////SETTE PRINCÌPI DEL MACROCOSMO E IL LORO RAPPORTO CON L’ESSERE UMANO

SETTE PRINCÌPI DEL MACROCOSMO E IL LORO RAPPORTO CON L’ESSERE UMANO

Sette princìpi del macrocosmo e il loro rapporto con l’essere umano

O.O. 130 – Cristianesimo esoterico e la guida spirituale dell’umanità – Appendice 28.11.1911


 

Il macrocosmo, il grande mondo, è in evoluzione come il microcosmo, l’uomo, il piccolo mondo.

Come l’uomo, anche il macrocosmo deve sviluppare i suoi sette princìpi che rappresentano la totalità delle gerarchie.

 

  1. Serafini, Cherubini, Troni.
  2. Kyriotetes, Dynameis, Exusiai
  3. Archai, Arcangeli, Angeli.
  4. II Figlio dell’Uomo.

 

La linea evolutiva dei princìpi macrocosmici è questa:

• Primo principio evolutivo macrocosmico       =    Troni

• Secondo principio evolutivo macrocosmico   =    Cherubini

• Terzo principio evolutivo macrocosmico        =    Serafini

• Quarto principio evolutivo macrocosmico      =    Cristo

 

 

 

I numeri 1,2,3 ecc., visibili in basso, sotto il grafico, si riferiscono alle razze radicali della Terra.

 

Lo schema è il seguente:

1. Razza radicale polare                                               Ripetizione del principio saturnio:    Troni

2. Razza radicale iperborea                                        Ripetizione del principio solare:        Cherubini

3. Razza radicale lemurica                                          Ripetizione del principio lunare:       Serafini

4. Razza radicale atlantica                                          Metà dell’evoluzione terrestre:           Cristo

5. L’attuale razza radicale

6. Presagio dell’evoluzione di Giove                          Ulteriore progresso dell’evoluzione

7. Presagio dell’evoluzione di Venere                                       ”                              “

 

Il principio cristico

continua, dunque, a svilupparsi durante l’epoca di Giove,

ma giunge alla piena evoluzione solo alla metà dell’epoca di Venere.

Il principio cristico iniziò ad esplicarsi nelle sue prime fasi embrionali solo dalla metà dell’epoca atlantica.

Nell’uomo ciò ebbe luogo con la disposizione del primo germe dell’io.

 

• La prima azione diretta, reale avvenne nella nostra epoca con la rivelazione sul Sinai,

in cui il Cristo si manifestò a Mosè con il nome di Jahvè-Jehova.

• Il diretto congiungimento del Cristo con la Terra avvenne poi con il battesimo nel Giordano

e i tre anni in cui Egli visse nei corpi di Gesù di Nazareth.

L’impulso cristico è, dunque, fluito nell’umanità insieme con l’impulso dell’io,

perciò il Cristo significa l’io macrocosmico.

 

• L’ulteriore evoluzione del quinto, del sesto e del settimo principio

può, quindi, avere luogo sulla Terra solo come una specie di presagio interiore.

 

L’uomo non può ricevere un corpo superiore a quello fisico edificato con il quarto principio macrocosmico.

• Solo su Giove riceveremo il quinto corpo, su Venere il sesto e così via.

• Rispetto al periodo greco-latino è, dunque, presente ora nell’uomo

una specie di interiore contraddizione tra spirito, anima e corpo

– contraddizione che diverrà sempre più percepibile con l’avanzare dell’evoluzione.

• Sono, in particolare, le persone sensitive quelle che già oggi sono in grado di percepire questa contraddizione.

 

Muovendo dallo schema proposto, passiamo ora a considerare la reazione degli spiriti luciferici. Sappiamo che questi spiriti provengono da una gerarchia superiore a quella dell’uomo, la gerarchia degli Angheloi o Angeli, ma che sull’antica Luna, ove hanno sperimentato il loro grado di umanità, non hanno portato a termine la loro evoluzione complessiva. Per questo, continua a mancar loro la capacità di trovare nella propria ulteriore evoluzione il raccordo con il quarto principio macrocosmico. D’altra parte, gli spiriti luciferici hanno sviluppato sulla Luna – come presagio, per così dire – il loro quarto e quinto principio, e così via, ma senza il quarto principio macrocosmico, senza l’impulso del Cristo, che allora, del resto, non era ancora presente.

 

Consideriamo ora l’evoluzione di quegli spiriti luciferici che sulla Luna sono riusciti a pervenire al quinto principio. Questi spiriti non sanno nulla del quarto principio, non sanno nulla del Cristo. È difficile portare ad espressione questi nessi nella nostra lingua.

 

Una formulazione possibile è la seguente: questi spiriti si rivoltano beffardi e sprezzanti contro gli dèi superiori che si prodigano a favore dell’evoluzione del principio cristico nell’umanità, gridando loro: voi agli uomini potete dare solo il quarto principio, noi, invece, possiamo dargli il quinto. È effettivamente di natura superiore quello che gli spiriti luciferici hanno portato con sé come presagio – un’evoluzione simile è quella che compiamo ora noi nella quinta razza radicale – ma gli manca il quarto principio macrocosmico, il Cristo, che gli spiriti luciferici ignorano del tutto.

 

Essi denotano, dunque, invero una sorta di precoce maturità, anticipano sì qualcosa, ma non in armonia con il cosmo. L’evoluzione normale si presenta, quindi, agli occhi degli spiriti luciferici come qualcosa di “più semplice”, rispetto al quale essi si sentono sublimemente superiori. Verranno tempi in cui la potenza dei princìpi superiori, il quinto e il sesto, darà agli spiriti luciferici la possibilità di esercitare una grande influenza sull’umanità che sarà sulla via di divenire loro preda.

 

Non siamo in grado già oggi di percepirne ovunque le avvisaglie? Nelle arti e nelle scienze, in tanti altri campi, vediamo manifestarsi ovunque una certa immatura evoluzione superiore cui appare, però, mancare l’interiore nucleo di verità, l’armonia con l’eterno.

 

Il capo degli spiriti che hanno sviluppato in tal modo sei princìpi e che, quindi, sulla Luna sono giunti molto vicini ad una compiuta evoluzione, è l’Anticristo, il quale può presentare un aspetto tanto somigliante a quello del Cristo da poter essere scambiato per Lui.

 

Già oggi la maggior parte dell’umanità è succube dell’influenza esercitata dagli spiriti luciferici.

Di qui la necessità di promuovere ora quei contenuti interiori

che l’uomo sulla Terra può accogliere solo con la meditazione.

Per questo la scienza dello spirito è necessaria.

 

All’inizio del nostro quinto periodo, cioè al termine della civiltà greco-latina, l’umanità sperimentò nel XIII secolo per breve tempo la totale inibizione della facoltà della chiaroveggenza. Per questo venne convocata una grande conferenza degli uomini più saggi, il collegio dei dodici. I primi sette erano i santi risci, ognuno dei quali aveva incarnato in sé una delle sette fasi evolutive atlantiche. Altri quattro avevano incarnato le prime quattro sottorazze della nostra epoca: l’ottavo l’indiana, il nono la paleopersiana, il decimo l’egizio-caldea, l’undicesimo la greco-latina, e il dodicesimo tutto quanto è seguito. In mezzo a loro era un tredicesimo, un giovanetto che i saggi avevano accolto nel loro seno.

 

Procedendo secondo una precisa modalità, tutti i saggi fecero fluire la loro sapienza nel giovane rendendone il corpo completamente trasparente. Il giovane, che già da qualche tempo non assumeva più cibo, sopravvisse solo per poco tempo a quel possente influsso, ma nel corso di quel breve periodo, grazie a quanto aveva assorbito unitariamente dai dodici, potè divenirne il maestro dei dodici riguardo alle conoscenze che essi stessi, singolarmente, non erano in grado di abbracciare. Fu in particolare l’evento paolino che egli, avendone avuto diretta visione, potè loro spiegare in un senso superiore.

 

Poi il giovane morì. Rinato, in seguito, nel XIV secolo, come Christian Rosenkreutz, visse cento anni, e da allora egli è il maestro non solo dei dodici saggi, ma di tutta l’umanità. La sua missione è quella di difendere gli uomini dall’influenza luciferica.

 

Gli influssi luciferici sono molto forti e aumenteranno ancora notevolmente. Ma di loro si può dire a buon diritto: «Il popolino non s’accorge mai del diavolo, nemmeno se lo tenesse per il bavero». Tra non molto, però, gli influssi luciferici si manifesteranno certo ben più chiaramente.

 

 

By | 2018-07-22T18:28:51+02:00 Luglio 22nd, 2018|MACROCOSMO E MICROCOSMO|Commenti disabilitati su SETTE PRINCÌPI DEL MACROCOSMO E IL LORO RAPPORTO CON L’ESSERE UMANO