//////PAOLO DISTINGUE IL PRIMO ADAMO DAL SECONDO ADAMO, IL CRISTO

PAOLO DISTINGUE IL PRIMO ADAMO DAL SECONDO ADAMO, IL CRISTO

Paolo distingue il primo Adamo dal secondo Adamo, il Cristo

O.O. 131 – Da Gesù a Cristo – 10.10.1911


 

Chi fa agire su di sé il Vangelo e le Epistole di Paolo noterà quale profonda differenza vi sia fra la nota fondamentale dei Vangeli, riguardo al concetto della risurrezione, e il concetto che ne ha Paolo. Paolo paragona sì la sua convinzione sulla risurrezione con quella dei Vangeli perché, dicendo che il Cristo è risuscitato, indica che il Cristo, dopo essere stato crocifisso, dal chiarore dello spirito comparve vivendo a Cefa, ai dodici, poi a cinquecento fratelli in una volta, e infine anche a lui stesso, il nato prematuramente. Così comparve anche ai discepoli; a questo accenna Paolo.

 

Le esperienze con il Risorto furono uguali per Paolo e per i discepoli. Ma ciò che egli subito aggiunge, ed è per lui l’evento di Damasco, è la sua teoria mirabile e facile da capire sull’entità del Cristo. Perché dall’evento di Damasco in poi che cosa diventa per lui l’entità del Cristo? Diventa per lui il « secondo Adamo ».

 

Paolo distingue subito il primo Adamo dal secondo Adamo, il Cristo.

Egli chiama il primo Adamo il capostipite degli uomini sulla terra.

 

Ma in che modo? Non occorre cercar lontano la risposta a questa domanda. Lo chiama il capostipite degli uomini sulla terra, in quanto vede in lui il primo uomo dal quale sono discesi tutti gli altri uomini; ciò significa per Paolo quello che ha trasmesso agli uomini il corpo che essi portano quale corpo fisico.

 

Così tutti gli uomini avevano ereditato da Adamo il loro corpo fisico.

È il corpo che si presenta a noi per primo nella maya esteriore e che è mortale; è il corpo ereditato da Adamo,

il corpo corruttibile, il corpo fisico soggetto alla morte.

Di questo corpo, adoperando il termine che non è cattivo, gli uomini si sono « rivestiti ».

Il secondo Adamo, il Cristo, vien da Paolo considerato come contrapposto a quello,

come partecipe interiormente del corpo incorruttibile, del corpo imperituro.

 

Paolo premette che, per mezzo dell’evoluzione cristiana, gli uomini siano gradatamente in condizione di far subentrare il secondo Adamo al primo; di rivestirsi del corpo incorruttibile del secondo Adamo, del Cristo, invece di quello corruttibile del primo Adamo.

Paolo dunque, da tutti coloro che si chiamano cristiani, richiede appunto questa convinzione che sembra in opposizione con tutte le antiche concezioni del mondo.

 

• Come il primo corpo corruttibile deriva da Adamo,

• così il corpo incorruttibile deve derivare dal secondo Adamo, dal Cristo.

 

Ogni cristiano dovrebbe quindi dirsi che in quanto discende da Adamo ha un corpo corruttibile, come lo aveva Adamo;

in quanto si pone in un giusto nesso col Cristo, riceve dal Cristo, il secondo Adamo, un corpo incorruttibile.

Questa concezione risplende per Paolo direttamente dall’evento di Damasco.

In altre parole Paolo che cosa vuol dire? Potremmo forse spiegarlo con un semplice disegno schematico.

 

 

Se in un determinato momento abbiamo un certo numero di uomini (X) Paolo li farà risalire tutti, in base all’albero genealogico, al primo Adamo dal quale tutti discendono, e che ha dato loro il corpo corruttibile.

Secondo l’idea di Paolo deve ugualmente essere possibile un’altra cosa.

Come riguardo alla loro umanità gli uomini possono riconoscere di essere affini, perché tutti discendono da quell’unico uomo primordiale, da Adamo, così, sempre nel senso di Paolo, essi dovranno dire che come senza l’opera loro, per virtù delle condizioni fornite dalla riproduzione fisica dell’umanità, quelle linee vanno fatte risalire ad Adamo, così deve essere possibile far nascere in noi qualcosa con un’altra possibilità.

 

 

Come le linee naturali conducono in alto ad Adamo, così deve essere possibile tracciare delle linee che non conducono all’Adamo corporeo con il corpo corruttibile, ma che ugualmente conducono a quel corpo che è incorruttibile e che, per virtù del nesso col Cristo, si può ugualmente portare in sé, secondo il concetto di Paolo, così come si porta in sé il corpo corruttibile che proviene da Adamo.

Niente di più scomodo, per la coscienza moderna, di questa idea, perché, considerata spassionatamente, che cosa richiede da noi? Richiede qualcosa che per il pensiero moderno è tremendo.

 

Il pensiero moderno ha discusso a lungo se tutti gli uomini discendano da un unico uomo primordiale; è un’ipotesi ancora sopportabile che tutti gli uomini siano discesi da un unico progenitore esistente una volta sulla terra, per la coscienza fisica.

Paolo però richiede quanto segue.

 

Egli dice: « Se tu vuoi diventare cristiano nel senso giusto, devi pensare che possa nascere e poi vivere in te qualcosa del quale tu debba dire che da esso si possono tracciare delle linee spirituali risalenti da quel che vive in te verso un secondo Adamo, verso il Cristo, proprio verso quel Cristo che è risorto il terzo giorno dal sepolcro; così come tutti gli uomini possono tracciare delle linee che risalgono al corpo fisico del primo Adamo ».

 

Da tutti quelli che si dicono cristiani Paolo richiede di far nascere in loro qualcosa che realmente è in loro e che, come il corpo corruttibile risale ad Adamo, riconduca invece a ciò che si è sollevato il terzo giorno dal sepolcro in cui il corpo del Cristo Gesù era stato deposto. Chi non ammette questo non può stabilire alcun nesso con Paolo, non può dire di comprendere Paolo.

 

Se nei riguardi del proprio corpo corruttibile si discende dal primo Adamo, purché si trasformi la propria natura assimilandovi l’essenza del Cristo, si ha la possibilità di avere un secondo capostipite, vale a dire colui che al terzo giorno, dopo che il cadavere del Cristo Gesù era stato deposto sulla terra, è risorto dal sepolcro.

 

 

By | 2018-07-29T21:47:39+02:00 Luglio 29th, 2018|IL CRISTO|Commenti disabilitati su PAOLO DISTINGUE IL PRIMO ADAMO DAL SECONDO ADAMO, IL CRISTO