomo ha sviluppato il prosencefalo. Negli atlantidei era visibile una specie di formazione fiammeggiante colorata che, dall’apertura della testa fisica, fluiva nella testa eterica. Questa era accessibile ad una certa quantità di influssi fisici. Una testa del genere, che pensa in quanto testa eterica, ha il controllo sull’eterico, mentre una testa che pensa nel cervello fisico ha il controllo solo sul fisico, sull’unione di cose puramente meccaniche. Può fabbricarsi degli strumenti fisici. Per contro, un uomo che pensa ancora nell’eterico può portare un seme alla fioritura, facendolo realmente crescere.

 

La cultura atlantidea era realmente ancora in rapporto con la crescita del naturale, del vegetale, sulla quale l’uomo attuale ha perso potere. L’atlantideo, per esempio, non usava la forza del vapore per il movimento di veicoli, ma la forza dei semi delle piante, con la quale mandava avanti i suoi veicoli.

La parte anteriore della testa eterica costruì il prosencefalo solo a partire dall’ultimo terzo dell’epoca atlantica, dal tempo dei protosemiti, e fino al periodo in cui Atlantide venne travolta dai flutti dell’Oceano Atlantico. Così l’uomo perse il potere di influenzare la crescita delle piante e acquisì la facoltà del cervello fisico, la ragione. Allora, per molte cose, dovette ricominciare da capo. Dovette incominciare ad imparare a fare cose meccaniche. In questo era ancora come un bambino, impacciato e maldestro, mentre prima aveva già raggiunto una grande abilità nello sviluppo dell’elemento vegetale.

 

L’uomo deve passare attraverso l’intelligenza e poi tornare a conseguire quello che precedentemente sapeva già fare. A quei tempi, delle potenze spirituali superiori avevano un’influenza sulla volontà non libera; attraverso la testa eterica lasciata aperta esse agivano con la propria intelligenza.

Tornando ancora più indietro nel tempo, arriviamo all’epoca lemurica. Qui vediamo un grado evolutivo dell’essere umano nel quale, in realtà, incomincia ad avvenire l’unione del principio materno e di quello paterno. Questa testa eterica naturalmente ha le sue diramazioni nel corpo astrale, nel quale quel che circonda l’uomo come irradiazione… [lacuna negli appunti]. Se si fosse riusciti a tirar fuori da un uomo del genere la testa col corpo astrale, sarebbe successo qualcosa di particolare. In quel modo l’uomo avrebbe perso la possibilità di mantenere la posizione eretta, si sarebbe ripiegato. A quell’epoca fu intrapreso con l’uomo proprio il processo contrario, cosicché a poco a poco egli si eresse.

 

Ma in epoca lemurica l’uomo era ancora ad un livello in cui non possedeva ancora ciò che abbiamo immaginato di poter estrarre da lui. In un periodo precedente egli non aveva ancora questa testa eterica con il corpo astrale. Questi ancora non c’erano. L’uomo che se ne andava in giro sulla Terra a quell’epoca era veramente un essere ripiegato. I due organi per il lavoro, le mani, allora erano rivolte all’indietro e costituivano esse stesse organi di movimento, così che quella volta l’uomo camminava su quattro arti.

 

Si pensino due esseri umani di oggi, maschio e femmina, intrecciati l’uno nell’altra, si immagini che manchi la metà superiore del corpo e che ci sia solo la parte inferiore: l’essere umano era, di fatto, maschile-femminile. A quell’epoca l’uomo possedeva anche un corpo astrale e un corpo eterico, ma non ancora quello che ebbe più tardi. Era un altro corpo astrale, e precisamente quello che aveva raggiunto la sua massima perfezione sulla Luna. Sulla Luna il corpo astrale, in connessione col corpo eterico, aveva conseguito la facoltà di formare un corpo fisico, la cui figura, a quei tempi, era vagamente granchiforme. L’uomo poteva stare su un paio di zampe e compiere realmente dei movimenti simili a salti.

 

Questo corpo astrale con il corpo eterico era a quei tempi organizzato in modo totalmente diverso. Aveva una forma che non era del tutto ovoidale, ma piuttosto simile a quella di una campana, e si inarcava a volta al di sopra dell’uomo che camminava a quattro zampe. Il corpo eterico provvedeva a tutte le funzioni vitali di quest’uomo lemurico. A quei tempi nel corpo astrale l’uomo aveva una coscienza ottusa, crepuscolare, come quando oggi noi sogniamo. Ma la sua coscienza non era come le reminiscenze dei nostri attuali sogni, egli sognava delle realtà. Quando gli si avvicinava un altro uomo, antipatico, sorgeva in lui una sensazione luminosa che significava antipatia.

 

Già sulla Luna, l’uomo aveva avuto un po’ la capacità di usare i due arti anteriori come organi per afferrare, così che adesso era giunto il momento di ergersi in verticale.

In epoca lemurica, gli altri esseri viventi compagni degli uomini erano giganteschi animali rettiliformi che non hanno lasciato tracce di sé. Gli ittiosauri, e così via, sono discendenti di quegli animali. Di fatto a quei tempi la Terra era popolata di esseri con le caratteristiche dei rettili; anche i corpi umani allora avevano caratteristiche dei rettili.

 

Quando, ora, l’essere umano rettiliforme di quei tempi si eresse, si rese visibile una formazione della testa totalmente aperta sul davanti, dalla quale sgorgava una nuvola di fuoco. Questo ha dato via al mito del drago. Questa è la figura grottesca dell’uomo stesso di quell’epoca: una creatura rettiliforme. Il guardiano della soglia, la natura inferiore dell’uomo, di solito appare anch’essa in una forma del genere. È la natura inferiore con la formazione aperta della testa.

• A quei tempi dunque avvenne l’unione fra queste figure sulla Terra e l’altro essere precedentemente descritto. Il corpo astrale con la formazione della testa si collegò al corpo simile al drago con l’apertura infuocata. Fu la fecondazione della Madre Terra con lo Spirito Padre.

 

Così avvenne la fecondazione con le forze manasiche. Il corpo astrale inferiore si fuse con il corpo astrale superiore. Un grande pezzo di quel corpo astrale di allora cadde. Una parte costituì le parti inferiori del corpo astrale umano, e l’altro corpo astrale che si era appena aggiunto in connessione con la testa si collegò alle parti superiori dell’uomo. Quel che allora fu scartato uscì da questo corpo astrale che era collegato alla formazione draghiforme, non potè più proseguire la sua evoluzione sulla Terra. Essa formò, come conglomerato, la sfera astrale della Luna, la cosiddetta ottava sfera.

 

La Luna, di fatto, ospita entità astrali che hanno avuto origine per il fatto che l’uomo aveva scartato qualcosa.

In Egitto quest’unione dello spirito padre con la materia madre fu descritta come unione di Osiride e Iside. E qui nacque Oro. La fusione del drago con la testa eterica, con il corpo astrale dell’uomo che venne ad aggiungersi e la forma di testa, portò alla concezione della Sfinge. La Sfinge è la resa scultorea di questo pensiero.

 

C’erano sette specie o classi di creature del genere, tutte un po’ diverse le une dalle altre, dalle forme umane più belle, che avevano quasi un aspetto nobile, prezioso, fin giù alle forme più grottesche che mai. Tutte e sette queste specie di creature umane dovevano essere fecondate. Bisogna rappresentarsi la discesa dei “figli del manas” secondo questa immagine. Solo così si può capire come abbia avuto origine il corpo astrale dell’uomo. Esso è composto da due parti diverse.

 

Osservando l’evoluzione umana, si vedrà che una parte del corpo astrale si sforza continuamente di vincere l’altra metà, la natura inferiore, e viceversa.

Se attualmente l’uomo consiste in corpo astrale, corpo eterico e corpo fisico, in realtà solo il corpo fisico è, così com’è, un prodotto pronto.

Gli altri due corpi sono impegnati in una continua lotta.

Anche per quanto riguarda il corpo eterico ci sono due parti che cercano di confluire l’una nell’altra.

 

• Ora, quando muore, l’uomo consegna l’intero corpo fisico alle forze della Terra, ma il suo corpo eterico dapprima si divide in due parti. Una parte è quella derivata dalla formazione superiore, e questa parte l’uomo la porta con sé. Invece tutto il resto del corpo eterico viene abbandonato, perché su di esso l’uomo non può esercitare alcun controllo; esso gli è stato dato da fuori. Egli vi può esercitare un controllo solo dopo essere diventato discepolo dell’occultismo. Per l’uomo ordinario questa parte di corpo eterico viene dunque passata alle forze eteriche dello spazio cosmico.

 

Ciò che, di quel corpo astrale che l’uomo ha ricevuto dalla Luna, gli si attacca addosso lo costringe a trascorrere un periodo nel kamaloka, fino a che egli si sia liberato di questa parte di corpo astrale per la singola vita. Gli rimane invece quella parte di corpo astrale che ha già trovato compensazione; con questa egli percorre la via attraverso il devachan e la via di ritorno alla vita fisica. Perciò nello spazio astrale si vedono creature campaniformi che sfrecciano intorno all’impazzata a velocità enorme.

 

Sono le anime umane che vogliono reincarnarsi. Quando qui da noi una tale campana umana guizza attraverso lo spazio astrale e un embrione umano del Sudamerica si trova in una parentela karmica con essa, questa campana umana deve pure già essere immediatamente là. Così, attraverso lo spazio astrale, sfrecciano queste anime che ritornano. Queste creature campaniformi ricordano appunto ancora quelle che apparivano in epoca lemurica, solo che queste sono già state compensate dal corpo astrale superiore.

 

Sappiamo che l’uomo si evolve elaborando gli altri tre corpi a partire dall’io.

L’io non è altro che ciò che a quei tempi ha operato la fecondazione: la parte aurica superiore con la testa eterica.

 

• Le parti che l’uomo ha formato sono: il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale.

Corpo eterico superiore o corpo mentale

corpo astrale come buddhi

corpo astrale

corpo eterico inferiore

corpo fisico.

 

Il corpo fisico ha avuto origine grazie ad una trasformazione e nobilitazione di quel corpo draghiforme che troviamo nell’epoca lemurica. Esso era maschile-femminile. Anche l’essere umano attuale è maschile-femminile. Nel maschio la base delle parti superiori è femminile, nella femmina la base del corpo eterico superiore è di costituzione maschile. Di fatto, l’essere umano è maschile-femminile anche secondo la natura fisica.

 

Il corpo eterico consiste in due parti: nella parte della natura umana che è arrivata qui in passato dalla Luna, e nel suo polo opposto.

In un primo momento queste due parti non erano ancora collegate fra loro, poi si sono avvicinate e collegate l’una all’altra.

Uno è il polo dell’animalesco, l’altro il polo dello spirituale.

Il polo dell’animalesco si chiama “corpo eterico”, il polo dello spirituale si chiama “corpo mentale”.

Materialmente, il corpo mentale è etere.

 

Fra di essi c’è il corpo astrale, anch’esso sorto dall’unione di due. In fondo, anch’esso è una creatura doppia.

In esso vanno distinte una natura inferiore e una superiore.

La natura superiore in origine è collegata al corpo mentale.

 

Ora, ciò che del corpo astrale risiede nel corpo mentale, ciò che dunque è entrato dall’alto, è il polo opposto del corpo astrale inferiore.

Una caratteristica del corpo astrale inferiore è di avere delle brame.

La parte superiore, invece, al posto delle brame ha dedizione, amore, virtù che dona.

Questa parte del corpo astrale viene chiamata buddhi.

Questa è la descrizione dell’uomo dal punto di vista della luce cosmica.

Diverso è se l’uomo stesso lavora ai propri involucri.

Una cosa spiega come l’uomo è costituito cosmicamente, l’altra come egli lavora su di sé.

 

Così, dunque,

il buddhi è l’astrale nobilitato,

il mentale è l’eterico nobilitato,

e il fisico ha il suo polo opposto nell’atma.

 

By | 2018-06-10T19:19:07+02:00 Giugno 10th, 2018|LE 7 EPOCHE DI CIVILTA'|Commenti disabilitati su L’UOMO DELL’EPOCA ATLANTICA E DELL’EPOCA LEMURICA. LA DUPLICE ORIGINE DELLA NATURA UMANA