SORAT – IL DEMONE SOLARE

Sorat – il demone solare

O.O. 104 – L’Apocalisse – 29.06.1908


 

Chiediamoci dunque: nel corso dell’evoluzione terrestre

quante volte l’umanità avrà l’occasione di sottostare alla tentazione del male?

 

• Innanzi tutto nel periodo di civiltà che seguirà il nostro, prima della grande guerra.

• Avrà poi una seconda e una terza occasione.

La discesa al male si va quindi formando a poco a poco.

Per l’epoca in cui la Terra sarà passata ad uno stato spirituale,

per quell’epoca abbiamo dunque dapprima due possibilità.

 

Quando la Terra si sarà di nuovo riunita con il Sole,

quelli che avranno accolto in sé il principio del Cristo saranno maturi

per immedesimarsi con le forze della Terra che si riuniscono al Sole;

saranno invece esclusi quelli che avranno accolto in sé la possibilità del male.

Costoro saranno cosiffatti da allontanare da loro il Sole,

da allontanare ciò che li renderebbe capaci di unirsi con le forze del Sole.

Essi sono gli avversari dell’unione con il Sole.

 

Perciò lo scrittore dell’Apocalisse indica in senso giustissimo quella potenza,

quell’entità che conduce gli uomini a spiritualizzarsi al punto da potersi riunire al Sole come il Cristo

e anche, e di questo si parlerà ancora, come l’agnello.

• Si indica l’entità del Cristo come il genio del Sole che si unisce con la Terra e che diviene pure il genio della Terra.

Egli ha già iniziato a divenire tale, dall’evento del Golgota.

 

Ma vi è pure un principio nemico dell’agnello,

esiste pure un demone solare, il cosiddetto demonio del Sole,

che agisce nelle forze cattive degli uomini respingendo la forza dell’agnello.

• Esso agisce in modo che una certa parte del genere umano sia eliminata dall’evoluzione che conduce al Sole.

Sono le forze nemiche del Sole, in opposizione al Sole.

 

In pari tempo sono le forze che hanno la disposizione, quando saranno trascorse 666 epoche evolutive,

ad essere del tutto estromesse dalla nostra evoluzione; alla fine esse saranno poi gettate nell’abisso.

Dobbiamo così dire: nel tempo in cui la Terra si riunirà col Sole, non verrà espulso

soltanto quello che viene simbolizzato mediante la bestia dalle sette teste e le dieci corna,

ma anche ciò che è in possesso di forze avverse al Sole.

Quando sarà terminato il 666 tutto ciò è destinato a scomparire nell’abisso.

 

• Il numero 666 venne sempre scritto in un modo misteriosissimo. Vedremo ancora che esistono tutte le ragioni di avvolgere nel mistero i fatti dei quali ora parliamo; ne esistono proprio tutte le ragioni. E poiché è così, lo si avvolse nel mistero e si scrisse 666. Nei misteri nei quali lo scrittore dell’Apocalisse ricevette la sua iniziazione si scriveva 400 200 6 60. E veniva scritto in un modo tale che il profano non lo potesse riconoscere. Si nascondeva il numero 666; doveva essere conservato come un segreto, e si usava 400 200 6 60. Proprio perché tutto veniva spostato, si creava un’illusione.

 

Ora, nella scrittura degli iniziati, vi è un determinato principio che consiste nell’esprimere le lettere mediante dei numeri corrispondenti. Nel corso del secolo XIX, alcune di quelle curiose persone che vollero scoprire il segreto del numero 666 giunsero anche a quel principio, ma in maniera tale che si può dire di loro che han capito qualcosa, ma non tutto. Essi hanno infatti afferrato in modo impreciso quello che ora ho detto e che sempre venne insegnato esotericamente. Essi scoprirono che, mettendo lettere ebraiche al posto di quei numeri, si ottiene la parola « Nero » cioè Nerone; hanno quindi concluso che il 666 significa Nerone.

 

Ma non è così. Il 666 deve esser prima scritto 400 200 6 60, e risulta allora di che si tratti. Occorre quindi scrivere: 400 come t, 200 come r, 6 come w, e 60 come s. Queste quattro lettere esprimono i quattro numeri 400, 200, 6, 60.

 

Queste lettere vennero immesse proprio in questo segreto in una maniera meravigliosa; meravigliosa per l’acutezza di chi ve le mise, perché queste quattro lettere, come suono, avevano inoltre un significato occulto del tutto speciale.

 

Pensiamo un momento che cosa dovesse in sostanza significare il numero 666, se esso doveva esprimere quello che abbiamo esposto. Doveva significare il principio che conduce l’uomo al totale indurimento nella vita fisica esteriore, in modo che egli respinga ciò che gli permette di abbandonare i principi inferiori e di salire a quelli superiori.

 

Mediante quelle quattro lettere vengono espressi in pari tempo i quattro principi che l’uomo ricevette,

corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, io inferiore, prima di innalzarsi a quello superiore;

• mediante la sameh, il corpo fisico,  • mediante la vav, il corpo eterico,

• mediante la resc, il corpo astrale   • e mediante la tav l’io inferiore.

 

Vediamo così che quanto è indurito in queste quattro parti costitutive, prima che abbia inizio la loro evoluzione divina, viene espresso mediante le quattro lettere. Lo scrittore dell’Apocalisse può quindi dire in verità: « Qui è la saggezza! », perché la saggezza vi è contenuta. « Chi ha intendimento rifletta sul numero, sul numero 666! ».

 

Ed ora proviamo a leggere. Si legge naturalmente alla rovescia, da destra a sinistra:

 

 

Va ancora completato con le vocali, e si legge « Sorat ».

 

Sorat è il nome del demone solare, dell’avversario dell’agnello.

Ognuno di questi esseri spirituali viene indicato non soltanto col suo nome, ma anche con un ben determinato simbolo, con un segno simbolico.

Per Sorat, il demone solare, esiste questo segno:

 

 

una linea forte che si ripiega su sé stessa e che davanti ha due punte incurvate.

 

Ora dobbiamo però comprendere rettamente lo scrittore dell’Apocalisse.

All’inizio egli dice una frase degna di nota e di solito mal tradotta. L’inizio dell’Apocalisse dice dunque: « Questa è la rivelazione di Gesù Cristo, che Dio gli ha dato per mostrare ai suoi servitori le cose che devono avvenire in breve; ed egli l’ha messa in segni e l’ha fatta conoscere mediante il suo angelo al suo servitore Giovanni ». « Messa in segni »: dobbiamo cioè capacitarci che egli ha messo in segni il vero e proprio importante contenuto misteriosofico; ha messo in segni quello che significa il 666.

 

Quello che egli descrive è il segno, e lo descrive in questo modo (Cap. 13, 11):

• « Poi vidi un’altra bestia che saliva dalla terra ed aveva due corna come un agnello ».

 

Null’altro sono che i due tratti in alto del disegno, e per nasconderlo egli chiama qui semplicemente « corna » i due tratti. Così sempre fu negli usi del linguaggio misteriosofico: si usa cioè una parola in più significati per non dare senz’altro la possibilità ai non iniziati di afferrare la cosa.

 

Quello che cioè egli descrive, « …e aveva due corna come un agnello», è il segno del demone solare, quello che nel linguaggio dei misteri viene indicato con la parola « Sorat » oppure mediante i quattro numeri 400, 200, 6 e 60, se sostituiamo appunto i numeri al posto delle singole lettere. Questo dà il 666, espresso in un modo molto nascosto.

 

Vediamo così che lo scrittore dell’Apocalisse indica l’avversario dell’agnello. Quando la Terra diviene spirituale, sotto appaiono le figure degli uomini che riprendono la loro antica forma animale. Appare la bestia dalle sette teste e le dieci corna, ma appare anche il seduttore, quello che ha la poderosa forza di non far ritornare gli uomini al Sole, appare l’avversario del Cristo.

 

Gli uomini per se stessi non possono essere avversari del Cristo,

ma, mediante la falsa forza che è in loro,

possono soltanto mancare l’occasione di accogliere in loro il principio del Cristo.

 

Ma esiste pure quell’avversario, ed è il demonio solare. Esso appare appena vi sia qualcosa che può divenire sua preda. Prima che vi sia la preda, prima che vi siano gli uomini con le sette teste e le dieci corna, nulla vi è da sedurre, ed anche il seduttore non ha nulla da cercare. Ma quando appare l’uomo con quelle disposizioni, allora viene il seduttore e appare come la seconda bestia, e seduce.

 

Nel momento quindi in cui la Terra passa allo stato astrale, appare dell’uomo quello che di lui esisteva quando la Terra era ancora rivestita di un involucro acqueo. Sale la bestia umana. Si vede salire dall’acqua la bestia dalle sette teste e le dieci corna. Il fatto che questa bestia non abbia utilizzato bene la Terra rende possibile che ora dalla terra possa salire Sorat, l’avversario del sole, il tentatore, colui che può così avvicinarsi all’uomo e tirarlo a tutta forza nell’abisso. Vediamo così accostarsi all’uomo da questo momento in poi un essere di una spaventosa potenza.

 

Che cosa fa dunque un tale essere per introdurre gli uomini in quelle orrende cose che noi possiamo soltanto presentire? Affinché gli uomini vengano tentati verso la semplice immoralità, quella che già conosciamo quali uomini normali, non era necessario questo mostro che appare come demone del sole.

 

Soltanto quando sarà trasformato nel suo contrario ciò che contraddistingue in senso buono gli esseri che portano salvezza al genere umano, soltanto quando sarà trasformata nel suo contrario l’elevazione spirituale, e quando la forza spirituale verrà messa al servizio del principio dell’io inferiore, soltanto allora tale forza potrà portare l’umanità al punto che la bestia contrassegnata dalle due corna possa avere potere su di essa.

 

Il cattivo uso delle forze spirituali è in relazione con la forza tentatrice della bestia dalle due corna.

Il cattivo uso delle forze spirituali viene chiamato magia nera,

in contrapposto al retto uso che viene invece denominato magia bianca.

 

Così il genere umano, per il fatto di dividersi,

si preparerà da un lato ad arrivare a stati sempre più spirituali,

e di conseguenza a pervenire all’uso delle forze spirituali, nella magia bianca;

e dall’altro ciò che farà cattivo uso delle forze spirituali

si preparerà alla più selvaggia forza della bestia dalle due corna, alla magia nera.

 

Alla fine l’umanità si dividerà

• in esseri che esercitano la magia bianca    • e in altri esseri che esercitano la magia nera.

 

Nel segreto del 666 o di Sorat è quindi nascosto anche il segreto della magia nera.

Il tentatore verso la magia nera, verso il più orrendo crimine nell’evoluzione terrestre,

in confronto al quale nessun altro crimine è paragonabile,

quel tentatore viene rappresentato dallo scrittore dell’Apocalisse mediante la bestia a due corna.

 

Entro il nostro orizzonte appare così la divisione dell’umanità in un lontanissimo avvenire: gli eletti del Cristo, che saranno alla fine i maghi bianchi, e gli avversari, i selvaggi stregoni, i maghi neri che non si possono staccare dalla materia e che lo scrittore dell’Apocalisse rappresenta come coloro che fornicano con la materia. Di conseguenza tutto quell’esercitare la magia nera, l’unione che nasce fra l’uomo e l’indurimento nella materia, si presenta dinanzi alla sua anima di veggente nella grande Babilonia, nella comunità che riunisce tutti coloro che esercitano la magia nera; si ha così la spaventosa unione, o meglio la selvaggia unione tra l’uomo e le forze della materia degradata.

 

In un lontanissimo avvenire vediamo quindi due forze contrapporsi l’una all’altra: da un lato quelli che si avviano ad essere gli abitanti della grande Babilonia, e dall’altro quelli che si elevano al di sopra della materia, coloro che, come uomini, si uniscono con quello che si presenta come il principio dell’Agnello. Vediamo da un lato separarsi in Babilonia quanto v’è di più oscuro, guidato da tutte le forze opposte al sole, guidato da Sorat, la bestia a due corna, e dall’altro l’umanità sviluppatasi dagli eletti che si uniscono con il Cristo che appare a loro, con l’Agnello; da un lato l’unione dell’Agnello, dall’altro quella di Babilonia, della tramontante Babilonia.

 

Vediamo sprofondare nell’abisso Babilonia e, tesi all’uso delle forze della magia bianca, vediamo salire in alto gli eletti che si sono uniti all’Agnello. E poiché non soltanto riconoscono le forze spirituali, ma sanno pure usarle magicamente, essi possono preparare per la prossima incarnazione planetaria, per Giove, quello che hanno sulla Terra. Essi tracciano, per così dire, le grandi linee di quello che sarà Giove.

 

Dalle forze della magia bianca vediamo elevarsi le figure preparatrici,

quelle che passeranno a vivere quali figure della prossima incarnazione terrestre,

quella di Giove; dalla magia bianca vediamo elevarsi la nuova Gerusalemme.

Prima deve però venir espulso quello che è caratterizzato mediante Sorat, il 666.

 

Verrà espulso ciò che è soggiaciuto al principio della bestia dalle due corna

e che di conseguenza si è indurito nella bestia dalle sette teste e le dieci corna.

 

La forza con la quale il genio solare fa conseguire la vittoria su questi espulsi e li scaccia nell’abisso,

viene chiamata il « volto del genio solare ».

Il volto del genio solare è Michele che, si potrebbe dire, quale rappresentante del genio solare,

vince la bestia dalle due corna, il tentatore, chiamato anche il dragone.

 

 

Tutto ciò viene rappresentato con l’immagine, che appare al veggente, di Michele avente in mano le chiavi dell’abisso e la catena, di Michele che si trova presso Dio e che ha incatenato le forze opposte. Nell’esoterismo cristiano rosicruciano vengono caratterizzate così l’eliminazione di quelli che fanno parte del 666 e la vittoria sul drago, sul tentatore.

 

Ci appare così oggi davanti agli occhi quello che lo scrittore dell’Apocalisse ha celato in un segreto, quello che si deve estrarre soltanto mediante una rivelazione e di cui egli dice: « Qui è la saggezza! Chi ha intendimento, rifletta al numero della bestia » — vale a dire della bestia a due corna — « perché quel numero è 666 » (Apoc. 13,18).

 

Chi si riferiva a Nerone ha mal corrisposto a questa esortazione dello scrittore dell’Apocalisse. Abbiamo visto infatti da quali profonde spiegazioni del mondo deve essere tratta la saggezza che conduce al numero 666. Se anche oggi ci si deve affaticare per ascendere alla caratterizzazione di quel momento, non si deve dimenticare che occorre appunto fatica per comprendere i più profondi segreti. E lo scrittore dell’Apocalisse ha qui riposto questi profondissimi segreti. Li ha celati perché è bene per gli uomini che i misteri più importanti siano esposti in segni. Prescindendo infatti da tutto il resto, mediante le forze che si esercitano per svelare i segni, si raggiunge parecchio di quanto in pari tempo ci solleva alle forze buone.

 

Non lasciamoci quindi contrariare se abbiamo dovuto avanzare attraverso uno schema di numeri. Se aveste dovuto afferrare nelle antiche scuole quello che in generale è stato dato, nascosto in quei numeri, prima che vi venisse data qualsiasi altra cosa, avreste dovuto apprendere ancora molte altre cose. In quelle scuole gli scolari dovevano tacere a lungo ed ascoltare in tranquillità; venivano loro spiegati ancora e sempre tanti numeri, 777, 666 e così via, in un primo tempo nel loro significato formale. Soltanto quando avevano afferrato quel significato potevano conoscere il loro vero e proprio contenuto.

 

 

By | 2018-07-11T00:54:18+02:00 Luglio 10th, 2018|SORAT|Commenti disabilitati su SORAT – IL DEMONE SOLARE